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In attesa di Giustizia: giustizia ai tempi della crisi

Si sa, in tempi di crisi aumentano i reati che ne sono espressivi, compresi quelli che si ritiene appartengano solo all’immaginario collettivo costituendo esempi irrealistici. Così non è e fa fede la vicenda di un uomo residente nella provincia di Lecce processato per aver sottratto una melanzana (avete letto bene: una melanzana!) sebbene il derubato, un contadino, avesse manifestato l’intenzione di non perseguirlo…ma per il furto si procede di ufficio e i Carabinieri che avevano fermato l’uomo con il  compendio dell’orrendo crimine ancora in mano avevano dovuto informare la Procura della Repubblica.

Il Pubblico Ministero, a questo punto, avrebbe ben potuto evitare un seguito  in base alla norma del codice che prevede si possa chiedere l’archiviazione quando il reato è di particolare tenuità, ma non lo ha fatto nonostante la oggettiva marginalità dell’illecito.

Rinviato a giudizio, lo sventurato si è visto infliggere in primo grado una condanna a cinque mesi di reclusione e trecento euro di multa (il P.M. pare avesse chiesto molto di più…), ridotta poi in appello a due mesi e centoventi euro.

L’assistenza di un tenace difensore di ufficio ha portato il processo fino in Cassazione ove si è celebrato il lieto fine: la condanna è stata annullata proprio perché il fatto è stato ritenuto di lieve entità.

Il lettore è giusto che sappia quanto tenue è il valore di questa ruberia: si parla di venti centesimi stabiliti in seguito ad una perizia disposta nel corso del processo, perizia che – chiaramente –  è costata molto di più, così come a carico del bilancio del Ministero sono rimaste tutte le altre spese vive che la vicenda ha generato. A tacere contributo all’intasamento del sistema a discapito di altri procedimenti che è facile immaginare di rilievo maggiore sia per le persone offese che per i responsabili.

Non è la prima volta che su queste colonne ci occupiamo di casi analoghi dai contorni grotteschi: il fatto che si ripetano giungendo – sicuramente non tutti  – agli onori delle cronache è sintomatico di un sistema giudiziario malato di inefficienza e, talvolta, di mancanza di buon senso comune in cui gli sprechi non si contano e poco o nulla si fa per evitarli anche quando la legge stessa offra un’agevole soluzione.

Oggi possiamo compiacerci perché un povero uomo ha, infine, evitato l’onta del pregiudizio penale, per una normativa intelligente che ciò ha reso possibile e per la determinazione di un avvocato? Probabilmente sì, questi sono profili non indifferenti, ma una simile attesa di giustizia, tenendo conto che la stessa sottoposizione a processo è una pena, ha fatto pagare a un cittadino  uno scotto francamente inaccettabile ed allo Stato un conto salato che si sarebbero potuti evitare.

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