Costume e Società

Attenti alle truffe che possono celarsi dietro l’acquisto di un cane

Una recente sentenza della corte d’appello di Bologna  ha confermato  la sentenza del tribunale di primo grado  che aveva accertato la responsabilità dell’allevatore il quale aveva venduto un cane senza comunicare ai proprietari che lo stesso aveva genitori affetti da displasia all’anca. Nella sentenza si sottolinea  che quando il venditore tace in malafede i vizi  sanitari, certi o probabili, è sempre contestabile. L’acquirente di un cane d’allevamento è maggiormente tutelato se, al momento dell’acquisto, entra immediatamente in possesso del pedigree nel quale deve essere evidenziato se i genitori hanno sofferto di problematiche, tipo appunto la displasia all’anca, malattia purtroppo abbastanza diffusa in alcune razze come quella del pastore tedesco.

La displasia all’anca è responsabile circa al 50% cento per trasmissione ereditaria ma la patologia può anche insorgere per cause esterne, questa la tesi difensiva del venditore che però si era ben guardato, prima e durante la vendita del cucciolo, di fare presente agli acquirenti le patologie dei genitori. Vale purtroppo ricordare come alcuni allevatori, interessati solo al guadagno, non abbiano remore a far fare cucciolate ad animali che non dovrebbero accoppiarsi per non trasmettere malattie ai propri cuccioli. La displasia all’anca comporta cure molto onerose ed in alcuni casi la patologia non trova soluzioni e i cani rischiano  di essere abbattuti, abbandonati o di vivere con cure amorose ma muovendosi con il carrello perché non in grado di muovere le gambe posteriori.

Come hanno sottolineato i giudici nella sentenza di condanna dell’allevatore “la displasia una volta diagnosticata non può che comportare la necessità di una costante attenzione veterinaria” e perciò  il proprietario va incontro a spese per farmaci, interventi chirurgici etc,  per rallentare e contenere la progressione della malattia e certamente non può fare con il proprio cane  le attività che aveva preventivato al momento dell’acquisto.

In sostanza la corte ha stabilito che l’allevatore che vende un cucciolo affetto da malattia ereditaria deve essere condannato a pagare all’acquirente una somma che comprende la riduzione del prezzo ed il rimborso delle spese veterinarie specialistiche quando vi è stata la mancata consegna del pedigree al momento dell’acquisto e la mancata menzione del rischio di patologie per ereditarietà. La sentenza fa luce su un problema del quale si parla da tempo, e cioè la responsabilità dell’allevatore, tenuto conto che purtroppo vi sono allevamenti nei quali l’obiettivo guadagni fa dimenticare la correttezza professionale ed il benessere dei cani.

A tutti coloro che desiderano convivere con un cane è bene ricordare alcune cose: 1) informatevi sulle caratteristiche della razza che avete scelto, le caratteristiche sono diverse, pensate a dove vivrà il cane, al vostro spazio ed al tempo che gli potrete dedicare, un cane da lavoro soffre se non lavora, un cane da compagnia può anche gradire di stare più tempo sul divano, 2) un cane è un compagno per la vita non un passatempo, per questo non può essere lasciato sempre solo o addirittura abbandonato perché troppo impegnativo, 3) vi sono animali meravigliosi nei canili e nei rifugi, se non avete un problema particolare, che vi induce a cercare una determinata razza, cercate il vostro compagno a 4 zampe tra quelli, e molti sono cuccioli, che cercano casa, 4) se volete acquistare un cane attenti ai cuccioli che arrivano dall’est, sono stati sottratti alla madre troppo presto e spesso sono ammalati e denunciate le situazioni anomale delle quali venite a conoscenza, se vi rivolgete ad un allevamento verificate prima la sua affidabilità e richiedete subito il pedigree, se prendete un cucciolo nato in casa di persone conosciute cercate di vedere e di socializzare un minimo con i genitori del cucciolo, vi sarà utile per capire meglio il vostro nuovo amico ed aiutarlo a crescere sereno.

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