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Irritante ipocrisia

E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago,
che un ricco entri nel regno dei cieli

Vangelo secondo Matteo; 19/24

Era una domenica di due anni fa. Era il 4 settembre 2016 quando in piazza San Pietro a Roma veniva proclamata santa Madre Teresa. Quella domenica, più di centomila persone arrivate da ogni parte del mondo volevano essere presenti alla sua santificazione. Papa Francesco, durante l’omelia, ha sottolineato che “la sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri”.

Il 5 settembre scorso, giorno della sua ricorrenza, la Santa Madre Teresa è stata ricordata in tutto il mondo. Lo hanno fatto in molti, credenti e devoti alla Madre, ma anche tanta gente comune. Madre Teresa, essendo la prima santa albanese, è stata sentitamente ricordata anche in Albania.

Purtroppo, approfittando dell’occasione, hanno scritto e pronunciato messaggi anche i corrotti politici albanesi, come al solito in questi casi. Cercando di capitalizzare l’opportunità, con le loro parole, quei luridi ipocriti, primo ministro in testa, ma anche tanti altri, hanno invece offeso tutto quello che rappresenta Madre Teresa per l’umanità intera. Proprio loro che, da anni, con il loro consapevole operato, hanno fatto l’opposto di quello che ha sempre fatto Madre Teresa durante tutta la sua vita. Proprio loro, i nuovi ricchi sfondati, che nell’arco di pochi anni da nullatenenti sono diventati  miliardari, hanno profanato, con le parole rivolte alla memoria di Madre Teresa, i suoi principi di vita, i suoi valori interni e il suo operato. Proprio loro, che hanno fatto della corruzione e della connivenza con la criminalità organizzata, la vera ragione e il vero obiettivo della loro vita, hanno cercato di trarre vantaggio da questa ricorrenza. E così facendo hanno rivelato, per l’ennesima volta, il loro vero volto. Quel volto che non possono mai nascondere le parole, la propaganda e neanche i miliardi. Rimanendo sempre quelli che in realtà sono: dei lillipuziani esseri abominevoli, in confronto alla grandezza e la santità di Madre Teresa.

Una tra le tante gravi conseguenze del loro operato è l’evidente drastica polarizzazione sociale in Albania. Da un lato ormai ci sono pochi ricchi sfondati, e cioè dei politici altolocati, alcuni oligarchi e certi criminali camuffati, tutti legati da alleanze e accordi occulti. Mentre dall’altro lato c’è la maggior parte della popolazione, sempre più povera e sofferente. La casta dei ricchi che decide in Albania, ha fatto e sta facendo di tutto, con una prescelta diabolica strategia, per impoverire il popolo e per distruggere dalle fondamenta il sistema dell’istruzione pubblica. Perché loro sanno che un popolo povero e incolto lo puoi condizionare e manipolare con più facilità quando serve. Il 5 settembre scorso sono stati anche questi altolocati politici farabutti che hanno mandato messaggi “di cuore” per ricordare l’opera di Madre Teresa! Una irritante e offensiva ipocrisia allo stato puro!

Quelli che governano e gestiscono attualmente la cosa pubblica in Albania sono i discendenti politici e biologici di coloro che hanno governato il paese durante la dittatura comunista. Sono i discendenti di coloro che hanno sempre negato a Madre Teresa un visto d’ingresso in Albania per permetterle di stare vicina alla madre e alla sorella, prima che esse chiudessero gli occhi. Sono stati proprio i predecessori politici e biologici degli attuali governanti e gestori dell’Albania che oscuravano e censuravano qualisasi notizia che riguardava Madre Teresa, compresa quella della consegna del Premio Nobel per la Pace (Patto Sociale n.233; 278). Mentre adesso i loro discendenti, quelli che governano e gestiscono tutto in Albania in maniera abusiva, corruttiva e illecita, rendono omaggio alla Santa Madre Teresa. In Albania c’è un detto popolare “Muoia, per poi volerti bene”, esprimendo così, con molta saggezza, l’ipocrisa di certi esseri umani.

Gli attuali governanti e gestori della cosa pubblica in Albania sono i veri ideatori e attuatori dello stridente e reale contrasto tra il lusso e l’immensa ricchezza, impropriamente e abusivamente generate e che loro possiedono ingiustamente, e la povertà e le sofferenza in cui vive la maggior parte degli albanesi. I casi pubblicamente denunciati e noti sono innumerevoli e aumentano di giorno in giorno.

Stando alle cose sacre, l’ultima denuncia pubblica a carico del primo ministro, è stata fatta la scorsa settimana da un noto e licenziato collezionista di icone. Parte della sua collezione l’aveva ereditata dal nonno e dal padre, noti collezionisti anch’essi. Erano circa tremilla, tra icone e altri oggetti di valore, e tutto ufficialmente registrato e catalogato. Icone che sono state esposte in diverse mostre e gallerie, sia in Albania che all’estero. Nell’ottobre 2013, neanche un mese dopo che l’attuale primo ministro avesse cominciato ufficialmente il suo mandato, il collezionista veniva arrestato e tutta la sua collezione veniva sequestrata.

Dopo aver fatto ingiustamente quattro anni di carcere, dopo aver perso la maggior parte della sua preziosissima collezione, dopo aver trovato la sua famiglia distrutta, il collezionista, in misere condizioni e aiutato da alcuni amici, adesso accusa pubblicamente il primo ministro. Lo accusa, nonostante sia stato aggredito fisicamente e abbia ripetutamente ricevuto minacce di morte. Lo ha accusato anche la scorsa settimana, con tanti documenti alla mano. Documenti che dimostrano palesemente la violazione di tutte le procedure e delle leggi in vigore nella Repubblica d’Albania, riferendosi sia all’arresto e alla condanna del collezionista che al sequestro della sua collezione. In più sono stati resi pubblici documenti che dimostrerebbero la “scomparsa” di centinaia di icone e di altri oggetti, parte della collezione. Il valore stimato delle icone “smarrite” ammonterebbe a circa 63 milioni di euro! Bisogna sottolineare che è pubblicamente nota la predilezione del primo ministro per le icone. Da sottolineare anche che di fronte a queste pesanti accuse pubbliche, ad oggi, c’è stato un totale silenzio da parte del primo ministro e/o da chi per lui. Proprio.nessuna risposta e/o altra reazione. Nonostante sia pubblicamente nota la smania del primo ministro di “cinguettare” per qualsiasi cosa. Nel frattempo il collezionista, non avendo trovato giustizia dal “sistema riformato” della giustizia albanese, controllato dal primo ministro, è riuscito a registrare il suo caso presso la Corte europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo. Che anche Madre Teresa preghi e lo aiuti per trovare finalmente la sua giustizia! Proprio lei che, come ha sottolineato Papa Francesco durante l’omelia per la sua canonizzazione, “…ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini, dinanzi ai crimini della povertà creata da loro stessi!”.

Chi scrive queste righe ripudia i “nuovi ricchi albanesi” che, con la loro irritante ipocrisia, cercano di “santificarsi” e di “santificare” tutte le loro malefatte e i loro crimini. Ma anche lui è convinto che per quei luridi e abominevoli farabutti non ci sarà mai posto nel Regno dei Cieli. Non lo permetterebbe neanche Madre Teresa.

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