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La manovra del governo Conte manda anche i vescovi fuori dalla grazia di Dio

Di fronte alla manovra del sedicente governo del cambiamento, anche la Chiesa italiana rinuncia a porgere l’altra guancia e a praticare il perdono. Alla Conferenza episcopale italiana non basta evidente la professione di fede in Padre Pio che il premier Giuseppe Conte ha fatto a favore di telecamere qualche mese fa e, tramite il suo presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha ammonito:  “Se si sbagliano i conti non c’è una banca di riserva che ci salverà. “I danni contribuiscono a far defluire i nostri capitali verso altri Paesi e colpiscono ancora una volta e soprattutto le famiglie, i piccoli risparmiatori e chi fa impresa”.

I vescovi non hanno risparmiato poi un monito sul tema migranti: «Stiamo attenti a non soffiare sul fuoco delle divisioni e delle paure collettive – ha sottolineato Bassetti – che trovano nel migrante il capro espiatorio e nella chiusura un’improbabile quanto ingiusta scorciatoia. La risposta a quanto stiamo vivendo – ha continuato il presidente della Cei – passa dalla promozione della dignità di ogni persona, dal rispetto delle leggi esistenti, da un indispensabile recupero degli spazi della solidarietà. Stiamo attenti, dicevo: se l’Italia rinnega la sua storia e soprattutto i suoi valori civili e democratici non c’è un’Italia di riserva».

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