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In attesa delle elezioni europee nessuna proposta concreta per l’Europa

I quotidiani sono strapieni, da giorni, dei dissidi tra Salvini e Di Maio, come era prevedibile i toni sono sempre più alti in attesa del test elettorale delle Europee e, com’era altrettanto prevedibile, e non solo da parte loro, nessuna vera, attuabile, proposta per l’Europa. Il tentativo di Macron, settimane fa, attraverso una lettera aperta, rivolta ai cittadini europei, per aprire un confronto anche con gli altri esponenti di governo e di partito dei paesi europei è caduto nel solito silenzio. Di Europa si parla solo per dire che va cambiata ma come cambiarla, e che strumenti ci sono per poterla cambiare, è argomento non in agenda né per il governo né per le opposizioni. In lista  per le elezioni nomi che dovrebbero attirare voti e preferenze, anche se poi in Europa i maggiorenti non andranno, infatti non si può essere contemporaneamente parlamentari europei e nazionali. Ancora  una volta presi in giro gli elettori: per le elezioni nazionali i deputati da eleggere li scelgono i partiti e per le Europee, dove  le preferenze per fortuna ci sono ancora, i partiti presentano, ai posti più in vista, deputati nazionali che, anche se eletti al PE, rimarranno in Italia cedendo il loro posto alle seconde scelte.

Il 25 aprile si è festeggiata la democrazia ma con il sistema partitico attuale, con la corruzione non solo economica ma morale e sociale che ammorba la vita di ciascuno di noi più che festeggiare dovremmo avere il coraggio di rifondare la nostra Repubblica che si avvia a non essere più uno stato di diritto ma di menzogne. Rifondare la Repubblica in nome della liberazione da un sistema che ogni giorno erode la giustizia e la democrazia: dalle promesse insulse di rappresentati di governo e di partiti, che non sanno quello che dicono, a sentenze della magistratura che lasciano liberi delinquenti o li condannano a pene irrisorie. E mentre troppo si dilettano nelle loro piccole controversie nessun progetto per un’Europa che diventi capace di difendersi dal terrorismo o che decida di intervenire, anche in termini di rapporti economici, verso paesi che calpestano ogni più elementare diritto umano e hanno fatto e fanno sponda all’islamismo più violento.

Abbiamo visto il terrorista che accarezza una bambina e poi si fa saltare facendo strage di altri bambini, abbiamo letto dell’esecuzione di massa, per decapitazione, di 37 sauditi, uno addirittura crocifisso, sappiamo che in Italia vi sono più decine di migliaia di  irregolari e clandestini e che molti paesi dell’Unione si sono rifiutati, e rifiutano, di farsi carico anche di un solo migrante mentre la guerra in Libia crea nuove masse di disperati in fuga ma l’attenzione delle forze politiche è concentrata solo sul numero di voti che tenteranno di prendere e parlano di tutto meno che di quello che serve.

La Costituzione italiana afferma che tutti i cittadini debbono essere fedeli alla Repubblica, è fedeltà alla Repubblica portare l’Italia sempre più verso l’estremismo, l’intolleranza, l’incapacità di progettare.

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