Milano

  • I capolavori di Caravaggio raccontati in un viaggio multimediale

    Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva. Questo il titolo del progetto, organizzato da MondoMostraSkira, al Museo della Permanente di Milano dal 6 ottobre al 27 gennaio 2019. Non una mostra nel senso canonico del termine ma una straordinaria esperienza multimediale, originale e inedita, che vuole essere una sorta di racconto complementare della grande esposizione che l’ha preceduta (Dentro Caravaggio), ripercorrendo, con la consulenza scientifica di Rossella Vodret e il Patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo, le tappe della vita e dell’opera del grande artista. Due le direttrici attraverso le quali lo spettatore potrà confrontarsi con il Caravaggio poco raccontato, e cioè una maggiore conoscenza dell’uomo e un approfondimento su alcuni suoi capolavori: due percorsi caratterizzati da episodi inediti o poco noti che appartengono alla sfera intima e privata della travagliata esistenza dell’artista e da una particolare visione dei capolavori del grande genio lombardo.

    Il progetto Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva nasce con una precisa esigenza, ovvero mostrare i capolavori inamovibili ma fondamentali per comprendere l’intera produzione del Merisi: i quadri della Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi o della Cappella Cerasi a Santa Maria del Popolo, così come le opere del Louvre, estremamente fragili, come la scandalosa Morte della Vergine – dipinta per essere posizionata sull’altare di Santa Maria della Scala a Roma e rifiutata dai committenti – e ancora il dipinto murale del Gabinetto Alchemico del casino Ludovisi o la gigantesca tela con la Decollazione del Battista conservata nella Concattedrale de La Valletta a Malta, che valse a Caravaggio la Croce di Malta, o la Medusa conservata agli Uffizi e tanti altri ancora.

    Grazie all’utilizzo del video mapping, tali opere verranno presentate nella loro integralità architettonica dando la possibilità al visitatore di fruirle così come inizialmente concepite dall’artista. Attraverso nuove e sofisticate tecnologie, la mostra accompagna il visitatore in un emozionante percorso immersivo cinematografico rendendolo parte integrante della storia umana ed artistica nella quale è egli stesso immerso. Nel percorso della durata di 45 minuti si alternano immagini girate appositamente per la mostra e ispirate alla storia personale dell’artista ad effetti speciali con i capolavori che narrano la vita intensamente vissuta del Caravaggio: dalla gioventù milanese – segnata dal flagello della peste –alla morte, in solitudine, sulla spiaggia della Feniglia dopo aver attraversato la straordinaria Roma del primo Seicento, protetto da potenti nobili e porporati, ed esserne fuggito a Napoli, poi a Malta, a Palermo, nuovamente a Napoli.

    Il percorso della mostra è fedele alla cronologia e come in una narrazione teatrale è suddiviso in quattro atti, corrispondenti ai diversi periodi di vita, e altrettanti luoghi in cui visse e operò, e illustra oltre cinquanta opere di Caravaggio quali Riposo nella fuga in Egitto, la Buona Ventura, I Bari, Medusa, Giuditta e Oloferne, Amore Vincitore, la Madonna dei Pellegrini, la Madonna dei Palafrenieri, la Morte della Vergine, la Flagellazione e le Sette Opere di Misericordia, il Ritratto del Gran Maestro Alof de Wignacourt, o la Decollazione, il Seppellimento di Santa Lucia, la Resurrezione di Lazzaro, Il Martirio di Sant’Orsola

    La mostra, prodotta da NSPRD per Experience Exhibitions, ha coinvolto un team di giovani sceneggiatori, cineasti, video artisti, scenografi, doppiatori che con la consulenza scientifica di Rossella Vodret,  hanno elaborato  un nuovo formato di mostra immersiva, che non si limita alla semplice presentazione delle opere in alta risoluzione e dei loro dettagli, ma mira a sfruttare al massimo le ultime tecnologie per una divulgazione scientifica di ultima generazione offrendo un percorso coinvolgente, emozionante, a tratti anche sorprendente ed onirico, che  tesse un racconto dell’uomo e dell’artista, in continua sovrapposizione, del contesto storico e sociale nel quale operava.

  • Trenord annuncia l’arrivo di 120 treni

    In arrivo 120 treni altamente tecnologici entro il 2020 per Trenord. L’annuncio dell’accordo lo hanno dato il Presidente della regione Lombardia, Fontana, il presidente di Fnm Gibelli, l’assessore Terzi e il presidente di Hitachi Rail Manfellotto. La nuova flotta, promessa da tempo e che renderà Milano ancora più simile alle principali capitali europee e la Lombradia una delle regioni meglio servite, ammodernerà il trasporto locale che purtroppo non soddisfa le esigenze dei numerosi passeggeri, troppo spesso alle prese con ritardi, se non cancellazioni di corse, scarsa manutenzione, affollamento e sporcizia.  L’Accordo, che ha una durata di 8 anni, prevede la fornitura di convogli ad Alta Capacità, a doppio piano, che saranno destinati alle  linee ad alta frequentazione.

  • Quale sarà la geografia del futuro?

    Tre mostre e un lungo palinsesto di eventi per raccontare le nuove frontiere della geografia. Al MUDEC di Milano, dal 28 settembre al 14 aprile 2019, andrà di scena il progetto Geografie del Futuro, un racconto sul “sapere geografico” inteso come rilevamento di territori e di culture nei loro rapporti, letti attraverso la lente di diverse discipline di studio. Grazie ai tre percorsi espositivi – Capitani coraggiosi. L’avventura umana della scoperta (1906 – 1990); Se a parlare non resta che il fiume e The art of Banksy. A visual protest – i visitatori potranno riflettere sul tema della disciplina geografia, cercando di capire quali tipi di “geografie” definiranno i confini della nostra conoscenza del mondo nel futuro.

    Non è un caso che sia il MUDEC ad ospitare il progetto perché proprio il Museo delle Culture conserva un patrimonio artistico antichissimo, costituito da circa ottomila reperti tra opere d’arte, oggetti d’uso, tessuti e strumenti musicali provenienti da Americhe, Asia, Africa e Oceania, frutto di esplorazioni avvenute nel corso del XIX secolo, un’epoca in cui si moltiplicavano le ricerche effettuate sul campo da parte di scienziati, missionari ma anche viaggiatori occasionali in partenza da Milano e dalla Lombardia. E proprio l’esplorazione, in tutte le sue forme, tradizionali e tecnologiche, è il concetto che accumuna le tre mostre. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso i cosiddetti ‘cultural studies’ definirono nuovi campi di interesse dell’esplorazione offrendo spunti diversi sulla dimensione spazio –temporale e culturale delle esplorazioni. Alla luce dell’evoluzione quindi del concetto di viaggio e dei mutati scenari geopolitici le domande d’obbligo sono: che tipi di “geografie” definiranno i confini della nostra conoscenza del mondo nel futuro? Chi saranno i geografi del futuro? A questa evoluzione si prova a dare risposta con le tre mostre.

    Capitani coraggiosi. L’avventura umana della scoperta (1906 – 1990)”, dal 28 settembre al 10 febbraio 2019, celebra il Novecento Italiano, indaga le frontiere dell’esplorazione novecentesca fino a oggi, e lo fa toccando le vette, lo spazio, gli abissi e la terra più profonda, ovvero gli ultimi confini geografici indagati dagli esploratori professionisti dai primi decenni del ‘900 a oggi. La mostra, divisa in cinque sezioni, attraverso fotografie, filmati e cimeli di famose spedizioni, permetterà al pubblico di partecipare alla trasformazione del concetto di ‘esplorazione’ nell’ultimo secolo, con un particolare focus sulle conquiste maturate in Lombardia.

    “Se a parlare non resta che il fiume”, dal 28 settembre al 6 gennaio 2019, intreccia il lavoro sul campo della fotografa ed educatrice Jane Baldwin con l’impegno di Survival International, che da cinquant’anni lotta per la sopravvivenza dei popoli indigeni in tutto il mondo, e la celebre creatività artistica di Studio Azzurro.  Oggetto dell’esplorazione sono due luoghi Patrimonio dell’Umanità UNESCO – la basse valle dell’Omo in Etiopia e il Lago Turkana in Kenya – la cui geografia fisica e umana rischia di cambiare per sempre perché le popolazioni indigene che abitano quei territori sono minacciate da una drammatica crisi umanitaria e ambientale provocata dall’uomo. Volti e voci, soprattutto di donne, racconteranno la vita e la storia che si sviluppa lungo il corso di un fiume che ha fatto la storia dell’Africa.

    Contemporaneamente a queste due esposizioni si svolgerà la mostra “The art of Bansky”, dal 21 novembre al 14 aprile 2019, dedicata allo street artist le cui opere hanno dato alla geografia una connotazione sociale. Il suo lavoro, straordinariamente creativo e irriverente, si focalizza sulle realtà urbane. Fondamentale per lui è la relazione con il paesaggio umano nel quale si esprime, spesso in zone di conflitto, dove anche la politica e le istituzioni faticano ad arrivare. In mostra, con circa 70 lavori tra dipinti, sculture, prints, oggetti, verranno presentati attraverso fotografie e video anche i murales di Banksy nella loro collocazione originaria in luoghi dei cinque continenti.

  • Maryan Ismail: basta trincerarsi dietro accuse di razzismo, anche l’Africa faccia la sua parte sui migranti

    Maryan Ismail, sorella di Yusuf Bari Bari, ambasciatore somalo all’Onu che – come ricorda l’on. Cristiana Muscardini nel libro ‘Politeisti & Assassini (Ulisse Edizioni) fu ucciso in un attentato a Mogadiscio nel marzo 2015, contesta alla sinistra «la linea del tutto è razzismo» ed invita a «uscire dalla voglia di elevare il razzismo a scontro ideologico». In un’intervista a Il Giornale, racconta che in Italia (vive a Milano), lei ha sperimentato più volte epiteti poco rispettosi dovuti alla sua pelle («Io vivo qui da 40 anni, ma accade quotidianamente di sentire frasi del genere. Mi è successo di recente anche in tribunale, dove svolgevo un servizio di traduzione. Una signora si è rifiutata di entrare nell’ascensore in cui ero io, con una frase apertamente razzista»), ma sottolinea che occorre evitare di esasperare gli animi e fare di ogni erba un fascio: «Ogni caso deve essere valutato per quello che è».

    «Non c’è stata una gestione intelligente. Io sono per accogliere tutti. Ma se accogli e lasci per strada le persone, allora non ha senso. Io critico l’ideologia che anche sul tema profughi ha prodotto mostruosità. Ideologica è stata anche la proposta dello ius soli», afferma, precisando di vedere (con rammarico) «un illuminismo razzista che ci obbliga a soggiacere a questi stereotipi, a questo gioco delle parti che si è visto anche nel caso di Moncalieri. E si fanno manifestazioni, magliette rosse, ma niente di concreto. Come con l’ideologia delle quote rosa, grandi parole e poi i vertici della sinistra sono tutti al maschile, mentre Forza Italia e Fdi hanno donne come leader e presidenti dei gruppi».

    «L’accoglienza – rimarca – è una scelta, non ci sono norme che obbligano ad accogliere. L’emergenza Siria a Milano è stata gestita anche bene, con tavoli, accordi e protocolli. Passata l’emergenza dei siriani transitanti, ora in Porta Venezia con gli africani c’è una situazione allucinante, con i bambini che giocano fra i topi. Quelle famiglie arrotolano le coperte negli alberi al mattino. Coperte donate dai residenti. I poliziotti danno acqua, caramelle o magari sigarette. Ma l’assessore Majorino continua a dire che è compito del ministro Salvini intervenire. Ma allora si era mosso. Le cose vengono affrontate così».

    «Io mi butterei in mare ma per fermarli quei giovani. Andrei in Libia io – non l’Europa – e andrei a dire: ridatemi i miei ragazzi. La Somalia lo sta facendo. Ma c’è il deserto. E le ambasciate non dicono niente. C’è un progetto? C’è un disegno complessivo per importare manodopera? Bene ma allora regoliamolo con flussi, norme, diritti e doveri». conclude, spiegando che Milano è meta di migranti perché «ha collegamenti di ogni tipo. E reti di passeur. Reti ovviamente informali che organizzano il viaggio. Scafisti di terra, certo e meno facili da individuare. Organizzano il passaggio con soluzioni personalizzate: tir, treno, macchina». «Il silenzio dell’Africa – torna a ripetere – è impressionante. Muoiono i figli dell’Africa e non si fa una campagna, non si fa niente. Eppure sappiamo che di povertà estrema ormai ce n’è ben poca. I governi sono moralmente collusi con le mafie dei trafficanti in questa nuova schiavitù».

     

     

     

  • Milano capitale del turismo estivo

    Milano diventa sempre più internazionale, anche a livello turistico. Le stime parlano di un milione seicentomila turisti attesi per questa estate: il picco si registra in queste settimane, visto che sempre più turisti scelgono luglio come mese per visitare il capoluogo lombardo.

    Le previsioni parlano di una crescita del 4,5% per i tre mesi estivi: percentuali ancora in crescita dunque, anche se dimezzate rispetto agli anni del post Expo. Nel 2017 l’exploit turistico proveniva dall’area del Medio Oriente, mentre ora il flusso di visitatori si allarga a Cina, Giappone, Sud Corea e Germania.

    Milano appare in diverse classifiche come la quarta destinazione italiana più visitata dopo Roma, Firenze e Venezia. Ormai la città è inclusa a pieno titolo tra le città d’arte più importanti a livello nazionale, grazie anche al suo sistema ricettivo flessibile. “La città risponde ed è lungi dall’essere satura sotto il profilo del turismo”, osserva l’assessore comunale Roberta Guaineri. “I palinsesti funzionano, fanno da traino e sono ormai inseriti nei circuiti turistici”.

    Questo flusso di turismo dovrebbe dare ulteriore impulso anche ai saldi partiti troppo in sordina, forse anche per colpa di una data scelta in modo poco opportuno.

    I segnali positivi, del resto, ci sono stati già a giugno: sold out i giorni di danza con Roberto Bolle, code per visitare le terrazze del Duomo e musei frequentati anche nelle ore serali. Ora parte il programma speciale con eventi pensati anche per gli stranieri. Vi saranno in tutta la città mostre con focus sull’arte contemporanea, gli spettacoli di «Estate Sforzesca», un festival di musica antica diffuso nelle chiese, balletti e opere al Teatro alla Scala. Il Teatro infatti sarà operativo fino quasi a fine luglio, come sempre accaduto sotto la direzione del Sovrintendente Pereira.

    Da sottolineare anche i concerti di tutti i generi: anche se manca una band di richiamo come i Coldplay (che l’anno scorso, nelle due date, fecero registrare più 20% negli hotel), non si possono non evidenziare artisti del calibro di Eminem e Beyoncé.

    “La reputazione internazionale di Milano è migliorata in modo significativo ma il confronto con capitali europee concorrenti come Barcellona, Francoforte, Lione o Parigi evidenzia tutto il lavoro che ancora si può fare”, osserva Maurizio Naro, presidente dell’associazione degli albergatori di Confcommercio, che ha pubblicato con lo Iulm una ricerca su questo. Ormai otto prenotazioni su dieci arrivano sotto data, ma c’è fiducia: “Abbiamo fino a settembre l’occupazione al 20 per cento ma salirà almeno al 50 per cento con prezzo medio di 115 euro, in linea con l’estate scorsa”.

    Prosegue la crescita degli alloggi privati che continuano a rosicchiare quote di mercato. “I posti letto privati rimangono difficili da censire – nota ancora Naro – sono almeno 50mila e rischiano di superare quelli degli alberghi”. Indubbiamente questo mercato si sta pian piano evolvendo, visto che sempre più milanesi si affidano a società specializzate in affitti brevi per le loro case. Halldis, una delle più grandi società (380 appartamenti amministrati in città), sottolinea: “Crescono i turisti ma anche il prezzo che sono disposti a pagare”.

    Le mete richieste si moltiplicano, tra le altre la nuova Torre della Fondazione Prada con il panoramico ristorante. La formula diffusa, con promozione da parte del Comune e contributo sempre più attivo dei privati, è ben rodata.

    Persino alcune piscine risultano affollate di turisti, come i Bagni Misteriosi che hanno abbassato il prezzo per l’estate: il risultato è stato di 1500 persone nei week end e ingressi feriali quasi raddoppiati. “I numeri sono il frutto di un lavoro costante e impegnativo di promozione della città anche e soprattutto all’estero, che continua e non si ferma” conclude Guaineri.

  • Continua lo scandalo sulla mancata assegnazione degli alloggi popolari

    L’assessore ai Lavori pubblici e Casa del Comune di Milano, Gabriele Rabaiotti, in un’intervista al Corriere della Sera, affronta il problema delle case popolari sostenendo che Milano è meglio di altre città in quanto vi è un alloggio pubblico ogni dieci alloggi e che i problemi principali sono le domande irregolari e l’occupazione di case di edilizia pubblica da parte di persone che non avrebbero più i titoli. In verità vi sono moltissime case del Comune o della Regione non utilizzate sia perché ancora fatiscenti sia perché non assegnabili a persone non autosufficienti in quanto con barriere architettoniche, sia perché, ed è noto da anni, vi è un farraginoso sistema di assegnazione, sia perché di fatto non si riescono neppure a fare i cambi di alloggio anche quando gli inquilini lo richiedono. Senza dilungarci sulle pesanti problematiche passate dell’ALER sta di fatto che una città come Milano, che ha indubbiamente avuto negli ultimi anni una grande svolta in meglio per quanto riguarda il turismo, le offerte culturali e lo sviluppo di attività in tutti i settori, una città che è ai primissimi posti a livello europeo per attrattività, non può continuare a lasciare inevase le richieste legittime di migliaia di cittadini, specie in una situazione che vede aumentare il disagio delle famiglie sia per le nuove povertà sia per gli alti costi che la vita  a Milano comporta.

    Se ci sono problemi da risolvere per snellire, migliorare i sistemi di controllo, di ristrutturazione  e di assegnazione si passi finalmente ad azioni concrete, quelle azioni che fino ad ora sono mancate, come dimostrano le tante persone in regola con i titoli di assegnazione e che da anni inutilmente, anche quando posizionate all’inizio della graduatoria nei bandi, attendono ancora la casa promessa. Persone che in molti casi sono anziane o portatrici di gravi impedimenti fisici e vivono in appartamenti a locazione privata o pubblica privi di ascensore e perciò praticamente recluse. Milano è una città tradizionalmente generosa ma il problema dell’edilizia pubblica si trascina da decenni diventando ogni giorno sempre più drammatico e come le amministrazioni di centrodestra non hanno saputo risolvere il problema così le amministrazioni di centrosinistra lo hanno ancor più aggravato.

  • Reati in calo e ansia in aumento in Italia. Milano fa gola a chi delinque

    Il 39% degli italiani, dice il primo “Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia” realizzato dal Censis con Federsicurezza, è favorevole ad allentare i criteri per il possesso di un’arma da fuoco per difesa personale, percentuale in netto aumento rispetto al 26% rilevato 3 anni fa. La quota dei favorevoli è più alta tra le persone meno istruite (il 51% tra chi ha al massimo la licenza media) e gli anziani (il 41% degli over 65). Parallelamente, cresce il numero dei cittadini legittimati a sparare: nel 2017 nel nostro Paese si contavano 1.398.920 licenze per porto d’armi, considerando tutte le diverse tipologie (dall’uso caccia alla difesa personale), con un incremento del 20,5% dal 2014 e del 13,8% solo nell’ultimo anno.

    Di contro, i reati sono in calo: l’anno scorso ne sono stati denunciati complessivamente 2.232.552, il 10,2% in meno rispetto all’anno precedente. In particolare, gli omicidi si sono ridotti dai 611del 2008 ai 343 del 2017 (-43,9%), le rapine da 45.857 a 28.612 (-37,6%), i furti da quasi 1,4 milioni a poco meno di 1,2 milioni (-13,9%). Meno pericolosa in generale, l’Italia resta però pericolosa in alcune zone dove la frequenza dei reati è più alta. In 4 province italiane, dove vive il 21,4% della popolazione, si consuma il 30% dei reati. Il 31,9% delle famiglie italiane percepisce il rischio di criminalità nella zona in cui vive. Le percentuali più alte si registrano al Centro (35,9%) e al Nord-Ovest (33%), ma soprattutto nelle aree metropolitane (50,8%) dove si sente insicuro un cittadino su due. “Capitale del crimine” è Milano, al primo posto con 237.365 reati commessi nel 2016 (il 9,5% del totale), seguita da Roma (con 228.856 crimini, il 9,2%), Torino (136.384, pari al 5,5%) e Napoli (136.043, pari al 5,5%). Anche considerando l’incidenza del numero dei reati in rapporto alla popolazione, Milano resta in vetta alla classifica, con 7,4 reati denunciati ogni 100 abitanti, seguita da Rimini (7,2), Bologna (6,6), Torino e Prato (6).

    Il 21,5% degli intervistati continua a ritenere la criminalità un problema grave per il Paese, al quarto posto dopo la mancanza di lavoro, l’evasione fiscale e le tasse eccessive. A essere più preoccupate sono le persone con redditi bassi, che vivono in contesti più disagiati e hanno minori risorse economiche personali per l’autodifesa: per loro la criminalità rappresenta il secondo problema più grave del Paese (27,1%), dopo la mancanza di lavoro.  Il 92,5% degli italiani adotta almeno un accorgimento per difendersi da ladri e rapinatori: il più utilizzato è la porta blindata, che protegge dalle intrusioni le case di oltre 33 milioni di italiani (il 66,3% della popolazione adulta), 21 milioni di cittadini (il 42%) si sono dotati di un sistema d’allarme, più di 17 milioni (il 33,5%) hanno montato inferriate a porte e finestre, quasi 16 milioni (il 31,3%) hanno optato per vetri e infissi blindati, più di 15 milioni (il 30,7%) hanno installato una telecamera, poco meno di 10 milioni (il 19,4%) hanno comprato una cassaforte per i propri beni. Per precauzione lasciano le luci accese quando escono di casa poco meno di 15 milioni di italiani (il 29%).

  • Modigliani Art Experience: il genio dell’artista livornese torna a Milano con la mostra multimediale del MUDEC

    Entusiasmare, affascinare, emozionare e meravigliare il pubblico di giovani e adulti invitandoli ad approfondire la conoscenza del genio di  Amedeo Modigliani. Con questo spirito nasce Modigliani Art Experience, il racconto, ricostruito attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni e suggestioni dell’universo di Modì, pittore e scultore, che permetterà allo spettatore/visitatore di proiettarsi nel contesto parigino in cui l’artista maledetto fu assoluto protagonista. Prodotta da 24 ORE Cultura e promossa dal Comune di Milano-Cultura e con il supporto scientifico dei conservatori del MUDEC e del Museo del Novecento di Milano, Modigliani Art Experience accoglierà i visitatori dal 20 giugno al 4 novembre 2018.

    Dopo il successo di Klimt Experience lo scorso anno, anche questa estate (ma non solo) chi rimarrà in città potrà godere di una bella offerta culturale nella quale immergersi, letteralmente, per conoscere, attraverso un excursus sensoriale, il mondo della Parigi bohémien nel quale visse ed operò Modigliani. Il percorso si articola in più fasi: una ‘exeperience room’ che racconta, in 45 minuti di immagini proiettate dalle pareti al pavimento, la vita scapigliata e sempre al limite dell’artista livornese nella Parigi delle Montmartre e Montparnasse dei primi del Novecento e nella quale tutto evocherà sua arte, le sue muse, le sue amanti, l’influenza del primitivismo e in particolare della scultura africana, egizia e cicladica. Ad impreziosire il racconto per immagini e suoni una sala introduttiva, o ‘sala scrigno’, che ospiterà alcuni capolavori di arte primitiva africana del XX secolo provenienti dalla collezione permanente del MUDEC e due ritratti di Modì provenienti dal Museo del Novecento di Milano che permetteranno al visitatore di conoscere i modelli di arte primitiva, fonti preziosa di ispirazione per Modì. E poi una ‘Infinity room’, ovvero una ‘Sala degli Specchi’, dove alcune delle opere più significative dell’artista si ripresenteranno agli occhi del visitatore in un gioco continuo di scomposizioni e rifrazioni che chiudono il percorso multisensoriale che si aprirà poi con un più classico racconto sulla vita dell’artista e del contesto storico, sociale e culturale in cui situare la sua produzione. Il tutto accompagnato da una colonna sonora che sottolinea la complessità e la bellezza del periodo.

    Grazie all’alternanza tra suoni e immagini, figure primitive, spirito bohémien e produzione artistica si potrà godere di tutta l’arte di Modigliani e di conoscere le tappe della sua vita, la sua storia, le sue innumerevoli fonti di ispirazioni e la sua arte immortale, dal rapporto con la scultura all’incontro con Brancusi, con i suoi mecenati e mercanti fino alle amicizie con scrittori, artisti e letterati dell’epoca e ai suoi amori (primo fra tutti quello con Jeanne Hébuterne), esplorando il tema delle figure femminili e i nudi nella sua arte. Un racconto tematico, non solo cronologico, nel quale emerge evidente l’influenza che il primitivismo e il fermento sociale, storico e culturale della Parigi di inizio ‘900 ebbero sull’arte di Modigliani.

     

  • Siglato a Milano tra Equita e Accademia di Brera un accordo che valorizza l’arte, i giovani e la città

    E’ stata presentata nella Sala Napoleonica dell’Accademia di Brera la partnership, di durata triennale, tra la società finanziaria Equita e l’Accademia di Belle Arti di Brera con l’obiettivo di premiare i giovani di talento, la didattica e la ricerca in una delle istituzioni storiche e culturali più importanti di Milano. Le iniziative proposte, delle quali beneficeranno studenti e ricercatori dell’Accademia di Brera, prevedono, a partire già dal 2018, l’attribuzione del Premio Equita per Brera, per promuovere l’iniziativa ‘Accademia Aperta’, che si terrà tra luglio e agosto, in cui saranno selezionate e acquisite tre opere scelte da una commissione mista. Saranno poi erogate borse di studio per merito agli studenti dell’Accademia e contributi per la didattica e la ricerca dedicati agli assistenti e di seguito ci sarà l’opportunità di una pubblicazione su Accademia Aperta con un prestigioso gruppo editoriale Italiano. Tante anche le iniziative collaterali.

    Una partnership molto importante per la città di Milano grazie alla quale sarà garantito valore aggiunto ad una realtà straordinaria come l’Accademia di Brera che potrà così beneficiare di contributi da parte di una società finanziaria permettendo quel binomio tra arte e sponsorizzazioni economiche così attivo e di successo all’estero. Non è un caso se Andrea Vismara, amministratore delegato Equita Group abbia sottolineato come la partnership nasca dalla passione per l’arte e dall’orgoglio di avere a Milano un’istituzione apprezzata in tutto il mondo (e che attira migliaia di visitatori ogni anno). “L’iniziativa  – dichiara Vismara – si sposa con la volontà di Equita di promuovere la cultura, l’arte e i giovani talenti, e rappresenta una scelta in linea con altre iniziative a impatto sociale che realizziamo ogni anno con partner istituzionali ed accademici di primo piano”. Una proposta condivisa in pieno da Franco Marrocco, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, che apprezza l’importanza del sempre più crescente interesse da parte delle aziende per l’arte e, nel caso specifico, per il valore che rappresenta Brera per Milano e per l’Italia, non solo con un contributo economico ma anche per condividere tale bene con la città e la gente. “La collaborazione intrapresa con Equita – sottolinea Marrocco – rientra nel più ampio progetto di aggiornamento della ricerca e della produzione artistica intrapreso dall’Accademia e conferma l’identità di Brera come luogo felice, unico e originale, in grado di unire pratiche laboratoriali e riflessioni teoriche”.

  • E’ l’ora della ‘Lunga notte dei lettori’

    Dopo il successo della prima edizione ritorna La lunga notte dei lettori!, venerdì 22 giugno allo spazio BASE di Milano (via Bergognone, 43).

    La serata prevede:

    Sala principale con Marco Ripoldi (attore de Il Terzo segreto di satira) e ATOMIC BAR – MILANO Dj Set; ore 21 – apertura, dj set e inizio contest bookabook reader’s award (il pubblico eleggerà il suo libro preferito tra quelli del nostro catalogo); ore 22.15 – tu scegli, noi pubblichiamo. Tre autori presentano il loro inedito, i lettori scelgono quale arriverà sugli scaffali; dalle ore 23.00 fino alla chiusura – dj set by ATOMIC BAR; ore 23.30 – proclamazione vincitore contest bookabook reader’s award.

    Editor’s corner, dalle 21.15 alle 22.00 – Incontra la redazione. Gli editor di bookabook saranno a disposizione per ascoltare nuovi progetti e per rispondere alle vostre curiosità. Registrazione sul momento a partire dalle ore 21.00.

    Bookstore corner, durante tutta la serata sarà possibile acquistare libri e ricevere un drink in omaggio (cocktail/vino/birra). Per chi acquista almeno due libri, in omaggio anche la shopper di bookabook.

    Per partecipare basta confermare la propria presenza sull’evento Facebook per restare costantemente aggiornati riguardo alle novità ancora da svelare.

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