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Rolls Royce: chi inneggia al consumo di droga è complice della criminalità

E’ comprensibile che in un periodo, che si protrae da molto tempo, di incertezza, problemi e cattive notizie, molti abbiano voglia di qualcosa di leggero come il Festival di San Remo. Purtroppo però, ancora una volta, le aspettative sono state tradite da polemiche politiche che nulla c’entrano con le canzoni, belle o brutte che siano. Polemiche politiche che dimostrano anche la pochezza di politici e stampa che hanno nuovamente perso l’occasione di stare zitti. Speriamo che i cantanti, quelli che sanno cantare, continuino a fare il loro lavoro, dal primo all’ultimo anche se Ultimo avrebbe  voluto essere primo! Qualcuno avrebbe desiderato maggior riconoscimento, il che è legittimo ma è altrettanto legittima la vittoria di chi ha vinto. Quello che invece non è legittimo, e ci preoccupa molto, è che sia stata portata a San Remo una canzone che è un vero inno alla droga ed alla devianza e ancor di più che questa canzone, ed il suo interprete, siano stati accolti in diverse trasmissioni, non solo di intrattenimento. Coloro che non si sono resi conto della gravità delle situazione tossicodipendenza, del continuo aumento del consumo, dell’abbassamento dell’età dei consumatori, ormai l’età a rischio parte dai 10-11anni, della disperazione di una società incapace di impedire il vero e proprio suicidio di decine di migliaia di ragazzi, non credo debbano continuare ad essere maestri di pensiero nella televisione pubblica pagata dai cittadini, e cioè anche da tutte quelle madri e quei padri che passano le notti a cercare i figli drogati nei giardinetti dei quartieri di ogni città italiana.

E’ molto grave che una canzone che prende come esempio di vita personaggi che hanno abusato di sostanze stupefacenti che li hanno portati alla morte, anche per suicidio, sia stata  presentata a San Remo e che il cantante abbia avuto addirittura il plauso di noti presentatori televisivi. Infatti il danno è stato  ulteriormente aumentato dalla diffusione di Rolls Royce in varie trasmissioni.

Se siamo  contrari alla censura e favorevoli alla libertà di espressione dobbiamo anche definire cosa è lecito e cosa non è lecito! Istigare al consumo di droga, quella droga che da un lato uccide e dall’altro fa guadagnare fortune immense alla criminalità organizzata, non può essere consentito a nessuno. Vorremmo sentire cosa hanno da dire tanti autorevoli politici, dirigenti Rai, giornalisti e scrittori su quanto avvenuto e come si intenda affrontare nel prossimo futuro il problema. Ci auguriamo che Saviano ed altri non rimangano silenziosi perché su certi fatti il silenzio è complicità allo spaccio e perciò alla criminalità.

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