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Trovato l’accordo tra Merkel e Seehofer

Accettato il compromesso sui “centri di controllo” dei migranti al confine

La crisi del governo Merkel è scongiurata. Nella notte di ieri la cancelliera tedesca ha concluso un accordo con il ministro dell’Interno Horst Seehofer sulla politica relativa ai migranti, accordo che esclude le dimissioni del ministro e che conferma la continuità governativa. L’intesa prevede l’istituzione di “centro di transito” lungo i confini tedeschi, nei quali verificare con accuratezza e più rapidamente le richieste d’asilo. I richiedenti verrebbero respinti, se necessario, negli Stati dell’Unione europea dove avevano presentato domanda d’asilo al loro arrivo dai Paesi extracomunitari. Il tutto dovrebbe avvenire in accordo con i Paesi in cui è avvenuta la prima richiesta, il che, in concreto, vuol dire Italia e Grecia nella maggior parte dei casi. Il nuovo sistema, obiettano molti osservatori, non modificherà di molto le politiche per i migranti, ma appesantirà di più la situazione dei Paesi di prima accoglienza, già penalizzati dai continui arrivi via mare e dal numero di clandestini che vi soggiornano. Il patto concordato non avrà l’impatto efficace sulla politica migratoria che Seehofer richiedeva. La misure più incisive da lui richieste, come il respingimento delle persone arrivate in Germania che hanno presentato richiesta di asilo in un altro Paese europeo, anche senza accordi con quei Paesi, sono state respinte dalla Merkel, contraria a soluzioni unilaterali e favorevole a decisioni europee. E’ l’ennesima prova che la questione dei migranti ha colpito al cuore anche la Germania, come è accaduto in tanti altri Paesi, Italia compresa, tanto che la maggioranza parlamentare è composta da formazioni politiche che si sono dichiarate contrarie, non solo alla politica migratoria dell’UE, ma addirittura all’UE stessa e alla sua moneta. In altri termini, un non sufficiente controllo degli arrivi e la presenza di centinaia di migliaia di clandestini, senza seri respingimenti, hanno diffuso paura e insicurezza che hanno favorito questi partiti anti europei. Il governo che ne è l’espressione ha chiesto, nel recente Consiglio europeo, una collaborazione più intensa dell’Europa verso i Paesi di prima accoglienza e una politica razionale per i respingimenti dei clandestini. Con l’accordo di Merkel e Seehofer non sembra però che si siano fatti passi avanti per il sostegno ai Paesi di prima accoglienza, al contrario! E la questione migranti infetterà sempre di più il rapporto tra i Paesi dell’UE e rappresenterà un grande ostacolo per le riforme auspicate da Macron nell’ormai famoso discorso della Sorbona.

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