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La Commissione Europea apre un’indagine sul prestito di Alitalia

Il 23 aprile la Commissione europea ha aperto un’inchiesta per accertare se il prestito ponte italiano di 900 milioni di dollari all’Alitalia fosse legale ai sensi dei regolamenti dell’UE. Nel 2017 la Commissione ha ricevuto una serie di denunce secondo cui il prestito era, in realtà, un aiuto che il governo italiano aveva esteso ad Alitalia e non era conforme ai regolamenti dell’UE. Gli aiuti concessi da uno Stato membro mantengono a galla le imprese in difficoltà finanziaria, ma hanno anche il potenziale di falsare la concorrenza nel mercato unico dell’UE, spostando l’onere dell’adeguamento strutturale ad altri e mettendo i soggetti più efficienti e innovativi che non ricevono tali aiuti a uno svantaggio. Il commissario alla concorrenza, Margreth Vestager, ha affermato che il compito dell’esecutivo dell’UE è “di garantire che i prestiti concessi alle società dagli Stati membri siano in linea con le norme dell’UE sugli aiuti sanzionati dallo Stato. Dovremo indagare se questo è il caso di Alitalia”. Il governo italiano ha concesso un prestito ad Alitalia nel gennaio 2018 come parte di un pacchetto di salvataggio che all’epoca aveva ritenuto di aver seguito i regolamenti dell’UE sui prestiti statali. Secondo la Commissione, tuttavia, quello che originariamente si pensava fosse un prestito potrebbe invece aver costituito un aiuto di Stato. La Commissione esaminerà ora se il prestito soddisfa le condizioni previste dagli orientamenti dell’UE

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