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Leonardo: “doppia innovazione”

Mai termine fu più inappropriato per indicare un’azienda italiana nata o, come qualcuno dice, risorta dalla gestione e dalle spoglie di Finmeccanica.

Passata sotto il controllo e la gestione di Profumo, ex Unicredit ed ex MpS,  i cui disastri sono sotto gli occhi di tutti, ora Leonardo manda in prepensionamento 1100 dipendenti assieme a 65 dirigenti. E’ evidente come non tutti questi 1100 dipendenti avranno raggiunto contemporaneamente parametri minimi al fine di ottenere un trattamento pensionistico. In questo senso verranno utilizzati ulteriori ammortizzatori sociali come la Naspi che permetterà ai dipendenti che non abbiano questo tipo di requisiti per entrare all’interno del sistema pensionistico. Come sta avvenendo per molte  aziende partecipate dagli enti locali anche per questa che viene indicata come il gioiello dell’ingegneria italiana vengono utilizzati due ammortizzatori sociali per riacquisire competitività.

Il primo viene rappresentato dalla Naspi per ottenere il raggiungimento dei requisiti minimi per arrivare ad un altro capitolo della spesa pubblica come le pensioni senza averne peraltro requisiti.

Il secondo è l’Istituto del prepensionamento. In altre parole, il sistema pensionistico nel suo complesso assieme all’utilizzo temporaneo della Naspi rappresentano due ammortizzatori sociali utilizzati impropriamente al fine di ottenere un miglioramento del rapporto tra costi fissi e variabili, una diminuzione del Clup (costo del lavoro per unita di prodotto) e di conseguenza un miglioramento della produttività.

Quella che viene indicata come l’azienda del futuro a forte innovazione tecnologica da tutto l’establishment e la nomenclatura economica, politica ed  accademica al fine di raggiungere i propri obiettivi economici e la remunerazione del capitale non esita a scaricare  sulla spesa pubblica o, meglio, su due capitolati della spesa pubblica le proprie inadeguatezze e incapacità organizzative.

In questo contesto risulta evidente “la doppia innovazione”.

Leonardo rappresenta in pieno il declino di una classe dirigente (che perlomeno una volta veniva  indicata come ‘boiardi di Stato’), politica ed accademica incapace di  elaborare strategie di sviluppo che non coinvolgano le finanze pubbliche utilizzate impropriamente per raggiungere obiettivi.

Quella stessa classe politica che propone le riforme pensionistiche sempre più penalizzanti per i cittadini ed omette di riconoscere di aver utilizzato il sistema pensionistico come ammortizzatore sociale per ogni crisi aziendale dagli anni ‘70 in poi ora lo usa come semplice strumento “innovativo” per avviare un riassetto organizzativo. Una strategia nata morta in quanto ci ha posto nelle situazioni attuali di assoluta insostenibilità dei principali parametri economici.

Leonardo fu un ingegnere ed  un inventore unico al mondo. Francamente nella gestione e della strategia di questa società non si intravede nessun carattere innovativo ma ancora una volta prevale il vecchio principio dello scaricare le proprie inadeguatezze  sulla spesa pubblica utilizzando peraltro impropriamente due ammortizzatori fiscali. Da qui va riconosciuta alla dirigenza dell’azienda e alla classe politica che l’ha scelta il merito di aver creato una “doppia innovazione”.

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