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Sono “genocidio” i crimini commessi dagli islamici contro i cristiani e gli Yazidi in Iraq e Siria

Lo afferma una legge di Trump. il governo Usa deve prestar loro assistenza

Quando i fatti sono accaduti la stampa internazionale vi ha prestato poca attenzione. Le violenze sono state atroci contro le persone, donne e ragazze in particolare, e contro i luoghi di culto e le case dei cristiani e degli yazidi. Volevano far scomparire la memoria di una presenza in quei luoghi che durava da secoli. I loro capi, vescovi e pastori, non furono ascoltati. Le loro denunce e le richieste d’aiuto furono come le grida nel deserto ricordate nel vangelo. Il mondo non prestava attenzione a quanto accadeva. E’ una storia che si è ripetuta tante volte. Non si ascoltano mai le suppliche di chi sta per essere cancellato dalla storia. Successe con gli armeni ad opera dei turchi. Successe con diverse nazionalità con Stalin e la rivoluzione sovietica. Il nazionalsocialismo liquidò sei milioni di ebrei in pochissimo tempo, nel silenzio generale. La tragedia si ripeté con Mao, con la rivoluzione cinese chiamata culturale perché liquidò milioni di intellettuali. Accadde anche in Cambogia con Pol Pot che trasferì con la violenza gli abitanti delle città nelle campagne facendo due milioni di vittime. Quando queste tragedie criminali iniziano i governi e le forze politiche di un certo orientamento minimizzano e non diffondono le notizie che le riguardano. Per di più, i cristiani e gli yazidi erano minoranze religiose in Iraq. Potevano tranquillamente sparire senza creare troppi problemi ai perseguitori. L’Onu poi, in cui la presenza islamica è maggioritaria, non si dette mai pena per questi perseguitati. Le reazioni si ebbero da organizzazioni private, senza peso alcuno nello svolgersi degli avvenimenti, se non per denunciare e rendere testimonianza. L’ironia della sorte volle che un presidente degli Stati Uniti, dopo anni di silenzio da parte di un suo predecessore, prendesse l’iniziativa e dichiarasse al mondo, attraverso una specifica legge, che le persecuzione dei cristiani e degli Yazidi in Iraq e in Siria è stata un “genocidio”. La legge impegna il governo a prestare assistenza alle vittime delle violenze e a perseguirne i responsabili e gli esecutori. In concreto, autorizza il Dipartimento di Stato Usa a svolgere indagini penali, arrestare presunti membri di gruppi Jihadisti, prevenire atti di violenza nei confronti delle minoranze religiose. La legge, inoltre, consente di aumentare la copertura finanziaria per progetti umanitari, di stabilizzazione e di ricostruzione, a favore delle minoranze religiose, direttamente dal governo federale e tramite organizzazioni, anche religiose. Questo modo nuovo di erogare aiuti finanziari direttamente a organismi religiosi, modifica la politica seguita fino ad ora dal Dipartimento di Stato e dall’Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale, che si sono sempre serviti di canale ritenuti “neutrali” come le Nazioni Unite. Già un anno fa il vicepresidente Mike Pence aveva annunciato che gli Usa non si sarebbero più affidati solo alle Nazioni Unite per aiutare i cristiani perseguitati e le minoranze, ma che “le agenzie federali USA avrebbero lavorato fianco a fianco con gruppi di fede e organizzazioni private per aiutare coloro che sono perseguitati per la loro fede”. La dichiarazione è stata fatta in occasione della cena di solidarietà annuale per i cristiani in Medio Oriente promossa a Washington dall’organizzazione Usa in difesa dei cristiani. La Commissione Usa sulla libertà religiosa internazionale (USCIRF), un organismo federale indipendente e bipartisan istituito dal Congresso, ha elogiato il Presidente Trump per aver firmato il disegno di legge: “in questo disegno di legge riconosciamo anche il messaggio che i responsabili di questi crimini, compreso il genocidio, non sfuggiranno alla giustizia”, ​​ha detto il vicepresidente della USCIRF Kristina Arriaga.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana del 13/12/2018

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