Europa

La giornata del multilinguismo al Parlamento europeo

Ma perché si elimina l’italiano dal pacchetto promozionale della giornata?

Il 29 settembre il Parlamento europeo celebrerà la giornata del multilinguismo. In preparazione di questo avvenimento sono stati diffusi, via mail, molti inviti, ai quali è annesso un pacchetto promozionale per la celebrazione della giornata. Il multilinguismo è una preziosa realtà che consente ai 751 deputati di 28 Stati membri di parlare nella propria lingua e di essere capiti dai colleghi che si esprimono nelle altre 23 lingue dell’Unione europea. Sono infatti 24 le lingue ufficiali. Il che vuol dire che oltre agli interventi nelle 24  lingue degli oratori, anche i documenti ufficiali della seduta sono tradotti in tutte le 24 lingue ufficiali. La traduzione è diventato uno strumento assolutamente indispensabile per il funzionamento dell’istituzione che è eletta a suffragio universale dai cittadini dei 28 Stati membri (che si ridurranno a 27 quando il Regno Unito abbandonerà l’UE). Parlare la propria lingua significa anche esprimere la propria cultura, i valori che la sottendono, la storia di cui è stata l’espressione. Significa in altri termini rappresentare il modo di essere della popolazione e della nazione di cui si è rappresentanti e testimoniare le differenze che, come in questo caso delle comunità europee, uniscono anziché dividere. Ciò detto, viene spontaneo chiederci, con legittima curiosità, perché il pacchetto promozionale per la celebrazione della giornata del multilinguismo è presentato in sole 4 lingue e perché fra queste quattro non figura l’Italiano. Forse perché la lingua italiana è considerata meno importante di quella olandese? Quali sono le ragioni che hanno privilegiato la scelta dell’olandese rispetto all’italiano? Sono ragioni tecniche? Quali, di grazia? Sono ragioni funzionali? Rispetto a che cosa? Sono altre ragioni ancora? La nostra non è solo legittima curiosità. Vuole essere la verifica che in questa modestissima vicenda non c’entra la discriminazione. Non sarebbe la prima volta che l’Italia viene discriminata in scelte che apparentemente non sembrano importanti. Dalle lingue di lavoro è stata esclusa qualche anno fa, ad esempio. La discriminazione è importante in sé, per tutto il peso negativo che rappresenta. La vicenda odierna sembra paradossale, anche per il fatto che il presidente del Parlamento europeo in carica è un italiano. Presidente Tajani, ce la dà una spiegazione sulla scelta dell’olandese rispetto all’italiano? Gliene saremo grati.

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