Europa

La Ue medita multe per Facebook

Le 28 autorità di protezione dati dell’Ue, riunitesi nel cosiddetto ‘Working party 29′, potrebbero chiedere i danni a Facebook per il datagate Cambridge Analytica, in applicazione del nuovo regolamento, che entrerà in vigore il 25 maggio, e che prevede un’ammenda fino ad un massimo del 4% del fatturato della compagnia. La sanzione, hanno fatto sapere fonti europee, si potrebbe applicare se si riterrà che la violazione sia ancora in corso.

«E’ un messaggio forte e un messaggio chiave: la protezione dei dati personali è un valore non negoziabile» per l’Ue, motivo per cui il 25 maggio entrerà in vigore il nuovo regolamento sulla privacy, «pezzo portante» della strategia europea digitale, ha affermato la commissaria Ue Mariya Gabriel. «Senza la fiducia dei cittadini non potremo mai arrivare a risultati positivi nella rivoluzione digitale», ha ammonito la commissaria, spiegando che tutte le nuove iniziative a cui sta lavorando la Commissione, dalla e-health alla tecnologia blockchain, si basano sui principi di «trasparenza, responsabilità e tutela della privacy». Allo stesso tempo, ha sottolineato Gabriel, «non vediamo una contraddizione» tra l’approccio Ue («unico al mondo basato sui valori» e sulla privacy) con «la capacità per le piattaforme di essere motori di crescita, innovazione e creazione di occupazione», perché quest’ultima, ha concluso, deve essere sviluppata con «responsabilità».

L’affaire Facebook-Cambridge Analytica sarà materia di analisi anche alla riunione Ue delle commissioni elettorali Ue, il 25 aprile, che prenderà in considerazione un eventuale impatto sulle consultazioni, anche in vista di quelle europee del 2019. Gli altri fronti su cui ci si sta coordinando tra i 28, è quello dei consumatori, che hanno già un conto aperto con Twitter, Facebook e Google da oltre un anno, per il mancato rispetto di alcune regole. Anche in questo caso potrebbero ‘piovere’ multe per il colosso social.

E’ stato programmato anche un incontro per ottenere impegni chiari verso i consumatori con organizzazioni come Altroconsumo, Euroconsumers, Test-Achats, Ocu, DecoProteste e Proteste Brasil a Bruxelles. E anche il comitato sulle Fake News, istituito dalla Commissione europea, che pubblicherà la sua prima comunicazione il 25 aprile, potrebbe studiare aspetti della vicenda.

La commissaria europea alla Giustizia Vera Jurova ha concordato una telefonata col direttore operativo del social, Sheryl Sandberg. Fonti europee spiegano che la risposta arrivata da Facebook non è stata «troppo convincente» e Bruxelles intende approfondire ulteriormente la questione. Nel documento il gigante del web aveva ammesso che i cittadini colpiti dal datagate in Ue sono 2,7 milioni.

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