Europa

L’Ue rafforza il suo sistema di protezione civile per combattere gli incendi estivi

I Paesi della Ue colpiti da incendi di vaste proporzioni possono chiedere di attivare il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, che garantisce un intervento coordinato sotto forma di aerei antincendio, elicotteri, attrezzature e personale addetto. Oltre ai Paesi dell’Unione, al meccanismo partecipano anche l’Islanda, la Norvegia, la Serbia, la Macedonia del Nord, il Montenegro e la Turchia.

L’Unione europea (insieme agli altri Paesi che hanno aderito all’iniziativa) si è infatti dotata di un Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) preposto a coordinare l’assistenza a livello europeo e a garantire che gli aiuti forniti siano efficienti ed efficaci. Attraverso l’ERCC la Commissione europea facilita e cofinanzia l’assistenza fornita alle zone colpite.

Negli ultimi anni molti incendi hanno colpito gli Stati membri dell’Unione europea, causando centinaia di morti e danni per miliardi di euro. Nel 2017 il meccanismo è stato attivato 18 volte per le emergenze provocate dagli incendi boschivi in Portogallo, Italia, Montenegro, Francia e Albania hanno ricevuto assistenza attraverso il meccanismo. In un’occasione, il meccanismo di protezione civile dell’UE è stato attivato su richiesta del governo del Cile. Nel 2018 il meccanismo è stato attivato cinque volte per contrastare gli incendi boschivi in Europa: due volte per la Svezia e una volta per Portogallo, Grecia e Lettonia. Nel complesso, gli interventi dell’UE si sono concretizzati con la mobilitazione di 15 aerei, 6 elicotteri, più di 400 persone tra vigili del fuoco e personale addetto e 69 veicoli.

Esiste poi anche il servizio di gestione delle emergenze Copernicus, il servizio di mappatura satellitare dell’Ue, ed anch’esso è stato ripetutamente utilizzato in occasione delle emergenze connesse agli incendi boschivi. Solo nel 2018, 139 mappe satellitari hanno aiutato l’Ue e le autorità degli Stati membri a individuare e valutare i luoghi più colpiti, a valutare l’estensione geografica degli incendi e a calcolarne l’intensità e l’entità dei danni.

Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) dell’UE, è operativo 24 ore su 24, sarà rafforzato con squadre di sostegno alla lotta agli incendi boschivi e con la presenza di esperti degli Stati membri nel periodo estivo. Lo scorso marzo, l’Ue ha inoltre rafforzato la gestione del rischio di catastrofi istituendo una nuova riserva europea di capacità (la “riserva rescEU”) che inizialmente comprende aerei e elicotteri antincendio. Per garantire che l’Europa arrivi preparata al periodo degli incendi boschivi la nuova normativa prevede una fase di transizione durante la quale gli Stati partecipanti possono ottenere fondi in cambio della messa a disposizione dell’Ue dei propri mezzi antincendio. L’obiettivo ultimo rimane quello di aggiungere ulteriori capacità e si attivi a costituire così una riserva rescEU ancora più ingente per il futuro.

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