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Pietro Fiocchi: in Europa per difendere il Made in Italy e dialogare con tutti

Il neo eletto europarlamentare conservatore sa che non sarà una battaglia facile ma grinta ed entusiasmo per la nuova avventura sono forti

Difesa del made in Italy, delle PMI e dialogo con tutti i Gruppi politici. Pietro Fiocchi, eletto per la prima volta al Parlamento europeo lo scorso 26 maggio nella Circoscrizione Nord ovest con Fratelli d’Italia, ha le idee chiare e tanto entusiasmo. A Bruxelles siede tra i banchi dell’ECR (Conservatori e Riformisti Europei) e sa che non sarà facile affrontare questa legislatura in cui forte è la spinta ad isolare i partiti di centro destra tacciati di antieuropeismo.

On. Fiocchi nella sua prima esperienza al Parlamento europeo ha già posto l’attenzione su uno dei problemi più importanti per i Paesi del Sud Europa, e cioè i problemi legati alle PMI (un concetto molto diverso, per dimensioni e strutture organizzative assai diverso da quello che hanno i Paesi del Nord Europa). Quale pensa potrebbe essere il progetto da perseguire?
Mi sono appena insediato e ho partecipato, martedì 16 luglio, alla votazione per la Presidenza della Commissione Europea,tuttavia ho le idee chiare sui problemi di cui vorrei occuparmi,tra questi vi sono sicuramente quelli legati alle PMI. Percepisco un approccio potenzialmente pesante e integralista sulle questioni ambientali con obiettivi, secondo me esagerati, di riduzione di CO2. E’ ancora presto per esporre un progetto al riguardo, quello che posso anticipare è che intendo muovermi, facendo squadra con gli altri eurodeputati per riuscire a migliorare la situazione

L’Italia ha delle particolari specificità nel manifatturiero, ritiene che potrebbe essere ancora interessante riproporre al Parlamento ed alla Commissione la famosa norma sulla denominazione d’origine dei prodotti extra UE, meglio nota come Made In, sulla quale il Parlamento ha lavorato per otto anni, con la Commissione, e nonostante abbia raggiunto un voto positivo, a larghissima maggioranza, il Consiglio ha ignorato?
L’Italia ha delle eccellenze in molti settori ed esse vanno tutelate come “Made in Italy”. Questo è uno dei punti del mio programma che mi sono impegnato a portare avanti, il prodotto nazionale va difeso anche attraverso la sua tracciabilità rispetto ai prodotti extra UE, ciò al fine di evitare ulteriori e gravi danni economici e di immagine. Ritengo quindi utile riproporre il tema.

Viste le peculiarità del sistema Italia sarebbe opportuno avere un Commissario europeo al Commercio, all’Economia o alla Concorrenza, tutti ruoli occupati da rappresentanti dei Paesi del Nord Europa nella precedente legislatura… Ci sono finalmente le condizioni e soprattutto la volontà per ottenere uno dei ruoli in questione?
Questa è una domanda delicatissima, alla luce di come sono andate le elezioni per la Presidenza della Commissione e di come si sono schierati alcuni movimenti politici italiani. Io tifo Italia e gradirei che uno dei Commissari che contano in Europa fosse un italiano competente, ma non so se ne sussista l’effettiva possibilità.

Come certamente Lei sa, uno dei problemi con il quale il mondo dell’impresa deve confrontarsi è quello della contraffazione e del commercio illegale. Ormai tutto si contraffa, dall’accendino usa e getta alle gomme delle macchine, dai vestiti alle componenti metal meccaniche. Nel vostro settore (munizioni per armi) avete potuto notare se esiste questo problema e che conseguenze comporta?
Quello della contraffazione è un serio problema, crea enormi danni ai produttori e ai nostri unici prodotti. Tuttavia ritengo che il livello della nostra qualità e del nostro design sia difficilmente imitabile, tanto da far riconoscere l’originale dal contraffatto (fake). Vi sono stati timidi tentativi anche nel mio settore, ma il tutto si è rivelato ininfluente per i livelli qualitativi raggiunti dalla Fiocchi munizioni e da altri produttori italiani. Si tenga presente inoltre che il nostro è uno dei settori tra i più regolati e controllati, rendendo la vita dei potenziali contraffattori ulteriormente difficile.

Lo sviluppo di un sistema aziendale oggi passa anche attraverso la tutela dell’ambiente. Come ci si sta muovendo nel suo settore e cosa pensa di proporre al Parlamento europeo in materia di questioni ambientali?
Ormai tutte le Aziende devono avere tra le loro policy la responsabilità sociale d’Impresa che vede la sicurezza, la tutela della salute e dell’ambiente come priorità. La drastica diminuzione degli insetti “impollinatori”, in particolare del calo delle api, è un preciso segno ed  allarme per cui vi è, a mio avviso, da indagarne  le cause, di questo vorrei investire il Parlamento Europeo.

Come eletto di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo siederà tra i banchi dell’ECR (European Conservatives and Reformists), un gruppo che potrebbe subire ridimensionamenti quando la Brexit avrà luogo, che non è riuscito ad esprimere un candidato per le più importanti cariche europee e che per alcuni aspetti è lontano dagli interessi che l’Italia porta a Bruxelles. Come pensa di riuscire a collaborare e che sostegno si aspetta?
Nel Gruppo ECR mi trovo bene, in particolare con Raffaele Fitto, ma voglio creare un buon  rapporto con europarlamentari di altri Gruppi, senza  barriere e steccati ideologici precostituiti. Il pensiero europeo dovrebbe affrontare i vari problemi in maniera comune e condivisa, nello spirito dei Padri fondatori,non lasciando soli i singoli Stati membri, come ad esempio per la  questione dei migranti. Nella realtà con la Brexit perderemo 4 inglesi  che saranno integrati  da 4  nuovi eurodeputati, di cui 1 di FDI, per cui il numero totale rimarrà invariato. Abbiamo  uno dei cinque Questori e siamo ben posizionati nelle commissioni, ove avviene il grosso dell’attività legislativa e normativa. Vi è una grossa spinta ambientalista e potenzialmente una spinta volta ad isolare la destra, in particolar modo i partiti percepiti come anti Europa.Vedremo come la situazione si evolverà, ora è di difficile lettura.

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Raffaella Bisceglia

Pugliese trapiantata a Milano da 13 anni, è laureata in Lingue e Letterature Straniere. Giornalista professionista dal 2001 attualmente svolge l’attività di addetta stampa e collabora con Famiglia Cristiana e Cronaca Qui. In passato ha lavorato, tra gli altri, per le emittenti televisive Telenova e Telepiù, per il quotidiano Il Meridiano e scritto di calcio e televisione per i siti Calciomercato.com e Datasport e il settimanale Controcampo.

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