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Libertè, fraternitè e spinello in Francia, maggior morigeratezza in Italia

Secondo il nuovo studio Trend (Tendances récentes et nouvelles drogues – recenti tendenze e nuove droghe) condotto per il 2016 e i primi mesi del 2017 dall’Observatoire français des drogues et des toxicomanies (OFDT), le droghe illegali non sono mai state così alla ribalta in Francia.

Oltralpe fioriscono “fattorie di cannabis” (4.000 piante) gestite da grossi trafficanti con piccole strutture (200-300 piante), condotte da giovani al passo con le tecniche e dagli stessi consumatori. In parallelo si sviluppano nuove forme di consumo: dalla sigaretta elettronica (e-liquide) al vaporizzatore. La cocaina conquista nuovi consumatori: si stima in 450.000 il numero di coloro che dichiarano di averla sperimentata almeno una volta durante l’anno, cifra quintuplicata in 20 anni secondo l’ultimo barometro della Sanità pubblica francese. Questa pratica concerne ormai un ampio spettro che va dalle persone emarginate ai festaioli del week-end ed ormai è cosa fatta il passaggio da un consumo occasionale ad uno regolare. La cocaina si trova ovunque: bar, club, festival, con una moltiplicazione dei punti di vendita nelle grandi città; gli spacciatori si organizzano in forma di call center e “drive de cité” (che permettono di acquistare senza scendere da un’automobile). I tassi di purezza (51% nel 2016) sono senza precedenti rispetto al 2000 (dove difficilmente arrivavano al 50%). Per l’eroina i sequestri sono quasi raddoppiati negli ultimi tre anni, ma la sua diffusione si sviluppa nel sud-ovest (Toulouse), sud-est (Marseille) e nella regione di Lyon, dove dei gruppi di albanesi si sono ben insediati dopo che la polizia svizzera li ha cacciati dal loro territorio.
In Italia il 32,9% degli studenti fra i 15 e i 19 anni (poco più di 800mila) ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita, mentre il 25,9%, circa 650mila ragazzi, riferisce di averlo fatto nel corso dell’ultimo anno, secondo quanto afferma lo studio Espad Italia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr), che descrive gli scenari e le tendenze presenti fra i giovani nel nostro Paese nel 2016.

«La cannabis si conferma la sostanza psicoattiva illegale più diffusa. Quasi un terzo dei 15-19enni (32,4%, circa 804mila; maschi 37,7%; femmine 28%), l’ha utilizzata almeno una volta nella vita, il 25,8% (circa 650mila; maschi 30,9%; femmine 20,7%) ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Dato confermato anche dalla Relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze dove si rileva che i quantitativi di sostanza sequestrati corrispondono a più del 90% del totale dei sequestri e le segnalazioni per detenzione di cannabis per uso personale rappresentano l’80% dei casi», afferma Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr e coordinatrice dello studio Espad. «Al secondo posto per utilizzo tra i giovani studenti troviamo la spice, un cannabinoide sintetico che riproduce gli effetti della cannabis, particolarmente reperibile sul web: ne ha fatto uso l’11% (circa 275 mila ragazzi) almeno una volta nella vita e il 35,5% di questi (circa 98 mila) lo ha fatto 10 volte o più.  Si osserva, inoltre, la diffusione delle Nps quali oppiacei sintetici e catinoni sintetici come mefredone, ketamine, fenetilamine, utilizzate almeno una volta nella vita dal 3,5% degli studenti e quindi diffuse tanto quanto la cocaina o anche più diffuse se si considera l’eroina, utilizzate nella vita rispettivamente dal 3,6 e l’1,5 per cento dei ragazzi. Le nuove droghe sono diffuse anche tra le studentesse: il 2,8% le ha utilizzate almeno una volta nella vita. Quasi 20 mila sono le donne in trattamento presso i Servizi per le dipendenze per uso di oppiacei, cocaina e cannabis e l’universo femminile ha assunto caratteristiche preoccupanti, seppure consumi, denunce e arresti siano a livelli inferiori rispetto a quelli maschili: delle 32.992 persone segnalate all’autorità giudiziaria per reati droga-correlati, il 7% ha riguardato donne e quasi due terzi delle persone segnalate sono giovani adulti di età compresa tra i 20 e i 39 anni».

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