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Toghe & Teglie: il bordatino piccante

Laura Antonelli “La Granduchessa”

Buongiorno ai lettori de Il Patto Sociale che incontro e che mi conoscono per la prima volta: sono Laura Antonelli, avvocato penalista del Gruppo Toghe & Teglie, detta “La Granduchessa” anche se nella mia Toscana sono solo Presidente della Camera Penale di Pisa; esordisco con una ricetta che non è una mia specialità originale però trae spunto da una preparazione tipica – e risulta per nulla dietetica – del  Granducato, più esattamente livornese a dimostrazione che la rivalità con la mia città può essere superata a tavola: il bordatino, una minestra “storica” nata a bordo (donde il nome “bordatino”) dei velieri importatori di grano saraceno e, inizialmente, cucinata con brodo di pesce…ma potete usare tranquillamente quello di carne o verdura e farine diverse da quelle della ricetta più tradizionale: d’altro canto parliamo di un piatto realizzato con ingredienti di recupero.

Nella mia proposta, infatti, troverete qualche variante che la rende più “personale”; non ho indicato le quantità perché possono essere variabili, dipendono da gusti e numero dei commensali e – comunque – gli chef “casalinghi” vanno più che altro a occhio.

Procuratevi della pancetta, tagliatela a tocchetti e fatela soffriggere in olio (non molto perché la pancetta rilascia già il suo grasso in cottura) con spicchi d’aglio ancora incamiciati: meglio se il tutto viene realizzato in una pentola di coccio.

Togliete l’aglio imbiondito e aggiungete del cavolo nero – precedentemente scottato e tritato con la mezzaluna (non usate utensili che scaldano, per carità!) e fate soffriggere anche le foglie triturate; nel frattempo avrete fatto bollire dei fagioli rossi (ma anche i cannellini vanno bene)  conservandone il  brodo di cottura dei fagioli che frullerete, un pugnetto scarso di fagioli per ogni commensale.

Praticamente, quindi si allunga il soffritto iniziale – in cui potreste avere impiegato anche prezzemolo, carota, sedano e cipolla e non solo aglio –  con un brodo molto liquido.

Dopo un’oretta di cottura a bollore minimo,  aggiungete della farina gialla a pioggia evitando di far formare subito dei grumi e portatela a cottura a sua volta   girandola con la frusta e tanto, tanto olio di gomito.

Appena cotta anche la farina il piatto è pronto!

Per rendere il piatto più  fotogenico prima di pubblicarlo sulla pagina del Gruppo T&T  ho aggiunto una spolverata di peperoncino e un rametto di rosmarino. Direi che il peperoncino ci sta benissimo (a noi toscani non dispiace per nulla…), soprattutto se il piccante è gradito mentre  il rosmarino non dice molto e quindi l’ho tolto dopo lo scatto: ma la sua figura l’ha fatta!

Buon appetito e, a presto!

 

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