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Fuori il Regno Unito, il bilancio Ue si riduce e l’Italia avrà meno trasferimenti

Alla conferenza sul budget dell’Unione, il commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger, ha indicato le linee guida della riforma della politica di coesione che sarà presentata a maggio e che ipotizzerà tagli per il 10-15% al budget rispetto alla programmazione 2014-2020. “La Pac (Politica agricola comune, ndr) e la politica di coesione rimangono importanti e anche in futuro dovranno rappresentare il 30% del volume di bilancio dell’Unione, ma attualmente siamo al di sopra del 35%”, ha dichiarato.

La Brexit lascerà un buco da 12-14 miliardi l’anno nel bilancio dell’Unione e per farvi fronte Oettinger ipotizza un 50% di tagli ed un 50% di nuove risorse, da reperire dagli Stati nazionali e anche con nuove tasse europee, come quella sulla plastica. Il bilancio dovrà poi finanziare con almeno 10 miliardi l’anno nuove necessità, come la gestione delle migrazioni e la difesa comune. La politica di coesione (che rappresenta più di un terzo del bilancio Ue, 460 miliardi nel 2014-2020) secondo Oettinger dovrà “accettare tagli inevitabili”, ma non superiori al 15%. L’Italia è il  secondo beneficiario dopo la Polonia di tale politica (44,5 miliardi in 7 anni) e dovrebbe quindi essere uno dei Paesi che riceverà di meno: i 42 miliardi su cui possono contare adesso, le Regioni più povere (principalmente Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Abruzzo e Lazio) ridursi di 4-6 miliardi di euro (compresi i tagli dei fondi previsti per gli agricoltori di tutta Italia).

Oettinger ha invece escluso da qualsiasi stretta i programmi europei Erasmus+ e Horizon 2020 sulla ricerca, perché “parlano del nostro futuro”.

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