Costume e Società

La design economy eccellenza italiana

Il design si conferma come settore leader con 48mila addetti e un fatturato di circa 4,3 miliardi di euro. Milano si conferma centro nevralgico

Ormai è abbastanza noto: il design è un vero e proprio marchio di fabbrica del made in Italy; una eccellenza che contribuisce all’attrattività dei nostri prodotti a livello globale. Basti pensare che grazie al design, il made in Italy è oggi il terzo marchio più conosciuto al mondo (dopo Coca Cola e Visa).  La “design economy” si conferma una delle più solide strategie anticrisi: delle oltre 179.000 imprese europee di design, una su sei è italiana.

Questo settore conta 29mila aziende in tutto il Paese, 48mila addetti e un fatturato di circa 4,3 miliardi di euro. Inoltre le imprese italiane attive nel settore design si concentrano proprio nelle aree in cui è più alta la presenza delle filiere di eccellenza del made in Italy. Questo scenario incoraggiante è confermato dai dati raccolti nel secondo rapporto Design Economy realizzato dalla Fondazione Symbola (che dal 2017 ha avviato un osservatorio sul settore) con il rapporto ‘Design economy’, presentato alla Triennale di Milano da Ermete Realacci e Domenico Sturabotti, rispettivamente presidente e direttore di Fondazione Symbola, Stefano Boeri, presidente della Triennale, e Stefano Bordone, vicepresidente di FederlegnoArredo.

Come spiega il report “Design economy”, il nostro Paese mantiene un ruolo di leadership nel design. A cominciare dal numero di imprese attive: 29 mila, più delle circa 26 mila tedesche e francesi, delle oltre 21mila inglesi, delle 5mila spagnole. Con 4,3 miliardi di euro di fatturato del design, pari allo 0,3% del Pil, l’Italia è seconda tra le grandi economie europee dopo il Regno Unito (7,8 miliardi), davanti a Germania (3,8), Francia (2,1) e Spagna (1,1).

Dati in evidente crescita soprattutto negli ultimi cinque anni: +1,5% per occupazione e +3,6% per fatturato.

Anche per quanto riguarda l’innovazione non stiamo certo a guardare, visto che l’Italia si colloca seconda per numerosità di brevetti di design, eccellendo in ben 22 delle 32 categorie aggregate previste nella classificazione ufficiale Locarno. La ricerca prende in esame le imprese italiane che producono beni e servizi di design: dall’arredo alla moda, dall’architettura alla comunicazione, fino agli ambienti digitali.

Una conferma della frammentazione del tessuto industriale che, sebbene sia spesso vista come una delle cause della scarsa competitività dell’economia italiana, in questo caso rappresenta una forza e un valore aggiunto.

“Le imprese italiane, piccole e piccolissime, hanno una flessibilità e una propensione al rischio che le rende uniche nel panorama internazionale – osserva Stefano Bordone, vicepresidente di FederlegnoArredo – e perciò attrattive anche per i designer e i progettisti di tutto il mondo”. “Il Report dimostra la forte compenetrazione tra design e processo produttivo, e tra design e innovazione” fa notare Realacci. “Il design non è legato solo all’estetica ma anche alla capacità di risolvere problemi complicati. È strategico per sviluppare una nuova generazione di prodotti che rispondano, oltre al criterio della bellezza, anche a quelli della tecnologia e della sostenibilità ambientale, nel segno dell’economia circolare”.

I dati fotografano quindi un sistema estremamente competitivo che, a differenza di altri settori, riesce anche a essere estremamente attrattivo per i migliori talenti. Ne sono testimonianza i tanti designer internazionali che lavorano per i marchi del made in Italy, ma anche la presenza radicata e diffusa su tutto il territorio nazionale di istituti di formazione che attraggono studenti da tutto il mondo. Dalle 59 realtà (tra scuole, università e accademie) che rilasciano titoli di studio in discipline del design, nel 2016 sono usciti 7.094 nuovi designer diplomati, in aumento del 9% rispetto al 2014. Non stupisce che la maggior parte di questi istituti si trovi a Milano, una delle città europee con la più alta concentrazione di scuole di design al mondo. Milano è del resto anche la città italiana con il maggior numero di aziende del design (l’11,6% del totale nazionale), seguita da Torino e Roma, e di addetti (il 16,4%).

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