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Senza rispetto della natura non c’è vita

Dice un detto arabo “tutto è scritto”, noi crediamo nel libero arbitrio che dovrebbe guidare la vita e la scelta degli esseri umani ma crediamo anche che interpretare i messaggi che ci possono arrivare dalle coincidenze e circostanze sia importante per la sopravvivenza individuale e collettiva. Interpretare i segni della natura, del destino, un’arte che gli antichi conoscevano e che le nostre generazioni hanno per troppo tempo deciso di ignorare.

Ogni giorno nuove calamità naturali distruggono, o mettono in seria difficoltà, aree e luoghi diversi del pianeta mentre è sempre più insistente l’allarme di numerosi scienziati che denunciano come l’emergenza climatica sia ormai una priorità. Molti giovani, da diverse e tra loro lontane nazioni, chiedono che la politica, la società, l’industria, prendano atto della necessità di cambiamenti che, senza pesare in modo ingiusto sui singoli, rivedano il nostro modo di vita prima che sia troppi tardi. L’inquinamento dell’aria, il consumo del suolo, l’incuria dei territori, le continue sperimentazioni di armi  nucleari e di nuove navicelle spaziali come l’abbattimento di immense foreste, le piattaforme petrolifere sul mare o l’uso indiscriminato di materie plastiche non degradabili sono tra le tante cause che stanno portando la terra sull’orlo del baratro.

L’uomo nelle sua superbia crede di poter piegare la natura che, invece, risponde a regole superiori, violarle significa la decadenza, la fine della nostra specie e la natura, con le sue leggi ed i suoi tempi, cerca di mandare segnali. Uno di questi segnali è arrivato negli ultimi giorni di aprile proprio mentre, una volta di più, alcuni sconsiderati riproponevano l’abbattimento di quei lupi che, salvati da pochi anni dall’estinzione, sono l’unico regolatore, tramite la catena alimentare, di altre specie, in special modo degli ungulati. I segni del destino, i messaggi che devono essere recepiti, quei messaggi al di fuori dalla tecnologia che ormai contraddistingue, anche nei rapporti interpersonali, la nostra vita. Messaggi della natura che dobbiamo ricominciare ad ascoltare e a comprendere. Il 23aprile, con stupore di tutti, nel naviglio grande di Milano un giovane lupo lotta allo stremo delle proprie forze per non morire, i vigili del fuoco riescono a salvarlo. Nello stesso giorno nel canale di una centrale idroelettrica a Lonato, Brescia, una giovane lupa disperatamente cerca di non morire annegata e i vigili del fuoco riescono a salvala. Lo stesso giorno, per la prima volta in Lombardia, due  lupi, un maschio ed una femmina, sono salvati dall’acqua dai vigili del fuoco. Entrambi, Diana ed Ambrogio, come sono stati chiamati, oggi sono al centro Just  Freedom di  Monte Adone (Bologna) nello stesso box, entrambi con  problemi cardio renali, entrambi rassicurati dalla presenza l’uno dell’altro. La vita può continuare e dare nuova vita, basta ascoltare, capire, soccorrere, lottare. Diana ed Ambrogio, vivi ed insieme dopo tante paure e pericoli, potrebbero essere un messaggio anche per noi, se i messaggi siamo ancora in grado di ascoltarli, la natura, la vita ogni giorno presenta sfide, difficoltà, problemi, ma senza rispetto della natura non c’è vita, non c’è futuro, nessuna tecnologia potrà sostituire il verde di un albero che purifica l’aria, l’ululato di un lupo che, chiamando il resto del branco, ci ricorda che la vita sociale si basa sulla capacità di cooperare e di rispettare le regole. Un grazie ai vigili del fuoco il cui impegno è salvare, uomini, lupi, gatti, salvare la vita e finché c’è vita c’è speranza.

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