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Achtung Binational Babies: gli psicologi senza qualificazione della Germania moderna

L’articolo di questa settimana presenta la traduzione di quanto recentemente apparso in alcuni media locali tedeschi: un falso psicologo ha guadagnato quasi 800.000 euro in 5 anni, redigendo perizie familiari che hanno tolto i bambini ai loro genitori, pur senza avere una laurea. Il caso è venuto alla luce perché una mamma, alla quale era stata tolta la figlia sulla base di una perizia di questo individuo, non si è rassegnata ed ha costretto, non senza difficoltà e impedimenti da parte del sistema, ad aprire un’indagine. Questo non è un caso isolato e dovrebbe farci comprendere che non solo in Italia succedono queste cose, bensì soprattutto nella perfettissima Germania. Ma sono due gli aspetti che vanno ben evidenziati: 1) il fatto di non avere una laurea non avrebbe impedito di ricevere incarichi dal tribunale e redigere perizie, perché i tribunali famigliari tedeschi possono nominare quale “esperto” anche chi non ha la specifica formazione, 2) il processo si tiene ora per “frode commerciale”, perché si è fregiato di un titolo senza averlo, ma gli esiti delle perizie di tale individuo non vengono in nessun modo messi in discussione. Conclusione: negli ultimi 4 anni sono stati tolti ai genitori più di 252.000 bambini (dati ufficiali del Ministero tedesco) che ci indicano, o che in Germania ci sono una massa di genitori incapaci, più incapaci di qualsiasi altro paese, oppure che in Germania agisce un sistema che si avvale di persone senza qualifica per impossessarsi dei bambini strappandoli ai loro affetti, ma creando un attivissimo indotto che crea continuamente nuovi posti di lavoro e che dunque il Governo tutela.

L’articolo in traduzione:

Il titolo gli ha fruttato quasi 800.000 euro: falso psicologo, ma lui “non voleva arricchirsi”.

Molte domande rimangono senza risposta nel processo a carico di un uomo di 44 anni che si è fatto passare per psicologo pur senza una laurea e ha redatto perizie per i tribunali in questa veste. Il convenuto ammette i fatti, ma cerca di giustificare le sue azioni: non avrebbe mai voluto arricchirsi. “Stavo solo cercando di aiutare”. L’uomo, nativo del Saarland, gestiva uno studio di psicoterapia e un istituto di psicologia applicata a Idar-Oberstein, e deve ora rispondere di frode commerciale in 175 casi e di false dichiarazioni in sette casi. Il tribunale non si occupa delle conseguenze dei suoi scritti [N.d.R.: bambini tolti ai genitori sulla base delle sue perizie], ma solo dei danni causati alla magistratura per un totale di 759.000 euro. Questo è quanto ha incassato da novembre 2009 ad aprile 2014 per la sue perizie. Secondo l’accusa, questi pagamenti del tribunale sono stati ricevuti utilizzando un titolo falso. Non è ancora chiaro se vi siano stati altri casi prima del 2009, data in cui, stando all’imputato avrebbe utilizzato per la prima volta il falso titolo. Due testimoni, che avrebbero potuto fare un po’ più di luce sulla questione, non sono comparsi dinanzi alla seconda Corte penale della Corte distrettuale di Bad Kreuznach. Di conseguenza, si prevede che saranno necessari altri due giorni di procedimenti giudiziari prima che la sentenza possa essere pronunciata. In ogni caso, la versione che il falso psicologo ha presentato all’inizio del processo è stata smontata: non avrebbe obbiettato quando il tribunale si rivolse a lui nel 2005 o 2007, indicandolo con tale titolo, che presuppone invece un diploma universitario. Il procuratore Günter Horn ha mostrato due lettere, del 2004 e del 2005, dalle quali si evince che il falso psicologo già allora indicava si fregiava del titolo sulla sua carta intestata. Il giudice Bruno Kremer ha voluto sapere perché ha usato il falso titolo. “Non ho spiegazioni”, “Non ricordo”.

La sua socia, con la quale gestiva un istituto di Idar-Oberstein, nel frattempo fallito, avrebbe dovuto testimoniare, ma non è comparsa in tribunale. Ha presentato all’ultimo momento un certificato in cui si affermava che non era in grado di sostenere un interrogatorio. La donna, che inizialmente lavorava come donna delle pulizie per l’imputato [N.d.R.: la donna delle pulizie era socia dell’istituto di psicologia applicata!] non ha mai voluto rispondere alle domande.

E dunque, come si può credere in una giustizia che ti toglie i figli sulla base delle affermazioni di un ciarlatano?

https://www.rhein-zeitung.de/region/lokales/bad-kreuznach_artikel,-titel-brachte-dreiviertelmillion-falscher-psychologe-wollte-sich-nicht-bereichern-_arid,1764897.html

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Dott.ssa Marinella Colombo

Membro della European Press Federation - Responsabile nazionale dello Sportello Jugendamt, Associazione C.S.IN. onlus - Membro dell’Associazione Enfants otages

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