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L’Arpae rileva aria pesante a Piacenza ma non risponde ai cittadini, il ministro Costa sollecitato a prendere posizione sul bitumificio

I piacentini lamentano un’aria sempre più mefitica nella loro città, vedendo nel rinnovo del parco pullman circolante la prima misura per ridurre la cappa di smog (che rende arduo optare per la mobilità sostenibile rappresentata dalla bicicletta), ma intanto quella stessa Arpae (Agenzia regionale di protezione dell’ambiente dell’Emilia), le cui centraline rilevano la presenza di agenti inquinanti nell’aria sopra i livelli di guardia, evita di rispondere alle obiezioni che ormai da aprile i cittadini di Gossolengo, alle porte del capoluogo, le pongono in merito all’impatto ambientale che avrà la costruzione di un bitumificio nel parco del Trebbia. L’inerzia dell’ente è stata di recente sottoposta dall’on. Cristiana Muscardini al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, i piacentini osservano intanto – sia a livello di uomo delle strada sia a livello di organizzazioni rappresentative (Legambiente, Associazione internazionale dei medici per l’ambiente) che il peggioramento della qualità dell’aria è frutto di quei flussi di traffico che sono destinati a crescere laddove si realizzino ulteriori impianti produttivi (nel piacentino ci sono progetti di insediamenti logistici, oltre al bitumificio già in via di realizzazione). L’idea del blocco del traffico, la più scontata delle proposte che emerge in questi casi, rischia di essere solo un pannicello caldo, ma probabilmente un vero e proprio non-sense, laddove impianti come il bitumificio – come rileva il comitato che ha sollecitato l’Arpae a fare le opportune verifiche sull’impatto di quell’insediamento – non possono che generare un maggior traffico di veicoli pesanti da/per il bitumificio stesso.

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