Milano

  • Milano capitale del turismo estivo

    Milano diventa sempre più internazionale, anche a livello turistico. Le stime parlano di un milione seicentomila turisti attesi per questa estate: il picco si registra in queste settimane, visto che sempre più turisti scelgono luglio come mese per visitare il capoluogo lombardo.

    Le previsioni parlano di una crescita del 4,5% per i tre mesi estivi: percentuali ancora in crescita dunque, anche se dimezzate rispetto agli anni del post Expo. Nel 2017 l’exploit turistico proveniva dall’area del Medio Oriente, mentre ora il flusso di visitatori si allarga a Cina, Giappone, Sud Corea e Germania.

    Milano appare in diverse classifiche come la quarta destinazione italiana più visitata dopo Roma, Firenze e Venezia. Ormai la città è inclusa a pieno titolo tra le città d’arte più importanti a livello nazionale, grazie anche al suo sistema ricettivo flessibile. “La città risponde ed è lungi dall’essere satura sotto il profilo del turismo”, osserva l’assessore comunale Roberta Guaineri. “I palinsesti funzionano, fanno da traino e sono ormai inseriti nei circuiti turistici”.

    Questo flusso di turismo dovrebbe dare ulteriore impulso anche ai saldi partiti troppo in sordina, forse anche per colpa di una data scelta in modo poco opportuno.

    I segnali positivi, del resto, ci sono stati già a giugno: sold out i giorni di danza con Roberto Bolle, code per visitare le terrazze del Duomo e musei frequentati anche nelle ore serali. Ora parte il programma speciale con eventi pensati anche per gli stranieri. Vi saranno in tutta la città mostre con focus sull’arte contemporanea, gli spettacoli di «Estate Sforzesca», un festival di musica antica diffuso nelle chiese, balletti e opere al Teatro alla Scala. Il Teatro infatti sarà operativo fino quasi a fine luglio, come sempre accaduto sotto la direzione del Sovrintendente Pereira.

    Da sottolineare anche i concerti di tutti i generi: anche se manca una band di richiamo come i Coldplay (che l’anno scorso, nelle due date, fecero registrare più 20% negli hotel), non si possono non evidenziare artisti del calibro di Eminem e Beyoncé.

    “La reputazione internazionale di Milano è migliorata in modo significativo ma il confronto con capitali europee concorrenti come Barcellona, Francoforte, Lione o Parigi evidenzia tutto il lavoro che ancora si può fare”, osserva Maurizio Naro, presidente dell’associazione degli albergatori di Confcommercio, che ha pubblicato con lo Iulm una ricerca su questo. Ormai otto prenotazioni su dieci arrivano sotto data, ma c’è fiducia: “Abbiamo fino a settembre l’occupazione al 20 per cento ma salirà almeno al 50 per cento con prezzo medio di 115 euro, in linea con l’estate scorsa”.

    Prosegue la crescita degli alloggi privati che continuano a rosicchiare quote di mercato. “I posti letto privati rimangono difficili da censire – nota ancora Naro – sono almeno 50mila e rischiano di superare quelli degli alberghi”. Indubbiamente questo mercato si sta pian piano evolvendo, visto che sempre più milanesi si affidano a società specializzate in affitti brevi per le loro case. Halldis, una delle più grandi società (380 appartamenti amministrati in città), sottolinea: “Crescono i turisti ma anche il prezzo che sono disposti a pagare”.

    Le mete richieste si moltiplicano, tra le altre la nuova Torre della Fondazione Prada con il panoramico ristorante. La formula diffusa, con promozione da parte del Comune e contributo sempre più attivo dei privati, è ben rodata.

    Persino alcune piscine risultano affollate di turisti, come i Bagni Misteriosi che hanno abbassato il prezzo per l’estate: il risultato è stato di 1500 persone nei week end e ingressi feriali quasi raddoppiati. “I numeri sono il frutto di un lavoro costante e impegnativo di promozione della città anche e soprattutto all’estero, che continua e non si ferma” conclude Guaineri.

  • Continua lo scandalo sulla mancata assegnazione degli alloggi popolari

    L’assessore ai Lavori pubblici e Casa del Comune di Milano, Gabriele Rabaiotti, in un’intervista al Corriere della Sera, affronta il problema delle case popolari sostenendo che Milano è meglio di altre città in quanto vi è un alloggio pubblico ogni dieci alloggi e che i problemi principali sono le domande irregolari e l’occupazione di case di edilizia pubblica da parte di persone che non avrebbero più i titoli. In verità vi sono moltissime case del Comune o della Regione non utilizzate sia perché ancora fatiscenti sia perché non assegnabili a persone non autosufficienti in quanto con barriere architettoniche, sia perché, ed è noto da anni, vi è un farraginoso sistema di assegnazione, sia perché di fatto non si riescono neppure a fare i cambi di alloggio anche quando gli inquilini lo richiedono. Senza dilungarci sulle pesanti problematiche passate dell’ALER sta di fatto che una città come Milano, che ha indubbiamente avuto negli ultimi anni una grande svolta in meglio per quanto riguarda il turismo, le offerte culturali e lo sviluppo di attività in tutti i settori, una città che è ai primissimi posti a livello europeo per attrattività, non può continuare a lasciare inevase le richieste legittime di migliaia di cittadini, specie in una situazione che vede aumentare il disagio delle famiglie sia per le nuove povertà sia per gli alti costi che la vita  a Milano comporta.

    Se ci sono problemi da risolvere per snellire, migliorare i sistemi di controllo, di ristrutturazione  e di assegnazione si passi finalmente ad azioni concrete, quelle azioni che fino ad ora sono mancate, come dimostrano le tante persone in regola con i titoli di assegnazione e che da anni inutilmente, anche quando posizionate all’inizio della graduatoria nei bandi, attendono ancora la casa promessa. Persone che in molti casi sono anziane o portatrici di gravi impedimenti fisici e vivono in appartamenti a locazione privata o pubblica privi di ascensore e perciò praticamente recluse. Milano è una città tradizionalmente generosa ma il problema dell’edilizia pubblica si trascina da decenni diventando ogni giorno sempre più drammatico e come le amministrazioni di centrodestra non hanno saputo risolvere il problema così le amministrazioni di centrosinistra lo hanno ancor più aggravato.

  • Reati in calo e ansia in aumento in Italia. Milano fa gola a chi delinque

    Il 39% degli italiani, dice il primo “Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia” realizzato dal Censis con Federsicurezza, è favorevole ad allentare i criteri per il possesso di un’arma da fuoco per difesa personale, percentuale in netto aumento rispetto al 26% rilevato 3 anni fa. La quota dei favorevoli è più alta tra le persone meno istruite (il 51% tra chi ha al massimo la licenza media) e gli anziani (il 41% degli over 65). Parallelamente, cresce il numero dei cittadini legittimati a sparare: nel 2017 nel nostro Paese si contavano 1.398.920 licenze per porto d’armi, considerando tutte le diverse tipologie (dall’uso caccia alla difesa personale), con un incremento del 20,5% dal 2014 e del 13,8% solo nell’ultimo anno.

    Di contro, i reati sono in calo: l’anno scorso ne sono stati denunciati complessivamente 2.232.552, il 10,2% in meno rispetto all’anno precedente. In particolare, gli omicidi si sono ridotti dai 611del 2008 ai 343 del 2017 (-43,9%), le rapine da 45.857 a 28.612 (-37,6%), i furti da quasi 1,4 milioni a poco meno di 1,2 milioni (-13,9%). Meno pericolosa in generale, l’Italia resta però pericolosa in alcune zone dove la frequenza dei reati è più alta. In 4 province italiane, dove vive il 21,4% della popolazione, si consuma il 30% dei reati. Il 31,9% delle famiglie italiane percepisce il rischio di criminalità nella zona in cui vive. Le percentuali più alte si registrano al Centro (35,9%) e al Nord-Ovest (33%), ma soprattutto nelle aree metropolitane (50,8%) dove si sente insicuro un cittadino su due. “Capitale del crimine” è Milano, al primo posto con 237.365 reati commessi nel 2016 (il 9,5% del totale), seguita da Roma (con 228.856 crimini, il 9,2%), Torino (136.384, pari al 5,5%) e Napoli (136.043, pari al 5,5%). Anche considerando l’incidenza del numero dei reati in rapporto alla popolazione, Milano resta in vetta alla classifica, con 7,4 reati denunciati ogni 100 abitanti, seguita da Rimini (7,2), Bologna (6,6), Torino e Prato (6).

    Il 21,5% degli intervistati continua a ritenere la criminalità un problema grave per il Paese, al quarto posto dopo la mancanza di lavoro, l’evasione fiscale e le tasse eccessive. A essere più preoccupate sono le persone con redditi bassi, che vivono in contesti più disagiati e hanno minori risorse economiche personali per l’autodifesa: per loro la criminalità rappresenta il secondo problema più grave del Paese (27,1%), dopo la mancanza di lavoro.  Il 92,5% degli italiani adotta almeno un accorgimento per difendersi da ladri e rapinatori: il più utilizzato è la porta blindata, che protegge dalle intrusioni le case di oltre 33 milioni di italiani (il 66,3% della popolazione adulta), 21 milioni di cittadini (il 42%) si sono dotati di un sistema d’allarme, più di 17 milioni (il 33,5%) hanno montato inferriate a porte e finestre, quasi 16 milioni (il 31,3%) hanno optato per vetri e infissi blindati, più di 15 milioni (il 30,7%) hanno installato una telecamera, poco meno di 10 milioni (il 19,4%) hanno comprato una cassaforte per i propri beni. Per precauzione lasciano le luci accese quando escono di casa poco meno di 15 milioni di italiani (il 29%).

  • Modigliani Art Experience: il genio dell’artista livornese torna a Milano con la mostra multimediale del MUDEC

    Entusiasmare, affascinare, emozionare e meravigliare il pubblico di giovani e adulti invitandoli ad approfondire la conoscenza del genio di  Amedeo Modigliani. Con questo spirito nasce Modigliani Art Experience, il racconto, ricostruito attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni e suggestioni dell’universo di Modì, pittore e scultore, che permetterà allo spettatore/visitatore di proiettarsi nel contesto parigino in cui l’artista maledetto fu assoluto protagonista. Prodotta da 24 ORE Cultura e promossa dal Comune di Milano-Cultura e con il supporto scientifico dei conservatori del MUDEC e del Museo del Novecento di Milano, Modigliani Art Experience accoglierà i visitatori dal 20 giugno al 4 novembre 2018.

    Dopo il successo di Klimt Experience lo scorso anno, anche questa estate (ma non solo) chi rimarrà in città potrà godere di una bella offerta culturale nella quale immergersi, letteralmente, per conoscere, attraverso un excursus sensoriale, il mondo della Parigi bohémien nel quale visse ed operò Modigliani. Il percorso si articola in più fasi: una ‘exeperience room’ che racconta, in 45 minuti di immagini proiettate dalle pareti al pavimento, la vita scapigliata e sempre al limite dell’artista livornese nella Parigi delle Montmartre e Montparnasse dei primi del Novecento e nella quale tutto evocherà sua arte, le sue muse, le sue amanti, l’influenza del primitivismo e in particolare della scultura africana, egizia e cicladica. Ad impreziosire il racconto per immagini e suoni una sala introduttiva, o ‘sala scrigno’, che ospiterà alcuni capolavori di arte primitiva africana del XX secolo provenienti dalla collezione permanente del MUDEC e due ritratti di Modì provenienti dal Museo del Novecento di Milano che permetteranno al visitatore di conoscere i modelli di arte primitiva, fonti preziosa di ispirazione per Modì. E poi una ‘Infinity room’, ovvero una ‘Sala degli Specchi’, dove alcune delle opere più significative dell’artista si ripresenteranno agli occhi del visitatore in un gioco continuo di scomposizioni e rifrazioni che chiudono il percorso multisensoriale che si aprirà poi con un più classico racconto sulla vita dell’artista e del contesto storico, sociale e culturale in cui situare la sua produzione. Il tutto accompagnato da una colonna sonora che sottolinea la complessità e la bellezza del periodo.

    Grazie all’alternanza tra suoni e immagini, figure primitive, spirito bohémien e produzione artistica si potrà godere di tutta l’arte di Modigliani e di conoscere le tappe della sua vita, la sua storia, le sue innumerevoli fonti di ispirazioni e la sua arte immortale, dal rapporto con la scultura all’incontro con Brancusi, con i suoi mecenati e mercanti fino alle amicizie con scrittori, artisti e letterati dell’epoca e ai suoi amori (primo fra tutti quello con Jeanne Hébuterne), esplorando il tema delle figure femminili e i nudi nella sua arte. Un racconto tematico, non solo cronologico, nel quale emerge evidente l’influenza che il primitivismo e il fermento sociale, storico e culturale della Parigi di inizio ‘900 ebbero sull’arte di Modigliani.

     

  • Siglato a Milano tra Equita e Accademia di Brera un accordo che valorizza l’arte, i giovani e la città

    E’ stata presentata nella Sala Napoleonica dell’Accademia di Brera la partnership, di durata triennale, tra la società finanziaria Equita e l’Accademia di Belle Arti di Brera con l’obiettivo di premiare i giovani di talento, la didattica e la ricerca in una delle istituzioni storiche e culturali più importanti di Milano. Le iniziative proposte, delle quali beneficeranno studenti e ricercatori dell’Accademia di Brera, prevedono, a partire già dal 2018, l’attribuzione del Premio Equita per Brera, per promuovere l’iniziativa ‘Accademia Aperta’, che si terrà tra luglio e agosto, in cui saranno selezionate e acquisite tre opere scelte da una commissione mista. Saranno poi erogate borse di studio per merito agli studenti dell’Accademia e contributi per la didattica e la ricerca dedicati agli assistenti e di seguito ci sarà l’opportunità di una pubblicazione su Accademia Aperta con un prestigioso gruppo editoriale Italiano. Tante anche le iniziative collaterali.

    Una partnership molto importante per la città di Milano grazie alla quale sarà garantito valore aggiunto ad una realtà straordinaria come l’Accademia di Brera che potrà così beneficiare di contributi da parte di una società finanziaria permettendo quel binomio tra arte e sponsorizzazioni economiche così attivo e di successo all’estero. Non è un caso se Andrea Vismara, amministratore delegato Equita Group abbia sottolineato come la partnership nasca dalla passione per l’arte e dall’orgoglio di avere a Milano un’istituzione apprezzata in tutto il mondo (e che attira migliaia di visitatori ogni anno). “L’iniziativa  – dichiara Vismara – si sposa con la volontà di Equita di promuovere la cultura, l’arte e i giovani talenti, e rappresenta una scelta in linea con altre iniziative a impatto sociale che realizziamo ogni anno con partner istituzionali ed accademici di primo piano”. Una proposta condivisa in pieno da Franco Marrocco, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, che apprezza l’importanza del sempre più crescente interesse da parte delle aziende per l’arte e, nel caso specifico, per il valore che rappresenta Brera per Milano e per l’Italia, non solo con un contributo economico ma anche per condividere tale bene con la città e la gente. “La collaborazione intrapresa con Equita – sottolinea Marrocco – rientra nel più ampio progetto di aggiornamento della ricerca e della produzione artistica intrapreso dall’Accademia e conferma l’identità di Brera come luogo felice, unico e originale, in grado di unire pratiche laboratoriali e riflessioni teoriche”.

  • E’ l’ora della ‘Lunga notte dei lettori’

    Dopo il successo della prima edizione ritorna La lunga notte dei lettori!, venerdì 22 giugno allo spazio BASE di Milano (via Bergognone, 43).

    La serata prevede:

    Sala principale con Marco Ripoldi (attore de Il Terzo segreto di satira) e ATOMIC BAR – MILANO Dj Set; ore 21 – apertura, dj set e inizio contest bookabook reader’s award (il pubblico eleggerà il suo libro preferito tra quelli del nostro catalogo); ore 22.15 – tu scegli, noi pubblichiamo. Tre autori presentano il loro inedito, i lettori scelgono quale arriverà sugli scaffali; dalle ore 23.00 fino alla chiusura – dj set by ATOMIC BAR; ore 23.30 – proclamazione vincitore contest bookabook reader’s award.

    Editor’s corner, dalle 21.15 alle 22.00 – Incontra la redazione. Gli editor di bookabook saranno a disposizione per ascoltare nuovi progetti e per rispondere alle vostre curiosità. Registrazione sul momento a partire dalle ore 21.00.

    Bookstore corner, durante tutta la serata sarà possibile acquistare libri e ricevere un drink in omaggio (cocktail/vino/birra). Per chi acquista almeno due libri, in omaggio anche la shopper di bookabook.

    Per partecipare basta confermare la propria presenza sull’evento Facebook per restare costantemente aggiornati riguardo alle novità ancora da svelare.

  • Frida e la moda: quando (anche) gli abiti fanno l’artista

    Chiuderà i battenti il 3 giugno uno degli eventi più attesi degli ultimi tempi. La mostra “Frida Kahlo. Oltre il mito”, organizzata da 24 ORE Cultura al MUDEC di Milano, ha attirato moltissimi spettatori, amanti dell’artista e semplici curiosi, affascinati dalla storia della pittrice messicana e dai colori, accesi e vividi, che raccontano la personalità della Kahlo, la sua terra e l’intero Sud America. Non solo creatrice di quadri dal forte impatto emotivo ma anche un modello di stile per il suo look inconfondibile. A questo tratto di personalità entrato a far parte dell’immaginario collettivo, a volte forse più della stessa produzione pittorica, è dedicato il libro FRIDA VESTIDA – Abiti e accessori di Frida Kahlo, un volume illustrato ricco di ispirazioni, per scoprire l’inscindibile rapporto tra Frida Kahlo e la moda, curato da Alessandra Galasso (docente di semiotica e antropologia della moda presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) con le illustrazioni di Alessandra Scandella (illustratrice specializzata in moda e design, collabortrice, tra gli altri, del Corriere della Sera, Bulgari, Tod’s, Kiton). Straordinaria promotrice di se stessa e della propria arte, Frida ha saputo costruire uno stile unico, passato alla storia grazie alle numerose fotografie e agli altrettanto numerosi autoritratti, e oggi riprodotto all’infinito su poster, calendari e accessori di ogni genere. I suoi abiti ispirati alla tradizione messicana, i suoi vistosi gioielli e le sue acconciature fiorite rappresentano infatti, ancora oggi, un’inesauribile fonte di ispirazione per i creativi di tutto il mondo, e hanno contribuito a fare di Frida una vera e propria icona pop. Arricchito da curatissime illustrazioni, opere d’arte, fotografie e un originale glossario, il saggio analizza lo stretto rapporto di Frida con la moda, svelando un vasto guardaroba fatto di gonne dai colori accesi e di camicie ricamate, di occhiali da sole dorati e stivaletti rosa decorati di perline e campanelli, ma anche di busti ortopedici e provocatori abiti maschili. Un volume imperdibile per tutti gli amanti dell’arte e della moda, e della donna che, meglio di chiunque altra, ha saputo farne una cosa sola.

  • La Milano del futuro sempre più verde e dinamica

    La città di Milano è indubbio che stia subendo forti cambiamenti negli ultimi anni. Da capitale economica del Paese e snodo mondiale per la moda e il design, si sta velocemente guadagnando nuovi spazi economici e sociali.

    Il nuovo Pgt (piano di governo del territorio) della città mostra uno sviluppo sempre più verticale e con grandi spazi verdi, una metropoli che dovrà attirare sempre più capitali privati esteri per reggere la competizione con le altre grandi capitali d’Europa e del mondo. La crescita di Milano è senza dubbio spinta dall’aumento della popolazione avvenuta in questi anni: basti pensare che si potrebbe arrivare a circa 1,5 milioni di persone nei prossimi dieci anni. Questo aumento riguarda due fasce di età: quella più anziana (dato che si estende a tutta la penisola) e quella dei giovani tra 18-34 anni che entro il 2030 saranno 50mila in più.

    A dimostrazione dell’importanza dei giovani per il futuro della città, si stanno sviluppando una serie di progetti per rinnovare il sistema universitario; ad esempio l’area Expo si arricchirà delle nuove facoltà di medicina della Statale, mentre la zona di Città Studi verrà ampliata e rinnovata.

    “Tre i grandi temi per il futuro: la crescita per tutte le generazioni, il miglioramento degli 88 quartieri della città, la sostenibilità dell’evoluzione”, ha dichiarato Pierfrancesco Maran, assessore all’urbanistica, al verde e all’agricoltura del Comune di Milano.

    A proposito del tema abitazioni, qui si inserisce l’attenzione del Pgt  che sostiene come l’affitto delle case andrebbe incrementato rispetto alla vendita, perché i grandi palazzi che si stanno sempre più costruendo nel centro della città sono poco accessibili alla fascia medio-bassa della popolazione. Basti pensare che le case di lusso riguardano solo l’8% del totale delle compravendite a Milano, il 3% su scala nazionale.

    “Le case da 10mila euro al mq – dice Maran – sono per pochi, bisogna pertanto incentivare le locazioni, anche nell’housing sociale e così sarà nel progetto ex Scali”. Maran crede che il mercato immobiliare stia crescendo in città in maniera organica e l’intento del Pgt è agevolare tale crescita e non frenarla. Senza preclusioni quindi per una realtà che vuole salire in altezza, con grattacieli moderni e iconici. “Crescere in altezza significa poter realizzare i nuovi venti parchi da almeno 10mila metri quadri ciascuno”, ha ribadito Maran.

    Nell’area di Melchiorre Gioia, non lontano da Porta Nuova e Garibaldi, si potrebbe avviare la prima fase della riapertura dei Navigli. Un percorso che potrebbe collegare la Martesana con piazza Gae Aulenti. Un percorso naturale in città, che poterebbe fino alla biblioteca degli alberi.

    La scarsità di edifici moderni è il tema centrale oggi in un mercato immobiliare che vede molta liquidità in arrivo dall’estero. “Ci piacerebbe che gli investitori ci seguissero anche fuori dal centro per investire nei complessi produttivi dismessi – spiega l’assessore. Per questo abbasseremo gli oneri per riqualificare e se il proprietario decidesse di demolire una struttura manterremo la volumetria”.

    Ruolo sempre più importante sarà quello delle periferie, dove ci saranno riqualificazioni di aree cruciali con il piano da 350 milioni di euro di investimento da parte del Comune, cifra che deve però aumentare grazie  anche degli investimenti privati. “Vogliamo agire sulle piazze lungo il tragitto della linea 90-91, come piazzale Loreto, Maciachini, Lotto, Romolo, Corvetto, e sugli hub capolinea della metro. Vogliamo dirottare qui volumetrie direzionali importanti e pertanto abbiamo pensato a incentivi per gli investitori”.

    Un altro dei temi sul tavolo è la riqualificazione degli ex Scali ferroviari: “Per lo Scalo Farini ci sarà una gara a luglio per il masterplan tra studi di architettura in modo da dividere l’area in lotti da assegnare con diversi bandi. Qui il 65% dell’area sarà parco, nel frattempo vi si trasferirà l’Accademia di Brera. Intorno pensiamo a edifici coerenti con Porta Nuova”.

    Tra i progetti più attesi quello dell’Arena a Santa Giulia. “Il progetto ci piace e ne stiamo analizzando la variante – conclude Maran. L’intervento è importante, un’arena da 15-18mila posti, che sia compatibile anche con il tema olimpico”.

  • Torna la Milano Arch Week 2018

    Dopo il successo della scorsa edizione, torna la Milano Arch Week 2018, che si svolgerà in tutta la città da mercoledì 23 a domenica 27 maggio. La settimana milanese dell’architettura, promossa dal Comune di Milano, dal Politecnico di Milano e dalla Triennale di Milano, in collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, propone un programma ricco di eventi dedicati all’architettura e al futuro delle città.

    Anche questa seconda edizione di Milano Arch Week sarà caratterizzata dalla presenza di alcuni dei protagonisti della scena architettonica internazionale, tra cui quattro vincitori del Pritzker Prize, invitati a tenere delle conferenze sui temi centrali del loro lavoro: Jacques Herzog (24 maggio ore 18.30, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli), Kazujo Sejima (24 maggio ore 18.00, Politecnico di Milano), Whang Shu (26 maggio ore 18.00, Triennale di Milano) e Toyo Ito (27 maggio ore 21.00, Triennale di Milano).

    Milano Arch Week 2018 avrà come titolo Urbania, uno sguardo sul futuro delle città, e si proporrà quindi come un momento di riflessione sul futuro delle città e di tutte le dinamiche dell’architettura urbana contemporanea. Politecnico e Triennale affronteranno i temi del futuro delle città da un punto di vista progettuale e architettonico, ospitando le conferenze degli architetti protagonisti, mentre Fondazione Feltrinelli ne esplorerà le implicazioni sugli spazi di cittadinanza attraverso un ricco programma di talk, dibattiti, spettacoli e proiezioni dal titolo “About a City. Places, ideas and rights for 2030 citizens”. I dibattiti organizzati da Fondazione Feltrinelli proporranno interessanti dialoghi tra diverse personalità di spicco nel panorama dell’architettura mondiale: un esempio sarà il dibattito tra Jacques Herzog e Stefano Boeri il 24 maggio alle ore 20.00.

    Il programma di Milano Arch Week sarà poi arricchito dalla collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Milano, Fondazione Prada, Artlab (la piattaforma promossa dalla Fondazione Fitzcarraldo), e lo Strelka KB di Mosca. In particolare, l’Ordine di Milano come l’anno scorso organizzerà gli itinerari di architettura, una mostra dedicata ai progetti finalisti del Premio Europeo di Architettura Baffa Rivolta, e Rovista la Rivista, un’iniziativa alla scoperta delle riviste e volumi vintage di architettura, urbanistica e design.

    Tra le mostre in programma, il Politecnico ospiterà la monografica su Carrilho da Graça, a cura di Andrea Gritti, e Remix, a cura di Marco Biraghi. Il 24 maggio alla Triennale inaugurerà invece Luigi Ghirri.

    Anche quest’anno sarà previsto VespArch, alla ricerca di itinerari urbani da scoprire in sella a una Vespa e in collaborazione con i principali operatori culturali e di sviluppo urbano milanesi.

    Milano torna per una settimana capitale italiana dell’architettura, come spiega Stefano Boeri, presidente della Triennale: “Milano è una scuola popolare sul futuro. Nei suoi momenti migliori ha sempre saputo esprimere un’architettura avanzata: è successo negli anni ‘30, nei ‘60 e oggi. Tra 100 anni chi vorrà capire questa fase travagliata dovrà studiare le architetture di Milano”.

    L’idea dello spazio urbano come “laboratorio di idee” unisce l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno e il rettore del Politecnico Ferruccio Resta, che tra l’altro ha annunciato con orgoglio l’avvio dei cantieri del nuovo campus disegnato da Renzo Piano.

    “C’è un’idea – aggiunge Boeri – di rete diffusa all’intera città e di un concerto di voci in questa seconda edizione che pone la sua riflessione sull’evoluzione dell’architettura e sulla complessità urbana contemporanea”.

    Si parte il 23 maggio al Politecnico con le “lecture” di Massimiliano Fuksas e Alberto Campo Baeza, due monumenti dell’architettura mondiale.

     

  • Il cibo di qualità torna protagonista a Milano

    Milano torna la capitale del cibo per il secondo anno consecutivo. La seconda edizione di Milano Food City, in programma dal 7 al 13 maggio, si rinnova con un calendario di oltre 400 eventi tra centro e periferie della città.

    Promossa dal Comune di Milano, la manifestazione ha avuto lo scorso anno la sua edizione zero, nata dopo l’esperienza di Expo 2015, con l’obiettivo di trasformare Milano in un punto di riferimento nazionale e internazionale sul tema della nutrizione e della sostenibilità in ambito agroalimentare.

    Sono sette le parole chiave che contraddistinguono l’edizione 2018: gusto, incontro, energia, diversità, nutrizione, risorsa e gioco. Ad animare le piazze, i palazzi, i ristoranti, i locali e i parchi cittadini ci saranno laboratori, dibatti, spettacoli, performance, itinerari tematici e laboratori aperti ad adulti e bambini. Il punto di riferimento alla manifestazione sarà quest’anno la Stazione Centrale di Milano, che ospiterà un’installazione dedicata, dove reperire tutte le informazioni utili per orientarsi tra i tanti appuntamenti della Milano Food City.

    Sicuramente c’è il desiderio di confermare il ruolo chiave di Milano nella distribuzione equa e virtuosa del cibo. In quest’ottica si propone la grande iniziativa solidale #piusiamopiudoniamo, che ha preso il via il 7 maggio alle ore 18.00 in piazza XXV Aprile. Presente già lo scorso anno, questa iniziativa aveva permesso di raccogliere ben 7 tonnellate di alimenti (offerti dalle aziende coinvolte) a favore di Banco Alimentare, Caritas Ambrosiana e Pane Quotidiano in rappresentanza di tutte le organizzazioni che in città si fanno carico della raccolta e distribuzione di cibo.

    La food week milanese ospiterà anche la prima tappa della Festa del Bio 2018: un evento promosso da FederBio, per informare i consumatori sulla reale differenza tra un prodotto biologico certificato e un prodotto tradizionale; questo per promuoverne il consumo di alimenti che rispettino l’ambiente e le biodiversità.

    Tantissimi gli eventi dedicati anche alle famiglie e alle scuole, che in piazza Castello troveranno ad attenderli il “Farmers market” di Campagna Amica, dove incontrare gli chef e addetti che li aiuteranno a scoprire il meglio della produzione agroalimentare made in Italy. Sempre in piazza Castello ci saranno anche i Latte Days, con attività ludico-informative e degustazioni guidate a cura di produttori locali, per sensibilizzare grandi e bambini sul consumo del latte e dei suoi derivati in Italia.

    Vi saranno anche iniziative educative a cura di Fondazione Umberto Veronesi, che promuove attività ludiche, laboratori e incontri finalizzati alla prevenzione e alla corretta divulgazione scientifica. Per tutta la settimana sarà possibile visitare la mostra Io vivo sano, alimentazione e dna, allestita a Palazzo Giureconsulti, che permetterà di comprendere la relazione tra ciò che mangiamo e il nostro dna.

    Saranno tantissimi anche gli eventi all’insegna della convivialità promossi da Milano Food City. Per cominciare al meglio il tour di Milano Food City l’ideale è partire da Palazzo Bovara, in corso Venezia 51, dove a dare il buongiorno saranno le colazioni dei maestri del caffè con Coffee & the City, per proseguire con aperitivi e showcoooking di Gusto&Socialità.

    Per tutta la settimana i Giardini Indro Montanelli ospiteranno il villaggio “Lo street food made in Italy”: una sorta di viaggio gastronomico, attraverso il cibo di strada d’eccellenza, raccontato dai suoi protagonisti. Sempre il cibo di strada sarà protagonista in piazza XXV Aprile dell’iniziativa Food&Joy, con tante ricette da provare e scoprire.

    Chi ama gli aperitivi gourmet potrà sicuramente apprezzare Sky&Jazz: una serie di happy hour accompagnati da musica ricercata, organizzati nelle più belle terrazze milanesi.

    Un calendario molto fitto, una settimana da vivere nel segno del buon cibo e di una sempre maggiore consapevolezza su un tema così fondamentale per noi tutti.

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