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Streaming addio

Sembra ieri il giorno nel quale Bersani, nel tentativo di formare il Governo, per incontrare i Cinque Stelle doveva assoggettarsi allo streaming che gli stessi avevano imposto e, sembra sempre ieri l’epoca nella quale Grillo & Company sostenevano che tutte le riunioni e gli incontri di Camera  e Senato dovessero essere fatte via streaming. La rete doveva sapere tutto, subito, in tempo reale. Nulla di segreto!

Invece è bastato poco: qualche anno, qualche importante incarico amministrativo, qualche voto in più alle elezioni e la musica è cambiata, radicalmente cambiata. Al tavolo delle difficili trattative tra Cinque Stelle e Lega per il “contratto di governo” lo streaming non è più neppure un lontano ricordo e le notizie, durante le trattative, sono state poche  e filtrate. I due leader hanno dichiarato quello che volevano e quando lo volevano e la rete è stata chiamata ad esprimersi su quanto era già stato deciso. L’assemblea virtuale ormai ratifica, come ai tempi di Mario Capanna o della Prima Repubblica, quello che ormai non può più cambiare.

Nulla di nuovo, il nuovo deve ancora venire, perché la politica poco edificante degli ultimi decenni è uscita dalla porta e rientrata prepotentemente dalla finestra, quella politica squalificata che riesce a corrompere anche chi non vuole chiamarsi partito ma movimento. La politica vera invece, quella che conosce i problemi, immagina il futuro e le conseguenze delle scelte di oggi, la politica che tiene conto delle situazioni contingenti nel quadro delle realtà internazionali, che sa dare input all’economia e attenzione alle esigenze ed ai cambiamenti sociali, che valuta gli accordi internazionali sia delle alleanze militari che commerciali, che conosce i pericoli del lassismo verso usi e costumi che distruggono il nostro modello sociale e culturale e che è in grado di comprendere come società in movimento debbano trovare modi e tempi di adattamento reciproco, questa politica non ha statisti a rappresentarla né uomini di cultura ed informazione che aiutino i popoli a crescere.

Ogni paese, nel mondo occidentale, ha trasmissioni come la casa del Grande fratello e troppe trasmissioni ci presentano tronisti, avventurieri, personaggi rozzi e sboccati che ogni giorno, con l’esempio dei loro comportamenti, ci trascinano sempre più in basso e impediscono la capacità di crescita di intere popolazioni. L’illecito diventa diritto, la menzogna costume, l’improvvisazione arte, il millantato credito la norma, gli slogan programmi politici.

Detto questo, e tutto quello che non diciamo, serenamente aspettiamo augurando a chi ci dovrà governare il massimo della fortuna e suggerendo sommessamente, a chiunque voglia occuparsi di cosa pubblica, di spegnere per un po’ Social e tv, di lasciar perdere interviste e gossip, di non comunicare via Twitter, di abbandonare le battute elettorali e di rimettersi serenamente a studiare per trovare soluzioni attuabili nella realtà.

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