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Positivo che Francia e Germania con Italia e Spagna si confrontino per trovare finalmente soluzioni comuni,  e cioè europee, al decennale problema migranti, sperando che arrivino anche i fatti dopo le dichiarazioni. Meno positivo è che per smuovere le acque paludose di un’Europa vecchia di idee e povera di contenuti ed azioni siano stati più utili i toni duri di Salvini che le tragiche realtà ed inadempienze di questi anni.

Cosa ha impedito all’Europa di comprendere la comune realtà? Di trovare solidarietà reciproche, di modificare quell’orrido accordo di Dublino? Se anche le voci dall’Italia non sono state né incisive né coerenti negli anni passati la realtà era ed è, comunque, sotto gli occhi di tutti i leader europei, così come sono da tempo evidenti le inadempienze di alcuni Paesi. Se siamo ancora in un contesto sociale internazionale nel quale si dà ascolto a chi urla di più e non ai ragionamenti ed ai confronti si avvicinano tempi bui.

Difendere da ingressi incontrollati ed eccessivi le proprie frontiere non può tramutarsi in azioni violente che colpiscono comunque i bambini. Le iniziative del Presidente americano cancellano qualunque immagine degli Stati Uniti come Paese leader per il rispetto dei diritti umani, una nazione che per anni concedeva la cittadinanza a chi andava a combattere a suo nome e che oggi separa i bambini piccoli dai propri genitori non può ergersi a paladina, nel mondo, di libertà e democrazia, come dimostrano le molte guerre fatte per motivi economici e non certo di giustizia. E se nel passato l’America ha più volte sbagliato, lasciando spesso agli altri il peso e le conseguenze delle sue colpe, oggi dimostra di aver perso per sempre i valori della frontiera, quei valori che anche i film di una volta ci insegnavano, e cioè che la giustizia ed i buoni alla fine trionfano, oggi più che mai è solo il dio denaro che conduce la politica.

Diceva Voltaire “se vuoi parlar con me fissa i tuoi termini”, vale a dire che nel parlare si deve sapere cosa si sta dicendo e se a volte si usa un linguaggio provocatorio per ottenere maggiore attenzione è anche vero che di provocazione in provocazione si può arrivare a non essere più credibili. La cosiddetta schedatura dei Rom è certamente incostituzionale come non appartiene ad un Paese civile che vi siano zone nelle quali si vive in mezzo alle immondizie, i bambini non vanno a scuola e molti delinquono professionalmente. Così come non è da Paese civile che ormai a due anni dal terremoto le macerie siano ancora lì e troppe persone senza casa ed aiuto per ricominciare. Abbassare i toni e migliorare i contenuti è l’invito che rivolgiamo al governo perché troppi hanno l’impressione che i toni siano tenuti alti non solo per fini elettorali ma perché non si sa ancora come risolvere i molti problemi che affliggono il Paese e che non dipendono dai Rom…

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