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Revisione degli accordi di Dublino, un piano dell’Italia c’è già

La riforma degli accordi di Dublino sugli immigrati invocati da chi dopo il 4 marzo sollecita l’urgenza di dar vita a un governo è in realtà già allo studio. L’Italia ha presentato un progetto insieme a Cipro, Malta, Spagna e Grecia, in vista del vertice europeo di fine giugno sul tema, per evitare ciò che i Paesi meno esposti agli sbarchi invece continuano a volere e cioè che siano i Paesi di primo approdo, quali sono i cinque firmatari del progetto di cui fa parte anche l’Italia, a farsi principalmente carico degli arrivati, eventualmente – pure questa è un’ipotesi che sarà discussa al vertice europeo – riprendendoseli anche nei 10 anni successivi alla loro partenza verso altri Paesi europei (che in quei 10 anni avrebbero la facoltà di espellerli).

I richiedenti asilo provengono per un terzo da 5 Paesi: Siria, Iraq, Afghanistan, Pakistan e Nigeria, ma gli accordi della Ue e dell’Italia con Turchia e Libia hanno ridotto gli arrivi nella misura del 20% nel primo trimestre di quest’anno rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. Ancor più significativo (-30%) e il calo delle domande di asilo accolte.

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