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Achtung Binational Babies: i bambini non sono tutti uguali

Riceviamo e pubblichiamo lo scritto della D.ssa Marinella Colombo[1] che da oltre 10 anni si batte per il diritto dei bambini alla bigenitorialità e affinché lo Stato Italiano inizi davvero a difendere i propri figli, soprattutto contro gli abusi del sistema familiare tedesco controllato dallo Jugendamt.

“All’inizio di maggio del 2009, i miei bambini sono stati prelevati con la forza dalla scuola elementare (https://www.youtube.com/watch?v=l7IXfmQRtoE&t=70s ) che, con accordo scritto del padre tedesco (accordo firmato davanti al vice questore di Milano), stavano frequentando. A mia insaputa, avevano tutti cambiato idea, i miei figli dovevano tornare in Germania. Per ottenerlo, la pressione tedesca su politici e magistrati italiani è stata inaudita. L’ubbidienza totale. L’ufficio dell’allora ministro Franco Frattini rispose alla mia richiesta di giustizia con il commento: “abbiamo troppi interessi commerciali con la Germania, se vogliono questi due ragazzini, diamoglieli”. Da allora la persecuzione alla mia persona, provatamente finalizzata ad ottenere il mio silenzio, non è ancora terminata. Dopo la prigione, la confisca dei miei risparmi, il sequestro di quelli di mia mamma e la condanna a pagare quasi 100.000 euro di risarcimento alla parte tedesca che, forte del sostegno totale del SUO sistema, mi ha impedito di mantenere una relazione con i miei figli, ricevo pochi giorni fa la comunicazione dell’agenzia delle entrate che vi invio. Sto ancora pagando il risarcimento a chi non ha rispettato gli accordi, ma evidentemente non basta: l’agenzia delle entrate mi chiede di pagare la mensa di figli che sono stati impacchettati e spediti in Germania, perché non ho dato la disdetta con il dovuto preavviso!

Qualcuno potrà chiedersi perché ho aspettato tanti anni, facendo salire gli interessi e i costi reclamati fino a 700,- euro. Non è così. Quando ho ricevuto la prima comunicazione (2013-2014) mi sono rivolta al Comune di Milano, all’origine della richiesta. Mi ha ricevuto il sig. Basilio Rizzo, al tempo Presidente del Consiglio Comunale (Giunta Pisapia), assicurandomi che il problema sarebbe stato risolto poiché si trattava di un’ingiustizia. Lo richiamai due o tre volte per esserne certa, poi in effetti non ricevetti più nulla. Fino alla settimana scorsa. Vi scrivo perché sono certa di non essere l’unica a subire tali soprusi, perché i bambini italiani trattenuti in Germania sono migliaia e perché è ora che, quando si affronta il tema dei bambini, ci si ricordi che i bambini sono tutti uguali, che possono avere diversi colori di pelle e di capelli, provenire da famiglie agiate o modeste, ma hanno tutti il diritto a non subire traumi e a vivere un’infanzia serena. Anche i bambini italiani.

Vorrei chiedere a quei politici, scrittori e cantanti che sono scesi in piazza affinché i bambini stranieri potessero usufruire della mensa scolastica anche in mancanza della presentazione completa per l’esenzione, perché non una parola per il problema che da anni rappresento in tutte le sedi, quello dei bambini italiani mandati o trattenuti all’estero?  Perché vengono idolatrati i sindaci che dichiarano di non voler rispettare una Legge dello Stato e invece una madre che ha aperto il vaso di Pandora delle relazioni italo-tedesche viene trattata per questo come una criminale?

Vorrei che qualcuno mi spiegasse per quale motivo i bambini e i genitori italiani hanno meno diritti degli altri; vorrei sapere perché si infrange la legge pur di trasformare in criminale ogni genitore con i figli all’estero e che tenta di battersi, forzatamente da solo, per riportare a casa il suo tesoro più grande.

Come hanno agito i governi passati, lo sappiamo. Al governo attuale chiedo si metta fine all’autorazzismo e al complesso di inferiorità nei confronti degli altri Stati e della Germania in particolare; chiedo si concluda questa persecuzione pseudo legale contro di me, contro chi ha aperto questo vaso di Pandora: guardateci in quel vaso, troverete un disgustoso commercio di bambini finalizzato a convenienze politiche.

Sono mesi che chiedo di mostrarvi le evidenze e sottoporvi le soluzioni elaborate insieme ad un gruppo di esperti, ma c’è sempre qualche tema più urgente. Ma i bambini crescono in fretta e in un attimo sono uomini e donne traumatizzati. Per favore non attendiamo oltre.

I bambini sono tutti uguali. Anche quelli italiani!

Vi ringrazio per l’attenzione.

Dott.ssa Marinella Colombo

[1] Membro della European Press Federation, Responsabile nazionale dello Sportello Jugendamt, Associazione C.S.IN. Onlus, Membro dell’Associazione Enfants Otages, Membro dell’Associazione Federiconelcuore Onlus, Membro dell’Associazione Crisalide Onlus.

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