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La Cina affronta la crescita più lenta in una generazione

Il secondo trimestre del 2019 ha visto il tasso di crescita della Cina più lento dal 1990. Nei tre mesi fino a giugno, l’economia cinese è cresciuta del 6,2%, anno dopo anno, in gran parte in linea con le previsioni ufficiali. La crescita industriale è proseguita del 6,3%, mentre il commercio al dettaglio è aumentato del 9,8%. La continua crescita è in gran parte determinata da investimenti pubblici, tagli significativi delle imposte e riduzione dei buffer di capitale richiesti dai prestatori cinesi. Questo pacchetto di stimoli cumulativi sembra funzionare, anche nel mezzo della grande guerra commerciale sino-americana e delle esportazioni in declino.

Tuttavia, secondo l’ufficio di servizi statistici della Cina, l’economia sta affrontando una pressione al ribasso nella seconda metà del 2019. Gli analisti di mercato prevedono un rallentamento del 6-6,1% per il 2019, in calo rispetto a un obiettivo ufficiale del 6,5%. Il rallentamento della crescita nella seconda più grande economia del mondo sta sollevando preoccupazioni per una potenziale ricaduta sull’economia globale. E’ lecito pensare che il governo cinese si a attiverà per introdurre nuove misure di stimolo.

Prospettando la più lenta crescita economica della Cina, Wang Tao, capo economista di UBS China, ha dichiarato all’emittente pubblica tedesca DW che la crescita rimane in linea con le aspettative, che è soddisfacente dato lo shock esterno, innescato dalla guerra commerciale con gli USA. Considerando l’economia cinese da 13 trilioni di dollari, la crescita del 6,2% contribuisce ancora per un terzo alla crescita globale.

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