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La tempesta perfetta

La tecnologia permette di proporre ed illustrare le previsioni meteorologiche sempre più articolate e particolareggiate. Questa infatti riesce a indicare il luogo come i tempi e i fattori che potranno scatenarsi su di un territorio ma è anche la risultante degli effetti moltiplicatori degli eventi atmosferici i quali creano la tempesta perfetta.

Da oltre un anno quindi, con un certo anticipo, si era perfettamente a conoscenza del fatto che la sospensione dalla valutazione dei fondamentali economici italiani legata al Quantitative Easing operato dalla BCE avrebbe avuto come termine temporale il 31 dicembre 2018. Gli ultimi due governi, Renzi – Gentiloni, hanno bellamente ignorato questo scenario prossimo futuro continuando a creare nuovo debito e nuova spesa pubblica a fronte di un rallentamento della crescita del PIL. Di fatto scaricando sul governo che sarebbe uscito dalla elezione del 4 marzo l’onere gestionale di un simile debito pubblico. Allo stesso modo il governo in carica, legittimamente eletto, ha ignorato arrivando addirittura a negarne l’importanza e gli effetti nel breve periodo, i fondamentali economici ereditati  dai governi precedenti ignorando le problematiche economiche o finanziarie e avviando una politica scellerata ed assolutamente irresponsabile, di fatto negando il valore del quantitative easing. Il ministro dell’economia Tria aveva assicurato i mercati finanziari sul fatto che il deficit programmato non avrebbe oltrepassato la soglia del 1,6%. Con la presentazione del Def invece il governo ha portato la soglia del deficit a 2,4% e così, in un battito d’ali, viene azzerata completamente ogni credibilità presso la componente finanziaria del ministro stesso e del governo: credibilità ormai impossibile da recuperare.

Sempre in questo breve arco di tempo questi nuovi sovranisti al comando di una barca già ampiamente alla deriva a causa dei governi precedenti hanno sempre negato le problematiche relative alla questione legata al possibile allora ed ora reale aumento dello spread come conseguenza della mancata fiducia non tanto o non solo per lo sforamento del deficit precedentemente indicato  ma quanto per la ridicola ed arbitraria individuazione del +1,6% del Pil come tasso di crescita.

Trovandosi ora in mezzo al mare in tempesta imputano questa impennata dello spread non tanto alla propria incompetenza (che emerge sovrana anche solo confrontandola con il percorso della Spagna con la quale l’Italia ha un differenziale di più 203 punti base di spread) ma alla cosiddetta “mancata garanzia della Bce”. Attribuendo così, con la semplice negazione della propria, la responsabilità ad un organo terzo come la BCE  la “scelta temporale” del quantitative easing, nota anche ai bimbi ma evidentemente non ai grandi economisti ai quali il governo in carica ha demandato ciecamente la propria strategia economica.

Si sorvola poi sulla contraddizione in termini della politica sovranista che chiede ad un istituto  come la Bce,  espressione della Ue, che si esponga per i propri propositi di fuoriuscita dalla Unione stessa. Una ulteriore conferma del livello culturale infimo di chi pretenda un simile comportamento dal presidente Draghi dopo averlo indicato tra i responsabili del declino del nostro Paese.

Infine l’ultimo agente atmosferico, anche questo ampiamente preventivato, legato al declassamento delle principali aziende di Rating, non ultima anche una cinese la quale, a differenza di quelle precedenti, offre anche un Outlook negativo. Ovviamente per giustificare tale declassamento si inneggia al complotto dimenticando come queste società (che hanno visto ridimensionata la propria credibilità non avendo nemmeno ipotizzato la crisi del 2008) risultano create con l’obiettivo istituzionale di fornire una ulteriore tutela per gli investimenti. Ovviamente in un mercato finanziario tale tutela si trasforma in un giudizio relativo alle politiche dilapidatore finalizzate all’accrescimento costante e continuo al debito pubblico che vede responsabili tutti i governi degli ultimi vent’anni.

In ultima analisi gli elementi atmosferico/economici ampiamente previsti e che permettevano di delineare ampiamente e con forte anticipo i tempi, come il perimetro e soprattutto gli effetti, della tempesta perfetta risultano chiari e conosciuti a tutti e soprattutto come avessero avuto l’intenzione  di trovare dei rimedi, o quantomeno delle azioni, che permettessero di alleviare gli effetti devastanti. .

L’effetto combinato di tutti questi elementi dimostra che l’attuale tempesta economico-finanziaria  che ha investito l’Italia come da previsioni manifesta la mesta conferma ancora una volta l’infimo livello culturale di chi dovrebbe avere il senso dello Stato e un senso di responsabilità soprattutto nei confronti di cittadini italiani.

Una tempesta risulta perfetta quando si manifesta esattamente nei termini che venivano indicati nelle molteplici  previsioni. Averle con la massima irresponsabilità ignorata e addirittura negata dimostra l’assoluta incompetenza, irresponsabilità ed inconsistenza culturale di chi ora in completa continuità con i governi precedenti sta guidando l’Italia.

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