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In attesa di Giustizia: giustizia senza tetto

Se a Parigi ci fosse il mare sarebbe una piccola Bari: è un vecchio modo di dire che sottende la bellezza del capoluogo delle Puglie: che è anche una importante sede giudiziaria e come tale deve essere dotata di uffici adeguati e funzionali…senonché, di recente, il Tribunale ha dovuto chiudere i battenti perché a rischio crolli e – a quanto si dice – anche affetto da problemi di abuso edilizio nella edificazione.

Questa la storia, di cui difficilmente troverete traccia anche cercando in internet.

A Bari, dagli anni Trenta, la Giustizia veniva amministrata in una struttura costruita senza lesinare né gli spazi, né la qualità dei materiali.

Ad un certo punto, verso fine millennio, si decise che nella originaria struttura sarebbero rimasti solo alcuni uffici, in particolare la Corte d’Appello, trasferendo gli altri in un edificio originariamente destinato ad ospitare l’INAIL: poco comprensibili le ragioni di una simile scelta che – oltretutto – determinava il problema dello spostamento da un luogo all’altro (neppure vicini) agli avvocati che avessero nello stesso giorno udienza in Corte e in Tribunale con aggravio di gestione degli impegni. Per gli  scaramantici, poi, il fatto che la nuova sede fosse antistante un cimitero non costituiva certo motivo di allegrezza.

Per diversi anni si è andati avanti con crepe che si aprivano nei muri, macchie di umidità, infissi insicuri; infine, pochi giorni fa, la indifferibile decisione di chiudere per le ragioni che si sono illustrate all’inizio.

E le udienze, dirà il lettore? Semplice, non si fanno poiché vengono rinviate d’ufficio tranne quelle del settore penale con detenuti che sono state ritrasferite temporaneamente nel “vecchio” palazzo in attesa che la situazione si normalizzi: ma come?

Una soluzione sembra essere stata individuata nella riapertura della sede distaccata di Modugno – dunque, non lontano ma pur sempre in un altro comune – che dispone di uffici giudiziari nuovi di zecca e praticamente mai usati perché poco dopo l’inaugurazione la sede era stata soppressa per legge e restava vuota ed inutilizzata. Sarà, tuttavia, necessario organizzare il trasloco che non è impresa agevole tenendo anche conto della delicatezza del trasferimento di migliaia di fascicoli cartacei: che non ne vada perso nessuno è pura utopia.

Le notizie su questo ennesimo dissesto della giustizia arrivano frammentariamente e solo grazie a rapporti personali e racconti sussurrati: quanto sin’ora appreso, tuttavia, non può che determinare un comprensibile turbamento.

Incompetenza e miopia gestionale, spreco di risorse, approssimazione: un corollario differente da questi accadimenti è difficile trarlo: e se la giustizia (la g minuscola è ancora una volta voluta) mostra ancora una volta il suo volto peggiore, non può essere motivo di consolazione il pensiero della fortuna toccata all’INAIL ed ai suoi impiegati che sono rimasti nella loro originaria ubicazione ed a quella di Giudici e Avvocati della vicina Trani che continuano a fare udienza nella splendida (e solida) sede di Palazzo Torres, risalente alla prima metà del XVI secolo, prospicente il mare, immune da vizi di costruzione e con certezza realizzato su licenza edilizia.

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