Flash

Lo Stato obbliga le banche a servire lui anziché chi versa i propri averi

I trasferimenti tra privati di denaro contante e di titoli al portatore (ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario) dai 3mila euro in su dovranno avvenire solo tramite banche o altri operatori finanziari, in base alla modifica del decreto legislativo n. 231 del 2007 sulla prevenzione del riciclaggio dei proventi derivanti da attività criminose e di finanziamento del terrorismo. Inoltre gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare – oltre a data e luogo di emissione, importo e firma – l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Chi non rispetta tali indicazioni rischia una sanzione variabile da 3.000 a 50.000 euro.

Chi vuole utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 1.000 euro, può farlo presentando una richiesta scritta alla propria banca e per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera e cioè senza la dicitura “non trasferibile” è previsto dalla legge il pagamento a carico del richiedente l’assegno di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca versa allo Stato. E vietato inoltre aprire conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia ed è anche vietato il loro utilizzo anche laddove aperti in uno Stato estero, fino a libretti di deposito, bancari e postali, possono essere emessi solo in forma nominativa e cioè intestati ad una o più determinate persone.

Infine per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l’estinzione, con scadenza il 31 dicembre 2018, resta comunque vietato il loro trasferimento.

Tags
Mostra altro

Articoli Correlati

Close

Adblock Rilevato

Ti preghiamo di supportarci disabilitando il tuo ad Block su questo dominio.