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Ritroviamo la voce

A prescindere dalle valutazioni politico partitiche e dalle loro dirette conseguenze lo scenario italiano è complesso e le prospettive non lasciano sereni. La Lega, per la confisca dei beni, rischia di doversi rifondare  e non si sa in che formula rispetto agli altri movimenti del Centrodestra, nei Cinque Stelle è sempre più evidente la presenza di anime diverse: da Di Maio a Fico, da Grillo a Di Battista, anime diverse e progetti confusi ed in gran parte irrealizzabili. Il Partito Democratico, persa da tempo l’identità, non trova un ubi consistam e si attorciglia nella rissa interna invece che preparare, come sarebbe d’obbligo in una democrazia, un progetto per l’alternanza. In sintesi, chi governa non sembra al momento in grado di governare e chi dovrebbe rappresentare l’opposizione, per costruire un’ipotesi alternativa, non è influente o è addirittura assente.

Nel frattempo l’Europa rimane latitante sui temi urgenti, dall’immigrazione all’economia, si occupa di quisquiglie, quali l’ora legale, e assiste imbelle al franare di tutti i progetti sul Mediterraneo mentre si rinsaldano i rapporti tra alcuni paesi membri e la Russia e questo, ovviamente, non aiuta quella fantomatica unione politica che dovrebbe essere alla base dell’Europa stessa. Intanto il Regno Unito non ha ancora deciso cosa fare in seguito alla Brexit e tra i tanti problemi che ne discendono vi sono anche quelli legati alle prossime elezioni per il Parlamento europeo e per il presidente della Commissione.

Negli Stati Uniti è sempre più insistete la voce di impeachment per il Presidente Trump e comunque le elezioni di metà mandato potrebbero aprire nuovi scenari, intanto in America Latina, a partire dal Venezuela, la situazione è sempre più drammatica e continuano, da alcuni paesi, esodi di massa dovuti non solo alle nuove povertà ma anche alla mancanza di cibo.

Inutile commentare le tragedie africane, le guerre in corso, non solo in Libia ed in Siria, il ritorno strisciante ma inesorabile dei movimenti terroristi, la disperazione di milioni di persone che subiscono massacri e torture e non sono certo rosei gli scenari nei paesi del Golfo e in tutta l’area orientale.

Dal punto di vista economico la mondializzazione dei mercati continua incontrollata, per la decennale incapacità di riformare l’Organizzazione Mondiale del Commercio e per la spregiudicatezza di gran parte di un sistema industriale arrogante e autoreferenziale che sta portando il capitalismo ad essere espressione sciagurata, per le conseguenze sulle persone, tanto quanto il comunismo.

Scenari che rischiano di diventare apocalittici come la profezia di Nostradamus o più semplicemente scenari dovuti all’arroganza e all’ignoranza di uomini che, in un delirio di onnipotenza e impreparazione, stanno scavando, con le loro mani, la fossa alla democrazia, allo stato sociale, alla libertà e al benessere così faticosamente raggiunto nei decenni passati.

Parlare della sempre più pericolosa situazione del clima o delle infrastrutture obsolete che macinano morti non fa che evidenziare quanto sia da troppo temo carente il senso del dovere di coloro che rapprendano le istituzioni ed inesistente la coscienza di tanta imprenditoria, di tanta parte del sistema informativo ma anche di tanti cittadini abituati ormai più a seguire gli impulsi della “pancia” che a ragionare sui problemi. Sembra la stagione di Sodoma e Gomorra o del Diluvio universale nel ripetersi di cicli storici che vedono le società morire quando si illudono di essere al di sopra di ogni regola. Forse tutto è ormai inevitabile o invece forse potremmo invertire la rotta, riprovare a raddrizzare la colonna vertebrale, tornare ad avere il coraggio di fare qualcosa, anche nel nostro quotidiano. In realtà in una società cloroformizzata nella quale i maestri del disimpegno hanno da tempo la meglio e si confonde il giusto per tutti con il politicamente corretto per pochi anche i più coraggiosi rischiano di arrendersi. Per questo ogni voce, capace di unirsi ad altre voci, per rifondare una comune coscienza civile e politica è necessaria ed urgente per farsi sentire.

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