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Attenti a chi dice attenti al lupo

Mentre le contraddizioni nel governo ogni giorno continuano ed aumentano, oggi diventano anche più evidenti contraddizioni all’interno degli stessi dicasteri. Infatti pochi giorni fa dal Viminale è arrivata una circolare in merito alla diffusione di lupi e alla tutela della pubblica incolumità, inviata ai commissari di governo di Trento e Bolzano e al presidente della regione Val d’Aosta, che indicava interventi preventivi per il contenimento dei lupi. Subito dopo il ministro Salvini interveniva sull’argomento specificando che i lupi non dovevano essere uccisi, se non in casi estremi, ma contenuti ed eventualmente catturati. Parere ovviamente diverso da parte del ministro dell’Ambiente e giusta levata di scudi da parte di ambientalisti e animalisti.

La circolare del Viminale, emanata in prossimità delle elezioni ed indirizzata proprio a quelle aree i cui presidenti o commissari avevano già in passato chiesto deroghe alle direttiva habitat che identifica il lupo come specie protetta, ha palesemente un carattere di tipo elettorale. Fa in ogni caso molta specie che coi problemi che affliggono il nostro Paese (compresi quelli di agricoltori e allevatori che non reggono più alla diminuzione di molti prezzi, dal latte al pomodoro, e che subiscono vere devastazioni per la presenza ormai senza controllo di ungulati, in special modo cinghiali), il problema sia diventato, da alcuni mesi, solo il lupo. Gli psicanalisti ci vedranno sicuramente un risvolto freudiano, ma quello che a noi interessa, una volta di più, ricordare, affinché i cittadini non siano tratti in inganno da articoli di giornale o circolari ministeriali, è che il lupo non è un pericolo per l’uomo, che se un lupo incontra un essere umano si nasconde e scappa, che il lupo è l’unico deterrente per le centinaia di migliaia di ungulati e che se il lupo si avvicina un po’ di più a zone abitate è perché vi è la pessima abitudine di lasciare derrate alimentari di scarto nei pressi delle abitazioni o nelle discariche. Certamente il lupo può anche essere un problema per greggi o animali non custoditi ma è altrettanto noto che la presenza di cani da pastore e la messa in essere di recinzioni elettrificate, che peraltro si usano anche per i cinghiali, copre gli animali da allevamento da qualunque pericolo. Vale inoltre ricordare che le Regioni provvedono anche ad eventuali risarcimenti purché sia dimostrato che l’animale da allevamento è stato ucciso dal lupo e non è morto per altri motivi.

Se, come abbiamo detto e ripetiamo, il lupo, al di là delle circolari ministeriali, non può essere ucciso, nonostante i continui abbattimenti fatti dai bracconieri, è anche un non senso, come dice Luigi Casanova, vicepresidente di Cipra Italia, parlare di cattura. Ricorda Casanova, esperto custode forestale, che la cattura del capoguida del branco porterebbe solo a disgregare il branco, creando animali senza guida, o a far sì che da uno nascano più piccoli branchi.

In ogni caso, per essere chiari col Viminale, il ministero dell’Ambiente ha elaborato il nuovo ‘Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia’ che è al dibattito della Conferenza Stato-Regioni. Nel piano non sono previsti, fortunatamente, quegli abbattimenti controllati che invece erano apparsi nel piano del 2017. Il nuovo piano lupo rafforza l’impegno del ministero per monitorare l’animale anche attraverso il supporto tecnico di Ispra. Il lupo rappresenta una parte importante per la conservazione di biodiversità ed ecosistemi. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha sottolineato come in molti casi si denunci la presenza di lupi ma si tratti in effetti di ibridi o di cani vaganti.

Siamo d’accordo con Legambiente nel condividere le iniziative del ministero dell’Ambiente pur rimarcando la necessità che il provvedimento arrivi celermente all’approvazione e che poi il ministero controlli che le Regioni ratifichino il provvedimento e attuino i suoi vari punti. Anche il Wwf vede nel programma di combattere il bracconaggio, sostenere le azioni di prevenzione dei danni e nel rispetto dell’ecosistema, che nel piano è ben presente, un grande passo avanti.

Intanto procede sull’Appenino tosco-emiliano il progetto Life Wolfnet e il centro di Montadone è diventato una pietra miliare sia per salvare lupi feriti da bracconieri o automobilisti sia per monitorare i loro comportamenti.

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