Europa

Arrivano le nuove norme dell’UE che ridurranno le lungaggini burocratiche per i cittadini che vivono o lavorano in un altro Stato membro

Da sabato 16 febbraio cominceranno ad essere applicate, in tutti gli Stati membri, nuove norme dell’UE che ridurranno costi e formalità burocratiche per i cittadini che vivono al di fuori del loro paese d’origine.

Attualmente i cittadini che si spostano o vivono in un altro paese dell’UE – circa 17 milioni – devono chiedere l’apposizione di un timbro per dimostrare l’autenticità dei propri documenti pubblici (ad esempio, un certificato di nascita, di matrimonio o di morte).

A norma del nuovo regolamento, quando si presenteranno documenti pubblici rilasciati in uno Stato membro dell’UE alle autorità di un altro Stato membro, non sarà più necessario alcun timbro di autenticazione e, di conseguenza, verranno meno anche le relative procedure burocratiche. In base alle nuove norme, inoltre, i cittadini non saranno più tenuti a fornire in molti casi una traduzione giurata/ufficiale del loro documento pubblico. Il regolamento prevede al tempo stesso solide garanzie per prevenire le frodi.

Le nuove norme elimineranno una serie di procedure burocratiche:

i documenti pubblici (certificati di nascita, di matrimonio, del casellario giudiziale, ecc.) rilasciati in un paese dell’UE dovranno essere accettati come autentici dalle autorità di un altro Stato membro senza che sia necessario apporvi alcun timbro di autenticazione;

il regolamento elimina anche l’obbligo per i cittadini di fornire in tutti i casi una copia autenticata e una traduzione asseverata dei documenti pubblici che li riguardano. Si potrà richiedere un modulo standard multilingue, disponibile in tutte le lingue dell’UE, da presentare come ausilio alla traduzione allegato al documento pubblico per evitare l’obbligo di traduzione;

il regolamento prevede tutele contro le frodi: in caso di dubbi fondati sull’autenticità di un documento pubblico, l’autorità ricevente potrà verificarla con l’autorità di emissione dell’altro paese dell’UE attraverso una piattaforma informatica già operativa: il sistema di informazione del mercato interno (IMI).

Il regolamento riguarda soltanto l’autenticità dei documenti pubblici; per il riconoscimento del contenuto e degli effetti dei documenti pubblici rilasciati in un altro paese dell’Unione gli Stati membri continueranno infatti ad applicare le norme nazionali

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