Attualità

Disequilibrio strutturale

Sembra incredibile come tutte le analisi ed i commenti al rialzo dello spread e all’aumento dei tassi di interesse per finanziare il debito pubblico facciano riferimento all’emotività unita all’incertezza del mercato, in relazione comunque ad un teatrino della politica assolutamente disarmante.

Emotività ed  incertezza assumono importanza all’interno del sistema finanziario già di per se compromesso ed, anzi, la loro incidenza aumenta con lo squilibrio finanziario complessivo, eredità da attribuire alle gestioni governative che si sono succedute negli ultimi vent’anni e soprattutto negli ultimi cinque. E’ quindi evidente che gli attori della scena politica degli ultimi settanta giorni abbiano tutti equamente la loro parte di responsabilità nell’aver inquinato con la loro presenza, le loro idee e soprattutto con le ridicole ed irresponsabili prese di posizione infantili lo scenario e la percezione del sistema italiano all’estero. Nessuno infatti ha dimostrato un minimo di senso dello Stato (che si ricorda si manifesta attraverso alla rinuncia di una personale prerogativa se questa bloccasse il quadro di insieme).

Dovrebbe essere altrettanto chiaro però che tutto questo è avvenuto perché negli ultimi cinque  anni i governi che si sono succeduti, e quindi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, ed in particolare gli ultimi due, Renzi e Gentiloni, hanno massacrato la finanza pubblica al fine di perseguire traguardi assolutamente mai raggiunti che hanno avuto la responsabilità di aggravare ancora di più il nostro già pesante debito pubblico. Il monte debitorio dal novembre 2011, inizio di questa disastrosa china economica ed istituzionale italiana, risulta cresciuto di oltre 324 miliardi creando  le condizioni per cui i figuranti del teatrino politico, che adesso occupano lo scenario italiano, possano creare i danni e aumentare l’incertezza nel suo complesso.

Trovo incredibile come nessuna delle analisi economico-finanziari degli ultimi settanta  giorni individui  anche le concause di queste reazioni del mercato finanziario nello squilibrio finanziario da attribuirsi assolutamente gli ultimi due governi Renzi e Gentiloni i quali sono riusciti a raddoppiare la velocità del debito pubblico passato dai 2230 euro al secondo agli attuali 4463, sempre al secondo.

Un’analisi economico-finanziaria che non tenga conto dei dati pregressi rappresenta un’analisi politica dettata dall’ideologia di appartenenza.

 

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