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Reati in calo e ansia in aumento in Italia. Milano fa gola a chi delinque

Il 39% degli italiani, dice il primo “Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia” realizzato dal Censis con Federsicurezza, è favorevole ad allentare i criteri per il possesso di un’arma da fuoco per difesa personale, percentuale in netto aumento rispetto al 26% rilevato 3 anni fa. La quota dei favorevoli è più alta tra le persone meno istruite (il 51% tra chi ha al massimo la licenza media) e gli anziani (il 41% degli over 65). Parallelamente, cresce il numero dei cittadini legittimati a sparare: nel 2017 nel nostro Paese si contavano 1.398.920 licenze per porto d’armi, considerando tutte le diverse tipologie (dall’uso caccia alla difesa personale), con un incremento del 20,5% dal 2014 e del 13,8% solo nell’ultimo anno.

Di contro, i reati sono in calo: l’anno scorso ne sono stati denunciati complessivamente 2.232.552, il 10,2% in meno rispetto all’anno precedente. In particolare, gli omicidi si sono ridotti dai 611del 2008 ai 343 del 2017 (-43,9%), le rapine da 45.857 a 28.612 (-37,6%), i furti da quasi 1,4 milioni a poco meno di 1,2 milioni (-13,9%). Meno pericolosa in generale, l’Italia resta però pericolosa in alcune zone dove la frequenza dei reati è più alta. In 4 province italiane, dove vive il 21,4% della popolazione, si consuma il 30% dei reati. Il 31,9% delle famiglie italiane percepisce il rischio di criminalità nella zona in cui vive. Le percentuali più alte si registrano al Centro (35,9%) e al Nord-Ovest (33%), ma soprattutto nelle aree metropolitane (50,8%) dove si sente insicuro un cittadino su due. “Capitale del crimine” è Milano, al primo posto con 237.365 reati commessi nel 2016 (il 9,5% del totale), seguita da Roma (con 228.856 crimini, il 9,2%), Torino (136.384, pari al 5,5%) e Napoli (136.043, pari al 5,5%). Anche considerando l’incidenza del numero dei reati in rapporto alla popolazione, Milano resta in vetta alla classifica, con 7,4 reati denunciati ogni 100 abitanti, seguita da Rimini (7,2), Bologna (6,6), Torino e Prato (6).

Il 21,5% degli intervistati continua a ritenere la criminalità un problema grave per il Paese, al quarto posto dopo la mancanza di lavoro, l’evasione fiscale e le tasse eccessive. A essere più preoccupate sono le persone con redditi bassi, che vivono in contesti più disagiati e hanno minori risorse economiche personali per l’autodifesa: per loro la criminalità rappresenta il secondo problema più grave del Paese (27,1%), dopo la mancanza di lavoro.  Il 92,5% degli italiani adotta almeno un accorgimento per difendersi da ladri e rapinatori: il più utilizzato è la porta blindata, che protegge dalle intrusioni le case di oltre 33 milioni di italiani (il 66,3% della popolazione adulta), 21 milioni di cittadini (il 42%) si sono dotati di un sistema d’allarme, più di 17 milioni (il 33,5%) hanno montato inferriate a porte e finestre, quasi 16 milioni (il 31,3%) hanno optato per vetri e infissi blindati, più di 15 milioni (il 30,7%) hanno installato una telecamera, poco meno di 10 milioni (il 19,4%) hanno comprato una cassaforte per i propri beni. Per precauzione lasciano le luci accese quando escono di casa poco meno di 15 milioni di italiani (il 29%).

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