Spettacolo

Si può comunicare la musica?

La risposta durante una lezione aperta per la presentazione della 17a edizione del Master in Comunicazione musicale istituito dall'Università Cattolica di Milano

Cosa si nasconde dietro il successo un canzone? Verrebbe spontaneo rispondere il talento di un artista, un bravo paroliere, un musicista sapiente. Tutto vero, ma ai tempi del digitale e della comunicazione assurta per molti a filosofia di vita ecco che la grande bellezza della musica ha bisogno ‘anche’ di altri canali per essere veicolata. E così, se fino a pochi anni fa l’annuncio di una nuova uscita discografica veniva affidato a un semplice comunicato stampa diramato agli addetti ai lavori e al passaggio sulle varie emittenti radiofoniche, oggi si è andati oltre. Divulgare la musica, infatti, è diventato un vero e proprio mestiere che richiede studio e competenze, sul campo e non solo. E’ per questo che da alcuni anni l’Università Cattolica di Milano ha istituito, con successo, il Master in Comunicazione Musicale, promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo. Giunto alla 17a edizione il master si pone come obiettivo proprio quello di insegnare a 360 gradi a comunicare la musica. Ma cosa vuol dire ‘comunicare la musica’? Se ne è parlato nei giorni scorsi, proprio nelle aule dell’ateneo meneghino, in una lezione aperta in cui i relatori hanno provato a rispondere all’interrogativo. Premesso che alla base del mestiere occorrono sempre passione innata e spirito di sacrificio, oggi “comunicare la musica è comunicare tutto ciò che è legato alla vita artistica del musicista, non si lavora a compartimenti stagni, ma l’ufficio stampa è in costante rapporto con chi si occupa della promozione radio/TV e con chi si occupa dei canali social dell’artista”, secondo Riccardo Vitanza, Fondatore e Amministratore Unico dell’agenzia di comunicazione Parole & Dintorni. Secondo Gianni Sibilla, direttore didattico del Master, “la musica è un  lavoro. Le diverse figure richieste, le diverse competenze richieste hanno aumentato il livello di complessità dei lavori della scena musicale”. La musica diventa perciò simbolo di una moderna catena di montaggio che vede protagoniste, dietro le quinte, una serie di maestranze che studiano ed elaborano strategie che accompagnano letteralmente l’artista, dalla sala di incisione al live, passando dalle pagine dei giornali, le interviste, le ospitate in tv, le notizie e gli eventi creati ad hoc per rendere più accattivante e competitivo il prodotto. Senza dimenticare che il mercato è in continua evoluzione e così la pubblicazione del tradizionale CD, quando anche del rispolverato (e sempre affascinate!) vinile, deve andare di pari passi con i download e i social network che non possono essere più considerati metodi di divulgazione di serie B, sebbene abbiano contribuito a dare un brutale colpo di assestamento alle vendite tradizionali. Anche per questo diventa vitale l’allestimento e la comunicazione dei live che se da un lato permettono di bilanciare gli introiti, non più esaltanti, provenienti dagli acquisti tradizionali, dall’altra garantiscono ancora un rapporto ‘diretto’ tra l’artista e il suo pubblico. Un momento che per fortuna non ha mai perso appeal e che rimane ancora catartico, malgrado i costi in perenne lievitazione dei biglietti…

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Raffaella Bisceglia

Pugliese trapiantata a Milano da 13 anni, è laureata in Lingue e Letterature Straniere. Giornalista professionista dal 2001 attualmente svolge l’attività di addetta stampa e collabora con Famiglia Cristiana e Cronaca Qui. In passato ha lavorato, tra gli altri, per le emittenti televisive Telenova e Telepiù, per il quotidiano Il Meridiano e scritto di calcio e televisione per i siti Calciomercato.com e Datasport e il settimanale Controcampo.

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