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Achtung Binational Babies: “Il potere diventa abuso” e lo Jugendamt toglie sempre più bambini alle famiglie

L’inchiesta-intervista del giornale tedesco TAZ

L’articolo di cui ci occupiamo oggi è particolarmente significativo perché si tratta dell’intervista recentemente realizzata dalla TAZ, giornale di Amburgo, a Wolfang Hammer, un dirigente dello Jugendamt ora in pensione che, con sensibilità e accuratezza, critica l’evoluzione dell’operato dello Jugendamt.  E’ ancora lui a sostenere che sempre più bambini vengono tolti alle famiglie, nella più totale mancanza di valide ragioni.

Il dott. Hammer inizia segnalando che sempre più spesso riceve notizia di casi nei quali i bambini vengono allontanati anche se non viene ravvisato nessun sostanziale pericolo; pericolo che dovrebbe invece essere a fondamento di tali drastici provvedimenti. In sostanza i bambini vengono ora allontanati solo sulla base di una valutazione circa la bontà dell’educazione (madre troppo protettiva, bambino troppo curato, visite dal medico troppo frequenti, ecc.). Ciò significa, spiega Hammer, che il dipendente dello Jugendamt si sente un “super-educatore” e come tale giudica dall’alto in basso l’educazione che sta ricevendo il bambino. Il giudizio di valore alla base dell’allontanamento è uno dei casi sempre più frequenti e provoca danni permanenti e irreparabili proprio nei bambini che si sostiene di voler tutelare.

Hammer ritiene che questo sia il nuovo trend, diffusosi ormai in ogni parte del paese. Il fatto però ancora più grave – aggiunge – è che tali motivazioni basate su giudizi personali non solo siano sempre più frequenti, ma che ormai bastino anche ai tribunali familiari per motivare i loro decreti. L’intervistatrice chiede come si spieghi questa evoluzione. La breve risposta definisce con chiarezza l’atteggiamento alla base dei provvedimenti più diversi, ma purtroppo con un esito comune: “Se diamo potere a delle persone, c’è sempre il pericolo che abusino di tale potere. Coloro che dirigono dovrebbero saperlo e invece preferiscono ignorarlo, schiacciati da pressioni sia dall’alto che dal basso. Basta la sostituzione del personale preposto a seguire un caso – continua – per giungere a conclusioni opposte” e dunque anche ad allontanare il bambino da una situazione che in realtà non lo richiedeva. I tribunali familiari decretano poi l’allontanamento sulla semplice base delle affermazioni di tali persone che lavorano per lo Jugendamt. Tutto ciò è supportato anche dall’analisi di molti casi concreti che, afferma Hammer, gli sono stati sottoposti sia dalle famiglie coinvolte, sia da ex colleghi che ormai, anche loro, giudicano molto criticamente tali interventi. Spesso i bambini allontanati vengono portati molto lontano dal loro luogo di residenza abituale, collocati in istituti con rigide strutture e forti limitazioni, tra le quali l’impedimento del contatto con la famiglia di origine. La politica dovrebbe rendersi conto che qualcosa qui non va [ndr: in Germania in un solo anno, il 2016, sono stati allontanati dalle famiglie 84.230 bambini e forse questa situazione è proprio voluta dal Governo tedesco] e che tutto ciò è in netto contrasto con la Legge Fondamentale. Invece succede questo: ogni volta che un bambino, che davvero avrebbe dovuto essere allontanato, è stato portato via troppo tardi, certe persone ne godono, godono della tragedia, perché possono così invocare la necessità di intervenire più velocemente e in ogni famiglia. Oneste e coraggiose sono le parole con cui Hammer conclude l’intervista: “gli Jugendamt dovrebbero ammettere i loro errori e chiedere scusa”.

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Dott.ssa Marinella Colombo

Membro della European Press Federation - Responsabile nazionale dello Sportello Jugendamt, Associazione C.S.IN. onlus - Membro dell’Associazione Enfants otages

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