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In caso di calamità la Protezione civile dovrà soccorrere anche gli animali

Il nuovo Codice della Protezione Civile entrerà in vigore il 2 febbraio 2018. Tra le misure più significative, esso prevede che in caso di calamità naturali gli interventi di soccorso ed assistenza debbano farsi carico non solo delle persone ma anche degli animali.
L’articolo 1 del nuovo Codice della protezione civile (Decreto Legislativo n. 224) definisce il servizio come «l’insieme delle competenze e delle attività volte a tutelare la vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi». L’articolo 2 definisce l’attività di protezione civile come «l’insieme, integrato e coordinato, delle misure e degli interventi diretti ad assicurare il soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi e agli animali».
«Il riferimento legislativo agli animali è necessario per riconoscere, rafforzare e qualificare quanto già avviene negli interventi in caso di terremoti, alluvioni, nevicate eccezionali. Così potremo superare lo spontaneismo, rendendo sistematico il contributo del volontariato specializzato all’attività di salvataggio, di recupero, messa in sicurezza e gestione degli animali familiari, che sempre più le stesse popolazioni richiedono», hanno commentato le associazioni animaliste (Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Leidaa e Oipa).

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