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Nonna Peppina: dopo la casa revocato anche il contributo per l’autonoma sistemazione

Da sette mesi senza una casa, e al danno si aggiunge anche la beffa. La storia della signora Giuseppina Fattori, nota alle cronache come Nonna Peppina, si fa sempre più triste e difficile.“La casetta di legno, di nostra proprietà, è sotto sequestro giudiziario. Il container, di nostra proprietà, è stato rimosso dopo ventuno anni, per evitare ulteriori guai. Il contributo per l’autonoma sistemazione assegnato a mia madre è stato revocato. A San Martino di Fiastra le Sae non ci sono e non ci saranno mai. Poche domande mi affollano il cervello: Dove dovrebbe andare mia madre che non ha più una casa? Cosa devono farci ancora?”. E’ quanto denuncia, dal suo profilo Facebook, Agata Turchetti, figlia della Signora Peppina, 95enne di Fiastra (Macerata), costretta a lasciare la sua casa di legno dopo che il terremoto del 2016 aveva reso inagibile la sua abitazione. E così, dopo aver perso anche il container, alla signora Peppina è stato revocato anche il contributo per l’autonoma sistemazione e la povera nonnina vive adesso a casa dell’altra figlia, Gabriella, sperando di poter tornare presto nella sua casetta di legno a pochi passi dalla sua abitazione. Manca ancora l’autorizzazione paesaggistica, ferma alla Soprintendenza delle Belle Arti di Ancona. “Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo. Ma non riusciamo ad avere l’autorizzazione. Se mia madre non avesse noi figlie io vorrei proprio sapere cose dovrebbe fare”, ha detto la figlia Agata al giornale locale Cronache Maceratesi.

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