Costume e Società

In allarmante aumento gli avvelenamenti di animali domestici

Dopo la  morte per avvelenamento di Pimpi, il cane della scrittrice Susanna Tamaro, si riapre, finalmente, l’attenzione sulle migliaia di vittime che le polpette avvelenate mietono ogni anno in Italia, una vera e propria strage di cani, gatti, volpi, lupi e rapaci in via di estinzione. Solo in Piemonte ogni due giorni viene denunciato un sospetto avvelenamento e più di 150 esche sono reperite e consegnate per le analisi. Le tavolette topicide scatenano immediate emorragie, la metaldeide usata per contrastare le lumachine delle piante crea in pochi minuti sintomi neurologici mortali. Letale anche il liquido antigelo e vecchi anestetici e pesticidi oggi ufficialmente fuori commercio. Gli sciagurati delinquenti che confezionano e diffondono le polpette avvelenate molte volte arrivano a un punto di crudeltà tale da infilare nella carne avvelenata vetro e viti.

La mancanza di leggi adeguate rimane un problema che il governo dovrebbe risolvere ma in attesa cominciamo ad essere più vigilanti noi e denunciamo subito chi ha verso gli animali atteggiamenti sospetti o se vediamo nel terreno esche o sostanze poco chiare raccogliamo e consegniamo le alle forze dell’ordine o ai vigili perché siano fatti tutti gli accertamenti e si bonifichi il terreno intorno.

Secondo i dati emersi da un convegno in Abruzzo, «Avvelenamenti: facciamo il punto», promosso dai veterinari dell’associazione ANMVI, gli avvelenamenti di animali domestici, cani anzitutto, sono in preoccupante aumento: crescono sia quelli accidentali che quelli a carattere doloso.

All’origine di questo trend vi è la facilità con cui, anche online, è possibile procurarsi sostanze velenose, sopratutto contro i roditori, le cui formulazioni risultano appetibili anche ai cani e il cui confezionamento permette una dispersione incontrollata nell’ambiente. In assenza di norme che puniscano l’avvelenamento volontario di animali, si registra inoltre una vera e propria diffusione di autentici serial killer che diffondono volontariamente bocconi avvelenati, anche nei giardini delle case private, anche in città e non solo in boschi e aree extra-urbane dove tali bocconi sono impiegati per evitare la proliferazione di animali selvatici (come gli ungulati) che possono rappresentare una minaccia per coltivazioni e allevamenti.

La prevenzione e la tutela di cani e animali domestici resta affidata alla linee guida del Ministero della Salute e passa soprattutto per una opportuna, anche se difficoltosa, educazione del proprio animale domestico a non mangiare qualsiasi cibo reperisca, educazione che può essere fornita tramite appositi corsi in centri adeguati in quanto istintivamente un cane, lasciato libero, tende a procacciarsi il cibo e a non avere dubbi sul da farsi quando lo trova.

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