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Facebook amplia la propria delegazione per i rapporti con la Ue

Più si estende il raggio d’azione dell’autorità pubblica e più cresce l’attività di lobbying, com’è logico che sia essendo il lobbying la tutela dell’iniziativa privata di fronte alle pretese dell’autorità pubblica, e così – a seguito della vicenda Cambridge Analytica – Facebook sta ampliando la propria rete di lobbying sia a Washington che a Bruxelles.

In Europa, la compagnia di Mark Zuckerberg sta da tempo impegnandosi per diventare uno dei gruppi di lobbisti più attivi all’interno delle istituzioni europee, sulla scia di Microsoft e Google, altri due membri del cosiddetto gruppo GAFAM (Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft).

Nel 2012, quando entrò per la prima volta nel registro di trasparenza dell’UE, Facebook aveva solo due impiegati al lavoro nelle istituzioni europee ma negli anni l’azienda di Cupertino ha dedicato un numero via via crescente di collaboratori e risorse, tanto più che già nel 2013 l’Ue ha iniziato a rivedere i suoi regolamenti sulla protezione dei dati. L’anno scorso, Facebook ha utilizzato risorse di 2,25-2,5 milioni di euro e 15 addetti per i suo rapporti con le autorità di Bruxelles. Per migliorare le azioni dei suoi lobbisti, ha anche aderito alle stesse reti degli altri colleghi GAFAM e, come la maggior parte delle aziende presenti a Bruxelles, si è rivolta ai servizi di agenzie di consulenza specializzate in materia di relazioni pubbliche e politica, nonché di conoscenza del funzionamento interno delle istituzioni europee.

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