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Achtung Binational Babies: bambini rubati dallo Jugendamt tedesco

La connivenza dell’Europa e dell’Italia che tradisce i propri concittadini

Tutti i genitori italiani che hanno conosciuto lo Jugendamt tedesco e il sistema familiare di quel paese e che si sono visti cancellare dalla vita dei loro figli (ogni genitore non-tedesco è infatti nocivo al processo di germanizzazione dei bambini e dunque ritenuto nocivo al cosiddetto “bene del bambino”- in senso teutonico) sanno che questo problema non va affrontato né con gli psicologi e tanto meno con gli assistenti sociali, è un problema esclusivamente politico ed economico, oltre che giuridico.

La Germania si impossessa dei bambini per motivi economici e conduce queste sue azioni in modo sempre più estremo perché politicamente (e non solo) si sente superiore e soprattutto perché Stati come l’Italia, che paiono aver perduto la loro dignità, glielo permettono.

Infatti, non solo lo Stato italiano tace ai suoi concittadini il pericolo di un trasferimento in Germania con la famiglia, ma lascia completamente soli coloro che si trovano a vivere l’inferno della persecuzione tedesca e che disperatamente cercano aiuto. Invano.

La maggior parte dei Consoli, che in effetti sono tenuti a rispettare le indicazioni del Ministero degli Esteri, si nascondono dietro al “non possiamo intervenire in procedimenti stranieri”, “non possiamo far scoppiare un incidente diplomatico per due bambini”, “si cerchi un buon avvocato”, ecc… (ho messo il virgolettato perché si tratta di frasi dette veramente!) quando invece è soprattutto necessario far sentire forte la presenza dello Stato italiano a supporto del proprio concittadino. All’estero l’italiano è percepito come orfano. Un apolide è forse maggiormente tutelato.

Sul versante italiano la situazione è, se possibile, peggiore. I magistrati dei tribunali italiani paiono – troppo spesso – al soldo di un governo straniero. Alla richiesta (istanza) tedesca non si dice mai di no e se l’istanza non è fondata, si distorce la nostra propria Legge per riuscire ad applicarla in favore della parte tedesca.

La nostra giustizia, notoriamente molto lenta, diventa improvvisamente veloce ed efficace quando si tratta di accogliere ed eseguire le richieste straniere, soprattutto se tedesche.

Se la parte tedesca reclama degli alimenti, quella italiana si ritrova velocemente e inesorabilmente un ufficiale giudiziario italiano a requisire e pignorare ogni suo avere: i soldi devono arrivare velocemente in Germania. Se invece è la parte italiana a reclamare gli alimenti a quella tedesca, oltre alle lungaggini italiane per ottenere un decreto esecutivo, dovrà aspettarsi il diniego di quelle tedesche che utilizzeranno ogni articolo ed ogni comma del loro codice di procedura (ben diverso dal nostro!) per evitare che soldi tedeschi passino la frontiera. Ma c’è di peggio. Se un genitore italiano rientra in Italia con il proprio figlio, si ritroverà in prigione in un batter di ciglio, e il bambino sarà immediatamente rimpatriato. Se invece un genitore straniero porta illecitamente il figlio all’estero, allora si muove la burocrazia, cioè non succede niente (in ogni caso, niente di efficace) e il bambino resta all’estero. Addirittura se il genitore straniero porta il figlio all’estero illecitamente e poi rientra sul territorio italiano lasciando il figlio all’estero nelle mani di parenti più o meno stretti, questo genitore straniero, colpevole di un reato penale e oggetto di denuncia, potrà continuare tranquillamente a vivere in Italia senza che gli venga torto un capello. Nel confronti del genitore italiano ci si giustificherà con la solita “lentezza della giustizia” che però pare esista solo quando questa “giustizia uguale per tutti” viene invano reclamata da un cittadino italiano.

Abbiamo smesso di chiederci il perché, vogliamo solo che tutto ciò abbia fine. Chiunque riceverà l’incarico di formare il nuovo Governo, dovrà farlo nell’interesse dell’Italia e degli Italiani e non dei burocrati (tedeschi) di Bruxelles. E’ dunque con rinnovata forza che chiediamo ci si occupi di questo tema!

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Dott.ssa Marinella Colombo

Membro della European Press Federation - Responsabile nazionale dello Sportello Jugendamt, Associazione C.S.IN. onlus - Membro dell’Associazione Enfants otages

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