Attualità

Assegni familiari più ricchi (dell’1,1%) dall’1 luglio

L’Inps ha ricalcolato gli importi degli assegni per il nucleo familiare (Anf), cioè quegli importi che vengono erogati anche all’estero a pensionati italiani o lavoratori dipendenti da imprese o enti italiani, con familiari a carico.

Dall’1 luglio 2018 cambiano i livelli di reddito in vigore fino al 30 giugno 2019 ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare. L’assegno aumenterà dell’1,1% cioé della stessa misura in cui sono aumentati i prezzi al consumo rilevati dall’Istat tra il 2016 e il 2017. Questo perché, come ricorda la circolare numero 68 dell’11 maggio dell’Istituto di previdenza, «la legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dall’1 luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall’Istat, intervenuta tra l’anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’assegno e l’anno immediatamente precedente».

Può godere dell’assegno chi ricava da lavoro dipendente il 70% del reddito familiare annuo, dato dalla somma dei redditi lordi di chi richiede l’Anf e dei familiari che compongono il nucleo (il periodo di riferimento è quello dei 12 mesi precedenti il primo luglio dell’anno per il quale viene effettuata la richiesta di assegno e ha valore fino al 30 giugno dell’anno successivo). L’assegno viene concesso anche ai pensionati in convenzione, titolari di una pensione (pro-rata) italiana, secondo quanto prevedono i regolamenti dell’Unione europea di sicurezza sociale e ad alcune convenzioni bilaterali.  Con la legge Cirinnà l’Anf è stato riconosciuto anche a coppie di fatto,  famiglie monogenitoriali e unioni civili fra persone dello stesso sesso.

La richiesta dell’assegno va presentata da un componente del nucleo familiare al proprio datore di lavoro o all’Inps, se si è pensionati, percettori di Naspi (indennità di disoccupazione), mobilità o cassa integrazione a pagamento diretto dell’Inps, lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata, lavoratori con contratto di lavoro domestico. Per richiedere l’Anf è necessario compilare, via web o col pin dell’Inps, da soli o avvalendosi di un Caf il modulo Anf/Dip–Cod. Sr16 per il biennio 2018–2019. Chi gode dell’Anf a seguito alla legge “Cirinnà” dovrà rivolgersi direttamente all’Inps tramite modello Anf42. Chi abbia diritto all’Anf ma non riesce a presentare la domanda, ha 5 anni di tempo per chiedere il pregresso

L’assegno viene pagato ogni mese, aggiunto in busta paga dal datore di lavoro, che recupera poi il quantitativo dall’Inps attraverso il pagamento dei contributi previdenziali e imposte (con l’F24).

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