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In attesa di Giustizia: i miserabili

Il titolo di questa rubrica è “in attesa di Giustizia”, attesa che a volte si rivela molto lunga, a volte del tutto vana, altre – invece – mostra inattesa efficienza e un volto, più che austero, truce come accade a Salerno dove si sta celebrando l’incidente probatorio in un procedimento “collettivo” per estorsione: vale a dire che, ancora nella fase delle indagini, si anticipa l’acquisizione di prove testimoniali davanti a un Giudice in contraddittorio tra difese e P.M.: le deposizioni saranno poi utilizzabili nel dibattimento vero e proprio, alleggerendone il carico di lavoro e assicurandosi che la prova non vada dispersa per una successiva irreperibilità o indisponibilità (magari per motivi di salute o simili) dei testi.

Il procedimento di cui parliamo è a carico di numerosi parcheggiatori abusivi che nel richiedere una mercede per il servizio prestato, proprio a causa della loro condizione che non la legittimava, avrebbero commesso il reato di estorsione punito con la reclusione fino a dieci anni.

Onore, dunque, alla Procura salernitana che, con un’operazione di polizia del luglio scorso, ha sgominato questa congrega di ignobili malfattori, risolvendo la piaga sociale del parcheggio abusivo e dando vita a un memorabile maxi processo di cui, inspiegabilmente, le cronache diverse da quelle locali nulla riferiscono.

Si sono ascoltati moltissimi testimoni, provenienti da ogni parte d’Italia, soggetti che si erano trovati a subire le intollerabili vessazioni dei parcheggiatori senza titolo: uno per l’altro hanno riferito di avere versato 50 centesimi, a volte un euro, visti più che altro come un gesto di carità e che le deposizioni precedenti non rispecchiavano per nulla il loro pensiero, avendo sottoscritto i verbali con la premura di chi vuole esaurire nel più breve tempo possibile un impiccio.

Il P.M. di udienza a sentir ciò ha lasciato in un primo momento intendere che avrebbe messo sotto processo i testimoni per aver detto il falso, salvo poi rendersi conto che sarebbe stato quanto meno molto originale un altro maxi processo contro decine di persone per falsa testimonianza in un siffatto contesto.

In qualche modo anche questa vicenda avrà un esito cercheremo di sapere quale: forse, però, la scelta migliore sarebbe stata, fin dall’inizio, chiedere l’archiviazione – come è possibile fare – per particolare tenuità del fatto: cioè a dire che il reato c’è ma talmente marginale da rendere il comportamento dell’autore irrilevante sotto il profilo penale.

Invece, no: si è pensato che fosse meglio mostrare i muscoli dell’implacabile potere punitivo dello Stato contro quei poveretti ridottisi a mendicare qualche centesimo facendo i parcheggiatori abusivi e che ricordano “I Miserabili” di Victor Hugo: persone cadute in miseria, ex forzati, prostitute, monelli di strada, studenti in povertà.

Un processo del genere allo Stato costa, e non poco, sia in termini economici che di impiego di risorse umane. Ai testimoni tempo sottratto al lavoro, alle famiglie, allo svago: ma è un dovere civico e un obbligo di legge andare a deporre…anche per una questione di centesimi.

Ai parcheggiatori abusivi tutto ciò comporta l’ansia e la pena anticipata di un processo che si poteva evitare, mentre alla comunità, ai cittadini di una regione ad alta densità criminale, francamente non viene offerto nessun sollievo.

E noi, da ultimi, ci interroghiamo se congratularci perché tutto ciò conferma che la legge è veramente uguale per tutti, perché la Giustizia di cui siamo in costante attesa infine è arrivata anche in questo caso o perché un fenomeno delinquenziale di questa portata è stato debellato e non affligge più il salernitano…ma anche no.

 

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