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Italia patria del turismo culturale

La Lombardia occupa il primo posto, mentre al sud nasce Rete Siti Unesco

Come sempre in estate è tempo di bilanci per quanto riguarda il settore turistico. Spesso pensando al turismo estivo del Bel Paese immaginiamo spiagge meravigliose e coste paradisiache, ma il turismo estivo italiano non è solo questo.

L’immagine dell’Italia è profondamente legata anche al concetto di cultura, inteso non solo come patrimonio artistico-culturale-paesaggistico, ma anche gastronomico, artigianale, folkloristico. Per questo c’è sempre più  interesse nei confronti delle tradizioni culturali e del patrimonio enogastronomico del nostro Paese. Le nostre città d’arte fanno da traino per il turismo culturale, che continua a crescere. Ma è l’intero comparto a far registrare performance positive: nel 2017 le strutture ricettive italiane hanno avuto 122 milioni di arrivi e più di 427 milioni di presenze, con un aumento rispetto al 2016 rispettivamente del 4,5 e del 6 per cento.

Il nostro patrimonio culturale richiama moltissimi visitatori. Secondo i dati 2017 del Centro studi turistici, le città d’arte possono mettere a disposizione 46mila esercizi (il 25% del totale) per 953mila posti letto (il 19% del complesso) e nel 2017 sono riuscite ad attrarre quasi 44 milioni di visitatori (il 35,8% del totale) per 115 milioni di presenze. Una fetta consistente, da tempo in crescita e destinata, secondo le previsioni, ad aumentare nei prossimi anni.

Ma dove si dirigono i flussi turistici in cerca di cultura? Prevalentemente su sei città: Roma, Firenze, Napoli (compresa Pompei), Torino, Venezia e Milano. Ci sono anche altri centri di richiamo, come Verona, Trieste, Padova, Bologna, Genova, ma non hanno lo stesso impatto.

È abbastanza evidente che le mete più gettonate siano anche quelle con una forte presenza di patrimonio storico-culturale. Tant’è che nel 2017 i monumenti e i musei di Roma sono stati visitati da 21 milioni di persone, con un aumento del 66% negli ultimi sette anni, quelli di Firenze da 6,5 milioni (+32% sempre nel periodo 2010-2017), l’area campana (Napoli e Pompei) da 6 milioni (+45%), a Torino ci sono stati 1,3 milioni di appassionati d’arte (+44%), a Venezia 900mila (+20%) a Milano 800mila (+25%).

Altri dati, provenienti da una ricerca dell’Unicredit e Touring Club Italiano, mostrano le regioni italiane più frequentate dai turisti. Il primo posto è occupato dalla Lombardia, secondo dal Lazio, terzo dal Veneto e quarto dalla Toscana. Malgrado occupi solo la settima posizione, la regione Campania appare fra i primi posti fra il Turismo culturale. Infatti secondo le ricerche riportate dal Ministero per i Beni culturali, la Campania occupa il secondo posto per le visite nei suoi siti d’arte.

L’aumento dei turisti culturali va di pari passo con quello delle presenze nei musei e nei siti archeologici. Se si concentra lo sguardo sui luoghi d’arte statali, ci si rende conto che la crescita dei visitatori va avanti da decenni, anche se l’aumento non è costante: nel 1965 i visitatori complessivi (sia paganti sia con ingressi gratuiti) dei monumenti erano 12,7 milioni mentre l’anno scorso sono arrivati a 50,2 milioni.

Per quanto riguarda il sud Italia, c’è da registrare una nuova tappa molto importante per il nostro patrimonio culturale. Stiamo parlando dell’iniziativa da poco presentata a Matera, prossima capitale europea della cultura 2019, dal nome Progetto Rete Siti Unesco, che mette insieme 14 siti Unesco di 5 regioni del Meridione – Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia – per promuovere le risorse paesaggistiche, culturali, enogastronomiche di questi territori in un’offerta turistica unica e integrata, anche attraverso l’uso della tecnologia.

Il progetto, che prevede un investimento complessivo di 1.080.000 euro, è stato cofinanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, elaborato dall’Associazione Province Unesco Sud Italia e promosso dall’Upi (Unione delle Province d’Italia).

“È un progetto del Sud per il Sud, dove gli attori locali collaborano per valorizzare i loro territori aumentando il turismo sostenibile nell’area. L’Italia è uno dei maggiori competitor nel settore del turismo culturale, in ragione del vastissimo patrimonio culturale che possiede” ha dichiarato il Presidente Associazione Province Unesco Sud Italia, Giuseppe Canfora .

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