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Convergenze solo se per il bene dell’Italia

Legittimamente giornalisti e commentatori, anche nei prossimi giorni, si dedicheranno a studiare ed immaginare le più diverse, probabili ed improbabili, ipotesi rispetto a chi avrà l’incarico per provare a formare un nuovo governo. Certo è che più dichiarazioni di facciata i partiti faranno più si allontaneranno i tempi per ragionamenti consapevoli e responsabili sulla realtà italiana, europea ed internazionale che non può prescindere dagli aspetti economici, in senso lato, e dalle urgenze determinate dall’immigrazione, dal terrorismo e dalle situazioni di crisi di paesi quali la Libia.

A prescindere da tutte le valutazioni di varia natura, la realtà è che qualunque governo si basa sul voto delle aule parlamentari e pertanto, numeri alla mano, al momento è il centro destra che dispone, se rimane unito, del maggior numero di parlamentari, anche se ne mancano ancora molti per garantire la maggioranza d’aula. Sarà necessario perciò cominciare ad abbandonare le polemiche da campagna elettorale per provare a trovare convergenze con altre forze politiche o un numero importante di parlamentari disponibili. Non è impossibile anche un governo di minoranza, con appoggio esterno di altri gruppi parlamentari, su progetti condivisi e finalizzati, così come non è impossibile che chi, fino al giorno prima, si era insultato diventi l’alleato del momento, le esperienze, non solo tedesche, rendono evidente che quanto si è dichiarato prima delle elezioni può essere modificato quando le esigenze lo richiedono. Quello che è certo è che bisogna abbassare i toni, rinunciare alle promesse che non possono essere realizzate e cominciare seriamente a ragionare su quanto necessita, in tempi brevissimi, al Paese. Solo su questi temi si potranno trovare eventuali convergenze. Non credo che alcuno possa ritenere percorribile, nell’imminente futuro, un ritorno alle urne con una legge elettorale indegna e con i costi economici che ne deriverebbero, inoltre pochi o tanti voti che ciascun partito ha preso sono comunque voti che rappresentano la volontà del corpo elettorale che chiede cambiamenti, coerenza ed impegno. Anche i 5Stelle non possono sottrarsi alla realtà di aver perso consensi proprio là dove stanno amministrando città importanti, perciò, nell’interesse del loro progetto, accettare che ci sono tempi e modi per realizzare quanto ci si è prefisso e che nel governare un Paese, così come nella vita, non può esserci l’assolutismo del ‘con me o contro di me’. Capirlo sarà segno di maturità politica.

 

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