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La Via della Seta cinese attraverso il Polo innesca la corsa agli investimenti

Sono previsti numerosi progetti infrastrutturali nell’Artico, ora che la Cina ha definito la strategia della “Via della Seta sul Ghiaccio”.

Il 24 gennaio il governatore dell’Alaska Bill Walker ha riunito molti sindaci locali per discutere progetti di cooperazione con la Cina, in particolare la costruzione di un gasdotto di 1.280 km dalla contea del North Slope fino alla penisola di Kenai, per la spedizione verso l’Asia. Una volta liquefatto, quasi il 75% del gas andrà alla Cina. Walker si consulta regolarmente con la Casa Bianca, e ha accompagnato il Presidente Trump durante la sua visita a Pechino lo scorso novembre. Ha anche ricevuto il Presidente cinese Xi Jinping al ritorno dalla visita di quest’ultimo in Florida, lo scorso maggio.

L’Alaska coopera con la Cina anche per il terminale appena aperto a Yamal, in Russia, che gestirà le esportazioni di gas naturale liquefatto (GNL) non solo verso la Cina e l’Asia ma anche verso l’Occidente.

Esperti finlandesi hanno presentato il 19 gennaio una proposta per una “ferrovia artica” ai governi della Finlandia e della Norvegia e una decisione a proposito potrebbe arrivare già in marzo. La ferrovia, lunga 500 km e dal costo di 3,4 miliardi di dollari, collegherebbe i porti di Kirkenes (Norvegia) e Rovaniemi (Finlandia) e aprirebbe la rotta artica del Mare del Nord che si snoda lungo la costa siberiana della Russia a tutta la Scandinavia, ai Paesi baltici e alla Polonia, tramite la rete ferroviaria finlandese. La rotta, che naturalmente funzionerebbe in entrambe le direzioni, ridurrebbe del 40% la distanza dal Canale di Suez.

Esperti di Finlandia e Cina hanno cominciato a lavorare al progetto di cavi sottomarini trans-artici che ridurrebbero del 40% anche la distanza tra Europa ed Asia. Il progetto rivitalizzerebbe un vecchio piano russo, il ROTACS (Russian Optical Trans-Arctic Cable System) stabilendo un collegamento via cavo diretto tra Londra e Tokyo, passando per la Cina e la Russia. Il Presidente finlandese Sauli Niniisto è un forte fautore di buoni rapporti con Cina e Russia. Niniisto ha sempre respinto le offerte di aderire al riarmo militare della NATO contro la Russia, e la sua strategia di buoni rapporti economici con Mosca gode del sostegno di due terzi dell’elettorato. Anche Niniisto ha ricevuto il Presidente cinese Xi prima che si recasse negli Usa lo scorso maggio, per discutere come espandere la cooperazione economica.

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