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Preoccupazione dei pediatri per la dipendenza digitale, tablet all’asilo in Veneto

Qual è il genitore che non doterebbe il proprio figlio, ancor più se piccolo, di uno smartphone, così da poterlo rintracciare? Il problema è che secondo i medici pediatri la tecnologia può creare una vera e propria dipendenza digitale, che esiste certo anche negli adulti si obietterà ma che in tenera età può favorire la miopia (la medicina esiste proprio per curare, ma intanto è già stato lanciato l’allarme: la miopia tra i 18 e 25 anni passerà dal 20% al 40% nei prossimi anni). I pediatri consigliano di non lasciare che un bambino trascorra più di 2 ore al giorno davanti a smartphone e tablet, pena una riduzione delle performance scolastiche, un’alterazione della sfera emotiva e aumento di problematiche neuropsichiatriche (c’è anche un problema delle radiazioni a cui si è esposti); il sindaco di Arcugnano (Vicenza) ha invece lanciato un asilo digitale, sfruttando i 4,3 milioni forniti dalla Regione Veneto per un nuovo polo dell’infanzia, nelle cui aule la didattica verrà svolta con l’impiego di tablet, webcam e anche robot. Il Centro per la Salute del Bambino, onlus di Trieste, in collaborazione con l’Associazione culturale pediatri ha d’altronde diagnosticato la seguente evoluzione della razza umana: un bambino su 5 nel nostro Paese prende contatto con il cellulare nel primo anno di vita e l’80% dei bimbi tra i 3 e i 5 anni sa usare il telefonino di mamma e papà (negli Usa utilizza device elettronici un terzo degli infanti con appena 6 mesi di età).

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