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Dal PE un sì alla direttiva per l'accessibilità dei siti web degli enti pubblici

Dal PE un sì alla direttiva per l'accessibilità dei siti web degli enti pubblici

27/02/14

Nell'era digitale le informazioni e i servizi sono sempre più spesso forniti online. Si stima che esistano più di 761 000 siti web pubblici che offrono accesso soltanto a informazioni e servizi, un numero in aumento costante se si considera anche il settore privato.
Internet è uno strumento fondamentale sia per l’accesso alle informazioni e all’istruzione sia per il coinvolgimento nella società ma, secondo uno studio realizzato per la Commissione europea nel 2008, purtroppo la stragrande maggioranza dei siti web pubblici, circa il 95%, sono sprovvisti dei requisiti di accessibilità per le persone cieche e ipovedenti. La piena accessibilità dei siti web permetterebbe invece alle persone con disabilità di vivere in autonomia e partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita. Purtroppo, ben poco è cambiato negli ultimi cinque anni rispetto a quanto accertato dall’ultimo studio della Commissione UE per questo, questa settimana, il Parlamento europeo ha votato una proposta ambiziosa di direttiva per l'accessibilità dei siti web degli enti; una normativa molto importante per tutte quelle persone colpite dall’inaccessibilità di queste piattaforme.
La direttiva ha come obiettivo il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di accessibilità dei siti web degli enti pubblici mediante la definizione di prescrizioni armonizzate con la creazione anche di un meccanismo di denuncia per consentire a qualsiasi persona fisica o giuridica di segnalare casi di non conformità.
La nuova normativa contribuirà a sviluppare il mercato interno, a aumentare considerevolmente la disponibilità dei servizi per tutti i cittadini dell'UE e ridurrà le notevoli differenze tra gli approcci nazionali seguiti in Europa ponendo fine alla frammentazione esistente in materia. Non solo i disabili ma anche le persone anziane a rischio di esclusione sociale potranno beneficiare di queste innovazioni.
Un approccio armonizzato dovrebbe consentire agli enti pubblici e alle imprese dell’UE di ricavare benefici economici e sociali dall’estensione dei servizi online a una platea più ampia di cittadini e clienti e pertanto dovrebbe accrescere le potenzialità del mercato interno per i prodotti e i servizi connessi all’accessibilità del web e favorire il completamento del mercato unico digitale. La crescita del mercato che ne deriverebbe dovrebbe contribuire anche alla creazione di posti di lavoro nell’Unione per questo occorre provvedere quanto prima a una tabella di marcia più impegnativa. 
L’approvazione di questa direttiva è una buona notizia perché se riusciremo a fare qualcosa per i più svantaggiati, riusciremo a cogliere la parte più positiva di quella che dovrebbe essere l’Unione europea. Mi auguro che l’Italia nell’ambito del semestre di Presidenza Ue faccia tesoro di quanto fatto in materia continuando a garantire la neutralità della rete, ora e in futuro.


On. Niccolò Rinaldi