Interviste

Natura e spirito di iniziativa individuale e Piacenza ora produce anche olio

Intervista a Giampaolo Bononi che ha fatto di una passione una professione

«Non chiedetevi cosa l’America possa fare per voi, ma cosa possiate fare voi per l’America» disse in un discorso divenuto famoso John Fitzgerald Kennedy. L’America è certamente Paese pragmatico e con una mentalità per nulla statocentrica e assistenzialista, ma Gianpaolo Bononi, che ha tramutato una passione/hobby in una fonte di profitto commerciando olio prodotto da un terreno di proprietà, è la prova che anche nello stivale amare l’Italia può trovare una declinazione diversa da quella dell’invocazione costante dell’aiuto dello Stato per essere cavati d’impaccio: quella del saper cogliere quello che l’Italia offre per metterlo a profitto con un proficuo spirito di iniziativa individuale.

Perché la scelta di produrre olio come attività professionalmente non principale?

«Sono sempre stato un manager d’azienda ricoprendo vari ruoli in organizzazioni multinazionali come Coca-Cola e Sanpellegrino; nell’anno del signore 1999 decisi d’acquistare una casa in collina per vedere l’orizzonte, in abbinata trovai un terreno adiacente nel quale regnava una vigna da almeno 50 anni, dopo un paio d’anni espiantai la vite e misi a dimora il primo impianto Olivicolo della zona con 300 piante implementandolo successivamente fino ad arrivare a 500».

Perché la scelta di produrre proprio olio per mettere a rendimento un terreno?

«La passione come comun denominatore mi ha dato lo spunto per dare corso alla produzione di un alimento basilare nella nostra dieta mediterranea che in questa zona non era conosciuto. La volontà di fare innovazione e dimostrare che anche i sogni possono diventare realtà».

Quali sono le caratteristiche del piacentino in termini di qualità della produzione di olio?

«Il territorio piacentino ha una storia olivicola che insieme al mio amico/agronomo dott. Mauro Carboni abbiamo più volte evidenziato. Il prodotto finale l’EVO Piacentino ha caratteristiche importanti con bassa acidità, ottimo bilanciamento del gusto amaro/piccante e alto contenuto di polifenoli».

Quanto olio produce e attraverso quali canali lo distribuisce?

«Il mio impianto produce attualmente circa 18 quintali di olive che trasformate nel frantoio di proprietà generano circa 1000/1200 bottiglie l’anno nel formato 250 ml in vendita presso prestigiosi punti vendita tra i quali Eataly di Piacenza (via Emilia km 90) di Silvano Romani e punti di distribuzione sul territorio piacentino ed alcuni Chef stellati».

Da produttore ‘amateur’ quale è il suo giudizio sul mercato dell’olio in Italia, quanto a tipologia di offerta e di domanda?

«Il mercato dell’olio extravergine in Italia dà modo al consumatore di trovare da nord a sud varie cultivar italiane, proposte in vari formati. Suggerisco sempre di puntare ad un extravergine di qualità in bottiglia  e di provare cultivar diverse provenienti da differenti regioni. Ogni extravergine ha una propria storia, gusto ed abbinamento gastronomico, proprio come il primo extravergine Piacentino certificato “Incanto Sublime“ che produco dal 2007 a Gropparello sulla via Francigena in provincia di Piacenza».

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